La regina dei fori ha molti nemici naturali appartenenti al mondo vegetale ed animale; ora ci occuperemo dei più comuni parassiti invertebrati ed i modi per combatterli.

 

Galle muschiose sui rami
Rhodites rosee L.
Questo piccolo imenottero produce sui rami delle rose degli ammassi di piccole galle rotonde, legnose, che avvolgono il ramo a guisa di manicotto; sul lato esterno sono coperte da lunghi filamenti di color verde sfumato di rosso. Questi ammassi sono piuttosto appariscenti e, oltre a deturpare la bellezza della pianta, causando disturbo alla vitalità della stessa. La lotta si esegue mediante rimozione delle galle o trattando con prodotti a base di esteri fosforici.

Foglie corrose più o meno largamente
Arge rosee L. (Tentredine dei rosai)
Danneggia le piante durante tutta l'estate ed i danni più gravi sono a carico dell'apparato fogliare che può venire completamente distrutto dalle fameliche larve di questo imenottero.
La femmina, all'inizio dell'estate, introduce una ventina di uova nei giovani rametti, in prossimità dell'apice, proteggendo la fessura di ovideposizione con un secreto schiumoso che fa annerire e dilatare le fibre producendo una caratteristica e appariscente cicatrice nerastra. Le larve vivono gregarie allineate lungo i margini esterni delle foglie che rodono in modo da lasciare solo la nervatura principale.
Questo insetto si combatte asportando le uova, tagliando lo strato corticale che le alberga e, in presenza di larve, applicando insetticidi fosforganici o carbammati.

Foglie con erosioni circolari presso il margine
Megachile centuncularis L. (Megachile delle rose).
Piccolo imenottero molto simile alle api, di colore brunastro con il corpo fittamente coperto da peluria.
L'adulto produce caratteristiche lesioni semicircolari nel tessuto fogliare delle rose; il lembo asportato servirà per la costruzione delle cellette larvali che, simili a piccole botti, contengono il miele e l'uovo.
Generalmente le lesioni provocano danni di modesta entità ma, in caso di massiccia intestazione, si consiglia di trattare con insetticidi a base di esteri fosforici.

Invertebrati che succhiano l'epidermide fogliare
Tetranychus urticae Koch (Ragnetto rosso).
E' un piccolissimo acaro dalla colorazione rossastra che attacca, oltre alla rosa numerose piante sia ornamentali che orticole.
Se le condizioni climatiche lo consentono le generazioni si susseguono ininterrottamente durante l'anno, in caso contrario l'acaro non si riproduce e sverna allo stato di adulto.
Per nutrirsi provoca delle piccole lesioni alle cellule epidermiche delle foglie, lesioni che causano dapprima clorosi seguite da imbrunimenti, disseccamenti e prematura caduta.
Per controllare questo parassita molto utili sono le applicazioni a base di prodotti acaricidi.

Stephanitis spp. (Tingide).
E' un rincote che, una volta insediatosi sulla pagina inferiore delle foglie, con le sue punture provoca, sulla pagina superiore, la comparsa di macchie decolorate; tali macchie finiscono con l'interessare la intera superficie fogliare che alla fine si dissecca e cade a terra. In presenza di questi insetti bisogna fare trattamenti a base di fosforganici.

Typhlocyba rosee L. (Cicalina).
Insetto di piccole dimensioni, di color cremeo, presentante una o due generazioni annue; all'inizio dell'estate si stabilisce sulla pagina inferiore delle foglie provocando la comparsa di macchiette gialle e striature che, se numerose, possono determinare ampie decolorazioni seguite da disseccamento e prematura caduta.
Al principio dell'attacco, sulla pagina inferiore si trovano le neanidi, le ninfe (stadi atteri) ed infine gli adulti (alati).
Contro questi rincoti sono molto efficaci i trattamenti a base di insetticidi fosforganici o carbammati, facendo attenzione che le applicazioni siano eseguite attentamente sulla pagina inferiore delle foglie, dove l'insetto si posa per nutrirsi.

Succhiano le foglie e i bottoni fiorali
Macrosiphum rosae Réaym. (Afide grande delle rose).
Insetto lungo 3-4 mm verde o rossiccio, è l'afide più caratteristico delle piante di rosa delle quali invade la pagina inferiore delle foglie, i bottoni fiorali ed i nuovi getti, talora ricoprendoli completamente, deturpandone l'aspetto e arrecando gravi danni ai rosai. Si combatte molto bene con due trattamenti a base di insetticidi sistemici, uno all'inizio della stagione vegetativa ed un secondo a fine giugno.
Contro questi afidi potremmo tentare una lotta sfruttando la voracità delle larve e degli adulti delle coccinelle; potremmo cosi trasferire larve e adulti di questi utili coleotteri sulle nostre piante infestate, ottenendo degli ottimi risultati.

Rodono i fiori
Cetonia aurata L. (Cetonia dorata).
Questi grossi coleotteri (14-20 mm), di color verde dorato e con le elitre presentanti punti o lineette, bianchi trasversali, si rendono dannosi (allo stadio adulto) in quanto per suggere il nettare penetrano all'interno dei fiori, devastandoli e provocando l'aborto.
La lotta si esegue raccogliendo gli adulti nelle prime ore del mattino.