La classificazione più comune è quella messa a punto dal Soil Survey degli Stati Uniti. Essa distingue i terreni in 12 classi e ciascun raggruppamento prende il nome dall'elemento dimensionale più rappresentato seguito dal secondo in classifica (per es. argilloso tendente al limoso) o dalla sua caratteristica di lavorabilità seguita dall'elemento dimensionale più rappresentato (per es. medio impasto tendente all'argilloso). Conoscendo l'analisi della granulometria si può classificare il terreno utilizzando il diagramma di fig. 4 ed operando come indicato.

Una classificazione più ridotta nel numero delle classi, che sono solo sei, è piuttosto seguita in molti laboratori di analisi. Due classi sono identificate dall'elemento dimensionale presente in maggioranza: la classe dei terreni « argillosi » e quella dei «terreni sabbiosi». La prima può essere identificata con quella dei terreni argillosi della classificazione precedente mentre la seconda comprende le due classi dei terreni «sabbiosi tendenti al medio impasto» e dei terreni «di medio impasto tendenti al sabbioso». Esiste una classe di terreni «franchi» in cui il contenuto in argilla varia tra il 5 ed il 27% e in sabbia tra il 25 ed il 50%. Sono quelli identificabili, come caratteristiche, alla classe dei veri «medio impasto» della fig. 4. Tutti i terreni che hanno un maggior contenuto di argilla sono detti «franco argillosi », quelli in cui più elevata è la sabbia « franco sabbiosi», quelli in cui più alto è il limo «franco limosi».

Fig. 4 – Diagramma delle classi di tessitura dei terreni secondo il Soil Survey degli Stati Uniti (sabbia: 2-0,05 mm; limo: 0,05-0,002 mm; argilla: minore di 0,002 mm). Utilizzazione del diagramma: dall'analisi della granulometria rilevare la percentuale di argilla del terreno e tracciare una linea parallela alla base del triangolo. Rilevare poi la percentuale di limo e tracciare una linea parallela al cateto dove è rappresentata l'argilla. Nel punto d'incontro si identifica il tipo di terreno. Es.: terreno con 50% di argilla, 30% di limo, 20% di sabbia = terreno argilloso.

Ancora non molto usata è un'altra classificazione che tende ad evidenziare ancora maggiormente le proprietà fisiche del terreno e cioè la sua lavorabilità. Questa classificazione, che viene applicata dalla Siapa attraverso il Laboratorio Agrofert, tiene conto del rapporto tra argilla (A) e la somma del limo (L) più sabbia (S). In base a tale rapporto, le principali classi dei terreni sono le seguenti:

1 – terreni a tessitura " tenace ": rapporto A/L + S > l:l;
2 – terreni a tessitura "piuttosto pesante": rapporto A/L + S < 1:1 – 1:2;
3 – terreni a tessitura " equilibrata " di " medio impasto ": rapporto A/L + S < 1:2 – l:4;
4 – terreni a tessitura "leggera": rapporto A/L + S < l: 4 – 1:5; 5 – terreni a tessitura " molto leggera " o " sciolti ": rapporto A/L + S < 1:5 – l:9;
6 – terreni a tessitura "sabbiosa": rapporto A/L + S < l: 9.

Un terreno quindi classificato con i tre metodi visti può venire "descritto" con diciture diverse, ma il punto di partenza è sempre il rapporto percentuale tra i suoi elementi solidi dimensionali e la descrizione legata ad un significato agronomico di lavorabiltà del terreno. Ad esempio:

a) terreno con 25% di argilla, 40% di sabbia, 35% di limo:
– 1° metodo (fig. 1): "terreno di medio impasto";
– 2° metodo (fig. 2): "terreno franco" uguale al precedente "medio impasto ";
– 3° metodo (rapporto A/L + S): rapporto l: 3: "terreno equilibrato di medio impasto";

b) terreno con 35% di argilla, 20% di sabbia, 45% di limo:
– l° metodo (fig. 1): "terreno di medio impasto tendente all'argilloso-limoso ";
– 2° metodo (fig. 2): "terreno franco limoso";
– 3° metodo (rapporto A/L + S): rapporto l: 3: "terreno di medio impasto tendente al tenace".