E' bene mettere subito le cose in chiaro: chi pensa di non mettere mai piede, in inverno, nell'area costiera mediterranea volti pagina. Gli altri no! E' arrivato il momento, dopo alcuni sporadici accenni, di parlare compiutamente di questa bella erba, Oxalis pes-caprae, che qua e là nel bacino mediterraneo forma oggi paesaggi di notevole ampiezza.

Teulada: Tuerra. Vecchio agrumeto in abbandono con intensa presenza di Oxalis pes-caprae.

L'occasione è fornita dal fatto che la sezione cagliaritana di una nobile istituzione come l'ANEB (Associazione Nazionale Educatori Benemeriti), recependo un'idea pubblicata su un'ormai scomparsa rivista locale («Sogni»), ha nel 1995 compiuto una operazione culturale volta a legare il consolidato paesaggio di Oxalis (erba succhiata avidamente da quasi tutti i bambini dell'isola), di origine sudafricana, diffusissima negli ambienti litoranei e sub-litoranei della Sardegna, col nome prestigioso di Nelson Mandela, premio Nobel per la Pace 1993.
Si tratta di un'erba molto intraprendente che, pur essendo sterile sessualmente, si è avvalsa di organi di moltiplicazione vegetativa (bulbilli, organi rizomatosi) per adempiere efficacemente al dettato biblico crescete e "moltiplicatevi". Introdotta a Malta dal Capo di Buona Speranza, verso la fine del '700, da una dama, presumibilmente inglese, essa si diffuse presto in quell'isola, infiltrandosi nel fiorente sistema vivaistico.
Da Malta, con i pani di terra degli agrumi e dei sempreverdi in genere, Oxalis cernua (questo è stato sino a pochi decenni or sono il primo nome) poté approdare presto in tutti gli ambiti mediterranei, a clima temperato-caldo.
Gli agricoltori di avanguardia, agrumicoltori ed olivicoltori in testa, in inconsapevole intesa con i vivaisti, sono stati, così, gli involontari diffusori della specie, fatto invero non raro nella storia dell'agricoltura.
Sull'onda del progresso agricolo, l'acetosella gialla (questo è il nome ufficiale italiano) ha così conquistato tutte le sponde del Mediterraneo realizzando una presenza sempre più intensa, soprattutto nei territori più meridionali a clima sub-tropicale sub-arido, con tendenza ad irradiarsi anche in zone interne.

Cagliari: Porto Canale di S. Cilla. Importante area industriale in attesa di uso, ornata da laboriose colonie di Oxalis pes-caprae.

Cagliari: condominio via gen. Cagna 8. Prato di graminacee invaso da Oxalis pes-caprae in piena fioritura (20.2.1995). Il cartello (iniziativa prof. Luciano Mameli) è stato «Inventato» nel quadro della operazione ANEB «erba di Mandela».

Questo falso trifoglio (l'uomo cade talora nell'inganno, come attestano alcuni nomi locali: succiosa, alleluja, erba axedu, gravuglu, binu forti, agrin, agrettu, appieddu  ma gli ovini, no! L'acido ossalico dei suoi tessuti non è loro simpatico) ha oggi un potente nuovo alleato per la sua ulteriore diffusione: la meccanizzazione dei trasporti di terra.
La formazione di banchine e scarpate con materiali terrosi inquinati da bulbilli e rizomi induce la rapida ed improvvisa formazione di nuovi paesaggi stagionali ad Oxalis, in aree vergini.
Il turista ignaro che in gennaio-marzo viaggi nel profondo Sud (dopo le ore 10, ora di apertura delle gialle corolle) può pensare, così, alle raffinatezze di fantasiosi agronomi operanti nel quadro di aziende turistiche o di assessorati comunali o provinciali.
Mi dispiace rattristare i rari turisti super intelligenti e quindi invernali (i turisti intelligenti sono invece quelli primaverili!) ma occorre precisare che le cortine giallo-limone che accompagnano il nastro di asfalto sono un risultato casuale, così come quello dei tappeti gialli erbosi che si intravedono negli attigui frutteti ed agrumeti.
A Cagliari e dintorni anche i giardini, pubblici e privati, ospitano nei mesi invernali vaste, visibili colonie di Oxalis. Essa riesce ad emergere filtrando anche la cotica erbosa di prati a base di graminacee, subito dopo il risveglio vegetativo autunnale che segue il periodo di quiescenza (maggio-ottobre).
I privati, ancorché ignoranti di giardinaggio, hanno osservato che Oxalis, pur invadendo il loro prato, non reca danno ingente: infatti essa scompare in aprile, si piega su se stessa, si sdraia, si essicca e scompare velocemente senza lasciare visibili biomasse brutte o pericolose (incendi).

Cagliari: Linea ferroviaria nel quartiere di Genneruxi. Colonizzazione ad opera di Oxalis pes-caprae.

Cagliari: Orto delle Palme nel Cimitero Monumentale di Bonaria ornato da vegetazione di Oxalis pes-caprae. In primo piano soggetti di Mombretia crocosmifolia, anch'essa di origine sudafricana.

Un comportamento ben diverso da quello tenuto dal caregantzu e cioè da Chrysanthemum coronarium, specie annuale ruderale molto frequente, bella per i suoi capolini gialli, che per la sua rilevante altezza lascia in piedi notevoli biomasse esigenti adeguati interventi per la loro rimozione. In cambio i privati ottengono due mesi e mezzo di una bella fioritura in giallo-limone, veramente gradevole.
Gli pseudo-giardinieri comunali invece non si lasciano sconfiggere: vanno all'assalto (Pantalone paga!) con le loro belle macchinette e riescono così a privare il cittadino, in sede pubblica, di ciò (la bellezza) che lo stesso cittadino, con la sua fantasia e saggezza, ha conquistato in sede privata.