Il grande Linneo inserì la specie del genere Spiranthes con le Ophrys; nel 1817 il botanico Richard creò un nuovo genere, Spiranthes appunto, per identificare e definitivamente sistemare queste specie che non trovavano giusta collocazione presso nessun altro genere. Etimologicamente il nome, in verità molto indovinato, deriva dal greco, “speira” = spira ed “anthos” = fiore, e vuole riferirsi all’insolita disposizione dei fiori sulla spiga “a spirale” appunto. La conformazione delle specie di questo genere mostra una perfezione estetica notevole oltreché insolita e rara.

Spiranthes spiralis: la curiosa fioritura spiralata S. spiralis: fiori ingranditi

Le specie appartenenti al genere sono una quarantina, quasi tutte nord americane, asiatiche o australiane; in Europa ne sono presenti 4 specie: Spiranthes spiralis Chevall., S. aestivalis L.C.M. Richard, S. romanzoffiana Cham., S. sinensis Ames.
Le prime 3 hanno fiori di colore bianco o bianco/giallognolo, l’ultima rosa carico e bianco; mentre le prime 2 sono rinvenibili in Italia, la Spiranthes romanzoffiana si ritrova in Gran Bretagna ed Irlanda del Nord; la sínensis nella Russia centrale.
Le piante del genere sono di aspetto più o meno gracile, con fusto sottile relativamente corto in proporzione alla lunghezza della spiga; l’apparato radicale è composto da tuberi a forma di fuso, di tozza carota, piu o meno allungati o appuntiti. Le specie europee, sono tutte di fioritura estiva o addirittura autunnale.

Spiranthes spiralis
E’ Spiranthes più comune e quella con l’areale più ampio del genere.
Si presenta a fioritura in un periodo in cui quasi tutti ritengono ormai conclusa la stagione dei fiori; fiorisce, a seconda dell’andamento stagionale, da settembre ad ottobre.
La piccola pianta, 10/30 cm, ma solitamente non più di 15/20 cm ha una rosetta basale con foglie oblunghe od ovali e con brattee disposte lungo il fusto; la spiga è molto lunga, circa la metà dell’intera pianta, con molti fiori bianchi o bianco/verdognoli, molto piccoli e naturalmente disposti a spirale fitta sul fusto. E’ una di quelle orchidee poco appariscenti, difficilmente riconoscibili, se non dai più esperti, come tale.

Lo scapo florale si sviluppa direttamente dal rizoma lateralmente alle foglie.

I fiori, profumati, incominciano a sbocciare dal basso verso l’alto e appaiono ad occhio nudo come dei “piccolissimi ed insignificanti” fiorellini bianchi di 4-7 mm. Le caratteristiche strutturali e la loro notevole eleganza appare solo con opportuni ingrandimenti. Il labello è sfrangiato, quasi una trina, i sepali sono lucenti, trasparenti, la fauce è colorata di giallo/verdastro; in definitiva una bellissima, seppur minuscola orchidea.
Spiranthes spiralis possiede una caratteristica “speciale” unica nelle orchidee europee, il fusto non nasce dal centro della rosetta basale, ma di “lato”, in una insolita posizione decentrata, asimmetrica. Pur essendo indifferente alla natura del terreno, la specie predilige i prati secchi o umidi con erbe basse, specie in vicinanza di cespugli, in pieno sole, fino ad una altitudine di 1000/ 1200 metri.

Spiranthes aestivalis
La seconda specie appartenente al genere, è una pianta prettamente “di palude” o di zone torbose; rifugge ogni altro tipo di ambiente. Spiranthes aestivalis è in fortissimo regresso su tutto l’areale per via di bonifiche e di inquinamenti delle falde acquifere, cui è particolarmente sensibile. Una volta molto più abbondante, ora si trova con una certa frequenza in Sardegna e molto più raramente in piccole stazioni del centro/nord Italia. Assai simile alla congenere spiralis, come colorazione, come disposizione dei fiori, presenta però alcune caratteristiche che la distinguono nettamente.

La pianta di

Spiranthes aestivalis

Particolare della spiga di Spiranthes aestivalis

Con un’altezza di 10/40 cm la specie ha foglie lanceolate o lineari ben sviluppate, il fusto, fortemente peloso, non è disposto asimmetricamente come nella spiralis.
I fiori, non profumati, sono leggermente più grandi, 6-10 mm, di forma più “chiusa”, il labello sfrangiato, ha l’apice rivolto all’indietro. Naturalmente le differenze strutturali del fiore elencate, occorre vederle e notarle “da vicino”, data la loro esiguità. La fioritura, come indica il nome specifico, avviene a luglio/agosto, dell’estate appunto. Data la rarità e la forte tendenza all’estinzione di questa specie, vige la solita raccomandazione di “non strappare” e “non confezionare” i maledetti mazzolini, sempre valido con tutte le orchidee in genere, con questa in particolare.