Tutti i potos provengono dal continente asiatico sud orientale, dalle Isole Salomone e dall'Indonesia. I generi comprendono circa 40 specie, tutte sempreverdi e rampicanti. Il portamento, simile all'edera, permette alle specie spontanee di arrampicarsi, aggrappandosi agli alberi che le sorreggono, fino ad una altezza di 6-8 metri.

Le specie d'appartamento presentano foglie intere, ovate e larghe circa 10 cm allo stadio giovanile, mentre a maturazione la lamina diventa lobata, cuoriforme, con una lunghezza di oltre 50 cm e una larghezza di circa 40 cm.

Una foglia adulta di potos raggiunge, in natura, i 70-80 cm. Curioso è il fatto che queste foglie crescano solo quando la pianta sale, appoggiandosi ad altri alberi.

L'ambientazione è molto facile. Il contrasto con mobili di legno scuro esalta le screziature del fogliame.

Specie e cultivar

La commercializzazione offre molte cultivar in forme diverse: ricadenti, oppure rampicanti, sorrette da un tutore muschiato, o in basket. La collocazione in basket, sospesi al soffitto, è decorativa, ma scomoda per provvedere al necessario mantenimento idrico; in questo caso però può essere consigliata, dato che il delicato apparato radicale tende a marcire con una certa facilità. La bellezza delle screziature sarà messa in risalto dal lunghi tralci, che ricadranno anche per 180-200 cm, creando un folto angolo verde, molto ornamentale e abbastanza agevole da curare. Un'unica precauzione da prendere è quella di collocare il basket in posizione luminosa; infatti, se la quantità di luce è insufficiente, le foglie tendono a perdere il disegno colorato, tornando ad un verde uniforme.
La specie più diffusa è Epipremnum pinnatum (sin. Scindapsus aureus; Rhaphidophora aurea). Le foglie giovanili sono piccole, appuntite, di un verde vivo, punteggiato di giallo chiaro. Questa specie nasce nelle isole dell'oceano Pacifico occidentale ed è difficile da coltivare, mentre le cultivar derivate dai vari incroci si adattano meglio alla vita in appartamento. La gamma delle variegature permette un'ampia scelta: ‘Golden Queen’, ad esempio, presenta un fogliame dalla macchiettatura talmente ampia, da apparire dorato quasi per intero, ‘Marble Queen’, invece, ha le lamine bianche appena punteggiate di verde. Se si desidera una varietà molto colorata, si può scegliere ‘Tricolor’, dal fogliame sfumato in verde chiaro, verde scuro, panna e giallo.
Poco comune è l’indonesiana Scindapsus pictus ‘Argyraeus’ (Epipremnum pictum ‘Argyraeum’), ma la delicatezza aerea dei tralci sottili, ornati da piccole foglie lucide, brillanti e setose, ripaga della fatica della ricerca. Le lamine, macchiettate in modo irregolare e differente una dall'altra, anche sulla stessa pianta, sono ornate da un sottile bordo argentato che termina con una punta acuta, evidenziando il verde glauco centrale.

Due varietà di Epipremnum pinnatum. Diversissime tra loro, sono entrambe molto decorative e si prestano a due differenti tipi di coltivazione.

 

Coltivazione
Queste piante hanno radici piccole e carnose e quindi si accontentano di piccoli contenitori, ma il drenaggio deve essere efficace; infatti, anche un modesto ristagno d'acqua provoca l'instaurarsi di funghi e marciumi e quindi la morte della pianta. E' consigliabile vaporizzare di frequente il fogliame e il tutore che le sorregge, soprattutto nel periodo estivo. L’irrorazione con acqua al fogliame sostituisce anche in parte l’irrigazione; inoltre, offre una sufficiente umidità alle radici avventizie impedendo i ristagni d'acqua e la conseguente formazione di muffe. Se le piante sono piccoline, una doccia, effettuata con acqua a temperatura ambiente, toglierà la polvere e assicurerà il giusto grado di umidità, regalando nuova vitalità e maggiore robustezza.
In maggio le piante ricadenti andranno potate, recidendo i rami a metà della loro lunghezza. Questo procedimento è indispensabile per mantenere la pianta folta e accestita, altrimenti i tralci ‘fileranno’, diventando sottili e deboli.
I rinvasi si effettuano ogni due anni, in aprile, utilizzando un terriccio universale, misto a torba. Più il composto è poroso e a ‘grana grossa’, più il drenaggio è efficiente, prevenendo le malattie fungine.
Sia nel periodo invernale sia nel periodo estivo è importante la concimazione. La fertilizzazione di base, da effettuarsi al momento del rinvaso, utilizzando un normale concime completo, granulare o in tavolette, non è sufficiente per un periodo prolungato. In genere è necessaria, dopo 3-4 mesi dal momento del rinvaso, una fertilizzazione settimanale nel periodo estivo e quindicinale per tutto il resto dell'anno.
I potos si moltiplicano in tarda primavera o in estate, per talea apicale. Spesso però, se il substrato è troppo asciutto, le foglie seccano, ma, se lo si mantiene più umido, i fusti tendono a subire attacchi fungini o addirittura a marcire. Non è facile trovare la giusta via di mezzo e, quindi, è meglio procedere per propaggine, flettendo un ramo lateralmente e fermandolo con un ferretto, in corrispondenza di un nodo, in un vaso posto vicino alla pianta madre. La radicazione impiegherà un tempo maggiore, ma si otterrà una nuova pianta sana e vitale. E' importante non avere fretta nel recidere il ramo dalla pianta madre, anche se il nuovo getto sembra ben lucido e robusto.
 
Malate d’ambiente
Le piante comunicano in molti modi le loro necessità o il loro stato di salute. Questi segnali, chiamati fisiopatie, non sono ancora un sintomo di malattia, ma la denuncia di qualche cosa che non va e che farà ammalare la pianta se non si provvederà al più presto.
Foglie con macchie marroni e con la tendenza ad avvizzire indicano una insufficiente umidità ambientale e quindi bisogna intervenire con frequenti vaporizzazioni, creando un microclima più favorevole. E' anche utile installare, nel periodo invernale, delle vaschette piene d'acqua sui termosifoni, in modo che l'evaporazione renda l'aria meno asciutta.
Foglie con margini marroni denotano una carenza d'acqua derivante da un’irrigazione insufficiente oppure troppo distanziata nel tempo.
Se invece la pianta è innaffiata troppo, le foglie diventano gialle e cadono. Soprattutto in inverno, questo sintomo è il preludio del marciume radicale che comparirà sui fusti e sull'apparato radicale.
Quando le foglie si afflosciano e si arricciano segnalano un danno da aria fredda, un improvviso calo di temperatura o una corrente d'aria gelida che ha investito la pianta.
La scarsità di luce fa perdere al potos le variegature fogliari, ma anche l'eccesso di luce provoca dei danni: rallenta la crescita, la variegatura diventa, più chiara e poi, in seguito, compaiono macchie brune sulle lamine fogliari, quasi come le foglie fossero state ustionate.
I parassiti più comuni che possono attaccare i potos sono cocciniglie, afidi e ragno rosso. Anche in questo caso interventi tempestivi e appropriati permettono una rapida soluzione del problema.