Esemplare di Ibervillea sonorae esposto alla mostra «Exotica '91».

Le caratteristiche morfologiche generali delle Cucurbitaceae, a cui appartengono piante monoiche e dioiche sono i rami solitamente sarmentosi a sezione spesso pentagonale, striscianti o ascendenti mediante l'ausilio di viticci avvolgentisi a spirale, con foglie alterne e prive di stipole; i fiori (talora riuniti in infiorescenze) unisessuali emergenti dall'ascella delle foglie e aventi corona monopetala a cinque divisioni più o meno profonde e calice supero a cinque lobi; l'ovario infero a 3-5 logge, sormontato da un breve stilo che termina con 3-5 stigmi; la presenza, nei fiori maschili, di 5 (talora 3) stami i cui filamenti e le cui antere possono essere sia liberi, sia fra loro variamente saldati; i frutti carnosi molto caratteristici simili a bacche, detti peponidi, contenenti numerosi semi schiacciati, con guscio crostaceo o coriaceo (talvolta provvisto di appendici atte a facilitare la loro dispersione), privi di endoderma (albume) con embrione diritto a cotiledoni piani.

La famiglia è molto numerosa comprendendo 110 generi con 65 specie, ed appartiene all'ordine Cucurbitaceae.

Le cucurbitacee succulente, a loro volta, si possono suddividere in tre gruppi. Nel primo vengono inclusi tutti i generi in cui la succulenza è limitata alla porzione basale del fusto che può essere epigea, ipogea o in parte epi- e in parte ipogea e che costituisce pertanto un organo di riserva di dimensioni spesso ragguardevoli; da questo organo, chiamato caudice, spuntano – all'inizio della stagione umida – numerosi getti che si allungano per parecchi metri a mo' di liana arrampicandosi fra i rami dei cespugli e degli alberi circostanti. Questi getti, una volta esaurita la funzione riproduttiva all'inizio della stagione secca, perdono le foglie e si seccano in tutto o in parte. I generi inclusi in questo gruppo sono: Acanthosicyos con la specie A. horrida; Alsomitra; Gerrardanthus con le specie G. lobatus e G. macrorhizus; Ibervillea con le specie I. insularis, I. sonorae e I. tenuisecta; Kedrostis con circa sette specie; Melothria e Momordica con l'unica specie M. rostrata. Anche Dendrosicyos può essere incluso in questo primo gruppo anche se è un albero e non un cespuglio come i precedenti.
Al secondo gruppo vengono ascritte quelle cucurbitacee in cui possono essere succulenti le radici che, in tal caso, hanno forma simile a quella dei tuberi di patata e i fusti oppure solamente questi ultimi che, tuttavia, non formano un caudice. Appartengono a questo gruppo i generi: Corallocarpus con le specie C corallinus, C. erostris, C glomeruliflorus, C tenuissimus, C welwitschii; Neoalsomitra con la specie N. podagrica; Seyrigia con le specie S. bosseri, S. gracilis, S. humbertii, S. multiflora.
Al terzo gruppo vengono ascritte le cucurbitacee in cui la succulenza è limitata alle foglie. Due sono i generi in cui è presente questa caratteristica, Neoalsomitra sarcophylla e Xerosicyos con le specie X. danguyi, X. decaryi, X. perrieri e X. pubescens. Quest'ultima specie, scoperta non molto tempo fa, potrebbe essere inclusa anche nel primo gruppo in quanto forma un caudice.

Dendrosicyos socotrana.

Momordica rostrata; porzione di sarmento con fiori maschili.

Caudice e porzione fiorita di tralcio di Gerrardanthus macrorhizus.

Le specie più interessanti: quelle con caudice

Fra le specie del primo gruppo, quelle di maggior interesse per l'amatore, sono certamente le seguenti.

