Pileostegia viburnoides

Exif_JPEG_PICTUREConobbi per la prima volta questa pianta nel lontano 1970. Durante la prima colazione, ospite di Harold Hillier a Winchester, gli chiesi se vi era un’alternativa,alla solita edera nei paesi a clima temperato freddo. «Pailiostigia vaiburnoides, (come la pronunciò lui) è una pianta che dovrebbe crescere da lei in Italia». Poco dopo mi accompagnò a vederla: ricopriva un muro in mattoni rivolto a nord. Nel 1972 la piantai nel mio giardino contro una parete rivolta a ponente, in terreno piuttosto magro poiché sito sul perimetro di un piazzaletto inghiaiato.

 

Rampicante sempreverde
Si tratta di un rampicante sempreverde del nord dell’India della famiglia delle Hydrangeaceae, la stessa alla quale appartiene il genere Hydrangea; infatti, grosso modo, è paragonabile a un’ortensia rampicante (Hydrangea petiolaris) con foglie lanceolate e coriacee.
La fioritura bianca appare durante l’estate e crescendo abbastanza lentamente raggiunge i sei metri di altezza, proprio come fa l’edera con le sue radichette avventizie. Non è esigente in fatto di terreno purché, credo, non si inaridisca. L’esposizione è indifferente ma, poiché ha ben sopportato le temperature più basse, userei questa specie contro pareti fredde per lasciare a generi più delicati una nicchia tiepida rivolta da sud a ponente. Può essere potata solo straordinariamente.
Fino ad oggi nessun parassita ha attaccato Pileostegia ma consiglio ogni tanto di ispezionare sotto le foglie per verificare l’eventuale presenza di cocciniglie.
Potrebbe essere un’idea quella di farla correre sul terreno per tappezzare, proprio come sovente si fa con l’edera. La propagazione non è difficoltosa;  poiché, come l’edera, emette radici con facilità suggerisco di adottare il sistema della propaggine facendo aderire sul terreno la vegetazione giovane, a fine primavera.