Pianta di Goodyera repens

Il nome del genere sembra quasi la pubblicità di una marca di pneumatici, in effetti il botanico Brown, con questo nome, intese ricordare la famiglia Goodyera, che lo aveva aiutato finanziariamente (al giorno d'oggi si direbbe sponsorizzato) per le sue ricerche. Manco a dirlo Linneo classificò, nel 1753, le specie nel noto e più volte menzionato genere Satyrium. Il botanico Brown nel 1813 creò il nuovo genere latinizzando il nome della famiglia e tale restò, nonostante alcuni tentativi di cambiargli il nome (Peramium).
Al genere appartengono una ventina di orchidee quasi tutte asiatiche ed americane; in Europa se ne rinvengono solo 2 e di queste una è endemica dell'isola di Madera.

Goodyera repens (L.) R. Brown
L'orchidea strisciante (in latino «repens» significa appunto «che striscia») è una delle orchidee meno appariscenti e con caratteristiche assai diverse dalle altre orchidee già viste fino ad ora.
Si presenta con foglioline ovali, picciolate, addensate al terreno, che presentano una evidentissima nervatura a «rete» quasi una quadrettatura. L'apparato sotterraneo è formato da stoloni, non da bulbilli o pseudobulbi, inoltre le foglie continuano a vegetare per tutto l'anno. L'altezza della spiga può arrivare a 30 cm, ma più frequentemente le piantine raggiungono i 12/15 cm, con fiori bianchi molto piccoli, che mostrano una loro straordinaria bellezza solo a forte ingrandimento.

Particolare del bocciolo

Particolare del fiore aperto

La pianta, tipica dell'arco alpino, predilige i boschi di conifere ad alto fusto e di questi in particolar modo quelli di pino nero. Non tollera la luce diretta del sole ed e indifferente alla composizione ed acidità del terreno. La fioritura è tardiva, fine agosto-settembre; i fiori, riuniti in una spiga più o meno lassa, emanano un leggero e gradevole profumo.
Data l'esiguità del fiore, non sono molti gli insetti che possano provvedere ad una corretta impollinazione, in più la pianta è di tardiva fioritura e tipica di ambienti montani, con cause che impediscono di molto la sua propagazione; per cui la pianta basa la moltiplicazione più sullo sviluppo degli stoloni che sulla disseminazione.