Gerrardanthus macrorhizus, presente nelle zone aride del Kenya e della Tanzania settentrionale, dove cresce solitamente su suoli rocciosi. La pianta, molto decorativa, forma un caudice epigeo, il cui diametro può raggiungere anche 80 cm, ricoperto da una corteccia sugherosa screpolata, di colore glauco. Da esso si originano, all'inizio della stagione delle piogge, fusti appena legnosi che si arrampicano per diversi metri su alberi e cespugli xerofili. Questi fusti recano foglie straordinariamente simili a quelle dei «gerani edera» e spesso presentano sulla loro pagina superiore dei riflessi argentati. I fiori, unisessuali (la specie e dioica), sono piccoli e poco appariscenti; il colore della corolla varia, infatti, fra il verde oliva ed il bruno scuro. I frutti, anch'essi piccoli, sono provvisti di un coperchio che a maturità si apre per lasciare liberi i semi alati. In coltura è specie di crescita rapida, capace di formare in pochi anni caudici di circa mezzo metro di diametro; essa necessita di molta acqua nei mesi caldi, va svernata a temperature non inferiori a 12°C in condizioni di aridità e si può moltiplicare solo per seme dato che le talee sono incapaci di formare l'organo di riserva.

 Ibervillea sonorae, indigena del deserto di Sonora (che si estende fra gli Stati Uniti ed il Messico), è anch'essa pianta dioica. Forma un caudice a forma di fiasco o irregolarmente globoso, che può raggiungere un peso di qualche chilogrammo e che è protetto da una corteccia suberosa, screpolata, di color grigio cenere chiaro. I rami che da esso si originano sono lunghi 2-3 m e glabri. Le foglie, trilobate e denticolate, sono da orbicolari ad ovoidali e possono presentare la pagina inferiore coperta da un ruvido tomento. I fiori, insignificanti, sono fortemente pelosi. I peponidi, di forma ovoidale, sono lunghi da 3 a 5 cm e diventano di un bel colore rosso a maturità.

Kedrostis africana, dell'Africa meridionale e sud-occidentale, è specie monoica che possiede un caudice ipogeo, semplice o multifido, bianco, carnoso, ricchissimo di succo e molto fragile, la cui lunghezza può raggiungere il mezzo metro. La vegetazione epigea è filiforme, può raggiungere lunghezze di circa 5 m ed e provvista di foglie lungamente picciuolate. Queste ultime, di forma triangolare, sono leggermente ruvide al tatto e presentano 3-5 incisioni, i cui bordi sono sfrangiati o denticolati. I fiori, piccoli, sono riuniti in infiorescenze; essi sono di color verde sporco con striature. Il peoponide, che raggiunge a stento i 15 mm di lunghezza, acquista a maturità un bel colore rosso-arancio.

Momordica costata, unica specie succulenta del genere, ha la sua patria nel Kenya. E' pianta dioica che cresce fra i cespugli e il cui caudice, semiipogeo, lungo 25 cm circa, largo alla base altrettanto e assottigliantesi all'estremità, è inciso da solchi longitudinali e protetto da una scorza screpolata. Essa produce sarmenti sottili, riccamente foliati. Le foglie, caduche, sono picciuolate e imparipennate, con 3-5 foglioline. I fiori sono di un bel giallo, molto vivace e hanno la gola di color bruno scuro. Quando sono maturi, i frutti assumono un bel colore rosso-corallo.

Anche se di nessun interesse per l'amatore, stante le sue dimensioni, non si può fare a meno di menzionare qui il celeberrimo "albero dei cetrioli", Dendrosicyos socotrana, che cresce sull'isola di Socotra e nei deserti nordafricani. Si tratta di un albero con fusto rigonfio (può arrivare a misurare 1 m di diametro), la cui altezza può raggiungere anche 6 m; la sua corteccia e bianca e la sua chioma esigua. Se non fosse per i fiori, unisessuali, e i frutti, coperti di peli ghiandolosi, la pianta potrebbe essere facilmente scambiata per un baobab (Adansonia digitata, famiglia Bombaceae).