Il giardino, da sempre luogo di incontro tra arte e natura, si presta per la molteplicità di significati in esso racchiusi a diverse letture e interpretazioni. Spesso per comprendere epoche si studia la storia fatta di battaglie, di trattati e di nomi di re e personaggi illustri, mentre, come affermato dallo studioso francese Pierre Grimal, si può avere la percezione e la comprensione di un dato periodo grazie alla poesia, alla pittura e, soprattutto, ai giardini.

Questo approccio, nuovo e originale, consente, infatti, di rintracciare nel giardino lo spirito del tempo che lo ha generato, rivelando un mondo di idee e di sentimenti difficilmente individuabile con altri strumenti dì indagine storica.
Il notevole valore documentario del passato insito anche nelle architetture verdi minori, frequentissime in molte zone del Piemonte, come ad esempio il Pinerolese, rappresenta un materiale utile per qualunque indagine volta a comprendere le trasformazioni del territorio e l’influsso di mode e culture esterne su quella piemontese nelle differenti epoche storiche. Un esempio, in tal senso, di grande pregio per la ricchezza e complessità dell’impianto progettuale, è rappresentato dal giardino di Villa Agnelli a Villar Perosa, situato sulla sponda sinistra del torrente Chisone, da cui prende il nome l’intera valle. La straordinaria valenza paesaggistica del luogo costituisce una componente non secondaria nel rendere il giardino unico, quanto a bellezza e capacità espressiva.

La Val Chisone e il suo paesaggio
Campi, boschi, orti e frutteti, stradine rurali e sentieri che si inerpicano tra le montagne sono i principali elementi che caratterizzano il paesaggio della Val Chisone, creando una cornice naturale al parco di Villa Agnelli.
Da quando le teorie sul landscape garden cominciarono a diffondersi in Inghilterra all’inizio del XVIII secolo, l’idea della fusione tra parco e paesaggio, dell’eliminazione di ogni confine visibile tra i due, diventò uno dei motivi portanti della progettazione paesaggistica, concretizzando l’idea di William Kent che tutta la natura fosse un giardino. Pertanto, la descrizione di Villa Agnelli non può prescindere, affinché il giardino venga compreso nella sua completezza, da qualche breve riflessione sulla Val Chisone medesima.

La vallata, appartenente alle Alpi Cozie, è solcata dal torrente Chisone e risulta caratterizzata, come la vicina Vai di Susa, dalla disposizione dell’asse longitudinale in direzione est-ovest. Le vette alpine, che superano i 3.000 m s.l.m., realizzano un’efficace barriera al passaggio delle perturbazioni, per cui il clima risulta non troppo rigido dal punto di vista termico e piuttosto povero di precipitazioni nell’alta valle, mentre,, proseguendo verso l’imboccatura della medesima, la piovosità aumenta.

paesaggio val chisone
Veduta dell’incantevole Val Chisone: è possibile ammirare un paesaggio montano di rara bellezza, dove si inserisce in modo perfetto il giardino di Villa Agnelli a Villar Perosa.

La geomorfologia conferisce alla Val Chisone l’impronta tipica del paesaggio delle grandi vallate alpine. I rilievi sono rivestiti da una fitta copertura forestale, costituita prevalentemente da conifere (Pino silvestre, Larice, Pino uncinato) nell’alta valle e da latifoglie mesofile (Acero di monte, Ciliegio, Frassino, Tiglio, Sorbo) nella bassa valle, dove si trova Villar Perosa. Le colture e i prati di fondovalle lasciano il posto, salendo in quota, ai boschi e ai pascoli alpini, per cui il paesaggio acquista, con il contributo della natura e della secolare opera dell’uomo, un rilevante valore scenico.

Alcuni cenni storici sulla villa

La Val Chisone è stata teatro nel passato di innumerevoli conflitti bellici, ben testimoniati sul territorio dalla presenza di frequenti costruzioni di carattere militare come le fortificazioni dell’Assietta, poste a difesa del confine con la Francia. Non lontano da queste, nel XVIII secolo, venne realizzata la villa, attualmente residenza della famiglia Agnelli, presumibilmente per volere dei regnanti di Casa Savoia, come simbolo del dominio acquisito sulla valle.

san pietro in vincoli villar perosa
Veduta della Chiesa di San Pietro in Vincoli, situata in prossimità del giardino di Villa Agnelli

L’interesse architettonico della residenza deriva da una sorprendente somiglianza con progetti analoghi realizzati da Filippo Juvarra a Torino, sebbene la sua attività a Villar Perosa non sia suffragata da documenti d’archivio. Analogamente, numerose e molto forti appaiono le similitudini tra la Chiesa di San Pietro in Vincoli situata a ridosso del giardino e la più nota Basilica di Superga, progettata dallo Juvarra stesso.
La villa, di proprietà della famiglia Agnelli sin dalla metà del secolo scorso, appartenne, secondo la documentazione esistente, prima al conte Piccone, governatore di Asti e, in seguito, alle famiglie Gamba e Turinetti.


