Sono un piccolo coltivatore di piante ornamentali e da siepe. Nell'ottobre '87 ho impiantato alcune migliaia di talee di Lauroceraso, alle quali però nel mesi di giugno-luglio '88 sono comparse sulle foglie raggrinzimenti a bolle con rinsecchimenti delle punte e muffe bianche.
Specifico inoltre, che le piantine erano già di 40-50 cm. Vorrei sapere di cosa si tratta e come combattere questo fenomeno, o eventualmente a chi rivolgermi.


A. M. , Comabbio (VA)

Riteniamo che l'alterazione da Lei descritta, sia dovuta ad infezione di oidio o malbianco causata da una crittogama indicata scientificamente come Sphaeroteca pannosa. Trattasi di una malattia che attacca con una certa frequenza le parti apicali del Lauroceraso, specie i giovani tessuti. Lo sviluppo ottimale del patogeno e compreso tra i 18 e i 25'C con contemporanea presenza di una elevata umidità atmosferica superiore all'80%. li microrganismo si sviluppa, durante il pieno periodo vegetativo dell'ospite, sull'estremità dei germogli, le cui foglioline vengono deformate in modo asimmetrico con addocciamenti ed ingiallimenti; nella pagina inferiore di dette foglie compare una efflorescenza biancastra e polverulenta, costituita dalle fruttificazioni agamiche del micete; successivamente si formano aree necrotiche di colore rosso-brunastro che tendono a distaccarsi con facilità dalla lamina stessa, la quale appare bucherellata in punti diversi. In caso di infezione di una certa gravità, i rametti e i giovani germogli diventano deboli, rachitici, contorti fino al loro disseccamento in breve tempo.
La diffusione del fungo è anche favorita da terreni di tipo argilloso, con difficile sgrondo dell'acqua e con un alto contenuto di azoto: questo elemento minerale facilita un rapido sviluppo delle piantine i cui tessuti vengono predisposti con più facilità al recepimento della malattia.
Come lotta da adottare, oltre alla eliminazione e distruzione delle parti disseccate o maggiormente infette, è consigliabile eseguire, ai primi sintomi della infezione, irrorazioni con principi attivi a base, ad esempio, di zolfo colloidale (250-300 g/hl acqua) o Imazalil o Triforine alla dose di 100-150 grammi per ettolitro di acqua, oppure prodotti cosiddetti "Triazolici", quali il Propiconazolo alla dose di 25-30 cc. per ettolitro di acqua. Vengono normalmente consigliati tre o quattro trattamenti primaverili-estivi a distanza di una ventina di giorni l'uno dall'altro.