Nel mio giardino vi sono alcuni cipressi arizonica aggrediti da afidi e funghi ed alcuni pini da pinoli (Dothiodea halepensis) pure invasi da funghi. Mi sono stati dati in merito i suggerimenti più disparati per porvi rimedio. Uno degli interpellati mi ha consigliato delle iniezioni insetticide alla base del tronco delle piante aggredite, seguite da iniezioni di sostanze nutritive. Sono molto scettico sulla validità di tale consiglio che è oltretutto, molto costoso ed è per questo che chiedo il parere dei vostri esperti in materia.

L.M., MENDRISIO (TI)

Il cipresso argentato (Cupressus arizonica) è una conifera sulla quale si insediano tra i parassiti di origine entomatica, principalmente l'afide Cynara cupressi, mentre tra le alterazioni di tipo fungino, ruolo purtroppo rilevante assume il cancro corticale (Seiridíum cardinale). Ovviamente, un esame diretto delle parti alterate ci permetterebbe una diagnosi più corretta e precisa quindi una rapida e mirata terapia. Le descriviamo, comunque, sperando di poterle essere di aiuto diagnostico, le caratteristiche dei sopracitati parassiti.

Il cipresso "Bolgheri" brevettato dal Cnr per la resistenza al cancro

La Cynara cupressi è un afide lacnide il quale per effetto della sottrazione della linfa dai tessuti vegetali e per la presenza di sostanze tossiche negli stessi, provoca l'arrossamento e il disseccamento vegetativo della parte interna della pianta estendendosi poi all'intera chioma. Le piante colpite finiscono per disseccare completamente ad eccezione della parte alta dove si possono osservare eventuali ricacci vegetativi. Al fine di contrastare la pericolosità di questi afidi è necessaria una attenta sorveglianza delle piante dalla fine inverno – inizio primavera, in concomitanza delle nuove emissioni vegetative e della conseguente ricostituzione delle popolazioni afidiche. In genere è sufficiente un solo intervento nelle parti interne della pianta dove l'insetto si trova ben riparato con principi attivi a base di pirimicarb o acefate o etiofencarb o deltametrína.
Il cancro corticale da Seiridium cardinale è invece un microrganismo, spesso associato anche all'afide sopradescritto, il quale provoca su fusto e rami lesioni cancerose, depresse di colore rosso mattone in corrispondenza delle quali si ha una abbondante colatura di resina. I tessuti così colpiti sifessurano e disseccano formando numerosi cancri con conseguente morte di parti della pianta o dell'intero albero. Contro questa malattia, oltre l'asportazione e distruzione delle parti infette, è bene adottare interventi in primavera ed in autunno con fungicidi benzimidazolici quali Carbendazim o Benomyl da irrorare completamente su tutta la pianta fino a completo gocciolamento, insistendo particolarmente sul tronco in cui sono inseriti i corpi fruttiferi propagatori dell'infezione. Per quanto concerne le alterazioni di tipo entomatico che possono colpire i pini tra cui il Pinus pinea o pino domestico o pino da pinoli, rammentiamo principalmente gli afidi lanigeri, la tortrice, il Ragnetto verde. I primi, cioè gli afidi, colonizzano tutte o parte delle branche, fuorché il tronco, provocano disseccamenti o addirittura la morte delle piante fortemente infestate: si può intervenire eventualmente in primavera impiegando principi attivi a base di diazinone o piretroidi. La tortrice delle gemme del pino (Rhyacíonia buoliana) è un lepidottero le cui larve attaccano germogli apicali i quali possono disseccare assumendo una caratteristica deformazione o "ginocchiatura" a forme di lira, oltre alla esportazione dei germogli infestati. Nel periodo di ovideposizione si possono effettuare interventi con prodotti a base di acefate o deltametrina o diflubenzuron. Il ragnetto verde (Olígonychus ununguis) è un acaro, il quale attaccando gli aghi provoca la conseguente colorazione giallo rossastra degli stessi con filloptosi. Ai primissimi sintomi della infestazione occorre intervenire, adottando tutte le possibili precauzioni per persone ed animali, con principi attivi a base ad esempio di propargite e benzossimate. Da ultimo, tra le malattie di tipo crittogamico che colpiscono i pini, ricordiamo l'infezione fogliare prodotta da Sphaeropsís sp.: sulle foglie appaiono maculature convesse di colore nerastro contenenti i germi del microrganismo: si può avere ingiallimento e caduta anticipata degli stessi aghi. Consiglio oltre alla raccolta degli stessi e lo spargimento sulle foglie cadute di urea, interventi con preparati quali ossiclururo ed ossidulo addizionati ed un bagnante-adesivante. Per quanto riguarda infine l'ultimo problema da Lei posto circa eventuali iniezioni da praticare al tronco delle piante colpite, facciamo presente che detta metodologia anche se frequentemente usata con ottimi risultati terapeutici, non è stata ancora ufficialmente ammessa dalla legislazione vigente.