Visitando il giardino

Nella breve descrizione che segue si percorrerà un itinerario ideale attraverso il parco, in grado di mettere in luce i punti locali e gli angoli più interessanti del giardino dal punto di vista paesaggistico e compositivo. La stradina a curve, che costituisce l’accesso alla villa, si presenta delimitata da una fitta siepe di faggio, potata in forma obbligata, avente la funzione di guidare il visitatore sino al cancello di ingresso, oltre il quale lo sguardo spazia su di un vasto tappeto erboso arricchito di specie arboree sapientemente dislocate. Si tratta di una composizione che richiama il gardenesque inglese ideato da J.C. Loudon, sia per la presenza del prato accuratamente rasato e per il vialetto di accesso dalle forme sinuose, sia, soprattutto, perché gli esemplari arborei, proprio come il grande gardener insegnava, si trovano disposti in modo da poter dare il meglio di sé.
Il giardino, caratterizzato da una successione di terrazze, due a monte della villa e tre a valle, adatte per sfruttare la pendenza del sito, fu originariamente realizzato senza un chiaro disegno progettuale in grado di valorizzare le notevoli potenzialità del luogo.

Magnolia alba villar perosaTale compito fu portato a termine dall’architetto paesaggista inglese Russeli Page che, nel 1955, avviò una complessa opera di risistemazione del giardino e del parco annessi alla villa. Una particolare attenzione fu riposta ad aprire le vedute sul paesaggio circostante, caratterizzato dalle irte vette dei monti della Val Chisone e dalla adiacente Chiesa di San Pietro in Vincoli in stile juvarriano.
Una terrazza fu organizzata per ospitare un parterre elegante ed elaborato, caratterizzato da una successione di aiuole geometriche, delimitate da basse siepi di posso, all’interno delle quali copiose fioriture di rose apportano una nota di colore in grado di stemperare il forte rigore formale della composizione. I ciliegi giapponesi, disposti in filare a ridosso della terrazza a parterre, creano, grazie alle abbondanti fioriture primaverili, un motivo cromatico di eccezionale bellezza, carico di suggestioni orientali. Altrettanto interessante per la semplicità ed eleganza della composizione è il viale alberato, posto parallelamente agli altri piani terrazzati. Le piante di Tiglio hanno prodotto caratteristici ingrossamenti delle porzioni distali dei rami, che rendono gli alberi simili, nelle loro pose statuarie, a possenti candelabri viventi.

Dal giardino formale attraverso sentieri del tracciato sinuoso e irregolare è possibile addentrarsi nel parco paesaggistico, ravvivato da copiose fioriture primaverili di specie bulbose come Scilla nonscripta, caratterizzata da fiori colorati nelle tonalità del blu cielo, Convallarla majalis, dai fiori bianchi e delicatamente profumati, e varie specie tappezzanti come Vinca minor, anch’essi in grado di apportare una nota di colore nelle tinte del blu. La capacità di fondere elementi formali e informali nello spazio del medesimo giardino, prerogativa di pochi tra i più grandi paesaggisti degli ultimi due secoli, può estrinsecarsi solo se congiunta ad un’attenta analisi del paesaggio circostante.

A Villa Agnelli, infatti, il passaggio tra il giardino formale e lo spazio limitrofo, più

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I rododendri, caratterizzati da copiose e coloratissime fioriture, sono una delle attrattive del giardino di Villa Agnelli a Villar Perosa

naturalistico, risulta perfettamente equilibrato dalla possibilità di spaziare con lo sguardo verso la campagna circostante e, da qui, sino ai rilievi montuosi. L’armonia della fusione tra i due stili fa sì che, quasi in modo inavvertibile, si passi dalla terrazza inferiore al ponticello sul ruscello, dove la vista si apre su una valletta ricca di azalee e rododendri dislocati in modo informale.
Sul lato opposto, il laghetto dalle forme irregolari ed una ricca vegetazione apparentemente spontanea incrementano l’aspetto naturalistico di questo settore del giardino. Perseguendo il percorso lungo i vialetti del parco, è possibile osservare da più punti la sapiente dislocazione delle piantagioni e, soprattutto, ammirare le viste aperte sul paesaggio circostante.
Si può giungere sino alla piscina, anch’essa immersa nel verde del parco e, da qui, continuare lungo un ampio viale alberato fino a ricongiungersi con l’accesso principale. In quest’ultimo settore del parco allo sguardo è consentito spaziare verso il frutteto che, sapientemente inserito nel contesto paesaggistico, indica come anche per i siti di più recente realizzazione sia ancora significativa la funzione produttiva del giardino, in cui tradizionalmente si intreccia l’utile con il dilettevole.