Il nome Himantoglossum dato al genere significa letteralmente «lingua a forma di cinghia»; l'etimologia del nome deriva da due parole greche Himantos che significa cinghia e Glossa lingua; si vuole fare riferimento alla forma estremamente allungata della parte apicale del labello appunto a forma di nastro, di cinghia.
Himantoglossum hircinum, considerato l'unico rappresentante del genere, era stato inserito da Linne o nel genere Satyrium; nel 1769 il botanico Cranz la spostò nel genere Orchis e solo nel 1826 fu considerato genere a se stante col nome definitivo di Himantoglossum.

Pianta e fiori di Himantoglossum hircinum

Alcune delle sue innumerevoli sottospecie sono ora divenute specie autonome, tanto che ora le specie sono 6. Le orchidee del genere sono dei veri giganti in quanto possono raggiungere anche 120 cm.
Le caratteristiche comuni sono:

– labello con lobo centrale molto sviluppato a forma di nastro; può raggiungere 7/8 cm;

– sperone cortissimo a forma di sacco; dai 4 ai 10 mm.
 

Di tutte le 6 specie europee si ritrovano in Italia solo Himantoglossum hircinum e Himantoglossum adriaticum. Le altre 4 sono:

Himantoglossum caprinum (Grecia, Creta, Turchia);

Himantoglossum affine (Turchia, Siria, Libano);
 

Himantoglossum calcaratum (Jugoslavia, Grecia, Albania);

 

Himantoglossum formosum (Caucaso)

 

Seppure tutti interessanti, tratterò solo i primi due.

 

I fiori dalla strana bellezza e dalla forma insolita

Himantoglossum hircinum
E' il capostipite del genere; tutte le altre specie attualmente inserite nel genere, erano considerate come sue varietà o sottospecie.
La pianta è molto vistosa, arriva a 90 cm di altezza e preferisce i terreni calcarei fino ad una altitudine di 1500 m in pieno sole.
Le foglie sono lanceolato/oblunghe molto evidenti; la spiga è estesa con fiori molto addensati che emanano un forte e sgradevole odore di «selvatico», odore «caprino» (il nome della specie «hircinum» significa «di pecora» e fa riferimento al suo cattivo odore); i fiori hanno colore verde/grigiastro con intonazioni e venature rosse.
La forma del labello è complessa e con un po' di fantasia la si può paragonare alla forma di un omettino con casco, braccia lunghe e gambe lunghissime a forma di nastro (fino a 6 cm) avvolto in leggera spirale e con apice biforcuto.
Lo sperone di 3-5 mm è a forma di sacco. Fiorisce da giugno a luglio ed è rinvenibile in Italia in Liguria, nelle Puglie, Catabria, Basilicata e Sicilia, fino ad una altitudine di 1500 m.

Pianta di Himantoglossum adriaticum

Himantoglossum adriaticum
Fino al 1974 era considerato una varietà del precedente ma dopo accurati studi il botanico/fotografo tedesco H. Bauman, ha riconosciuto il barbone come specie autonoma e come tale ora viene unanimemente considerato. L'areale è ristretto, Italia centro settentrionale e Jugoslavia del Nord.
La pianta fiorisce fino a 1200-1300 m in pieno sole su terreno calcareo in prati con erbe basse.
Il fusto, di 30-90 cm, ha foglie lanceolate/oblunghe molto evidenti con spiga lassa e fiori staccati nettamente dal fusto.
I fiori sono verdognoli con venature ed intonazione generale rossastra, non emanano alcun odore ed hanno lo sperone ridotto a pochi millimetri (3-4).
Da una certa distanza non si può notare la «strana» bellezza e la insolita «forma» di questa orchidea rintracciabile con una certa difficoltà.