Fiori di Cattleya con sintomi di «variegatura». L'irregolare distribuzione dei pigmenti è visibile nei fiori già aperti sotto forma di lineature, macchiette od anulature.

Gruppo di Paphiopedilum

L'orchidea infatti, raffinata ed elegante, attrae ed incanta un po' tutti con i suoi fiori grandi ed isolati, oppure piccolissimi e riuniti in delicate infiorescenze.
Oggigiorno sappiamo che le orchidee, seppure bisognose di cure intense e speciali, non sono affatto piante troppo delicate e di difficilissima coltura. Infatti, esse decorano le nostre case o, come le piccole orchidee terrestri (alte dai 10 ai 50 cm a seconda della specie) vengono ammirabilmente utilizzate in giardini rocciosi ed in piccole aiuole. Dal punto di vista sanitario l'orchidea è alquanto robusta e le malattie cui è soggetta possono essere prevenute attuando una buona tecnica colturale.
Tuttavia le malattie dovute ad infezioni virali presentano sintomatologie spesso poco chiare e facilmente confuse, è giusto sottolinearlo, anche dagli stessi coltivatori, dai tecnici e dai più esperti amatori.
Le manifestazioni fogliari e/o fiorali dovute alla presenza di uno o più virus nella pianta, infatti, dipendono spesso da fattori genetici o dalle condizioni ambientali in cui essa vive. Non di rado un'orchidea infetta da virus, «tollerante» se fatta crescere a temperatura e luminosità particolari, manifesta invece specifici sintomi se posta in condizioni ambientali differenti.
Ma quali sono i virus più diffusi e come riconoscerne la presenza?
Il più noto e che con maggiore probabilità possiamo noi stessi individuare nelle orchidee delle nostre abitazioni è quello del mosaico del Cymbidium (Cymbidium mosaic virus: CyMV) che non infetta solo Cymbidium, ma anche Cattleya, Dendrobium, Phalaenopsis e tanti altri generi ancora.

Pianta adulta di Phalaenopsis: le foglie mostrano striature necrotiche indossate nello spessore della lamina.

Foglie di Cymbidium infetto da CyMV e caratterizzate da mosaico clorotico.

Le necrosi fogliari
Ad esempio, sulla bella Cattleya CyMV causa una malattia nota come «leaf-necrosis», ossia la «necrosi fogliare», diffusissima ovunque e presente anche in Italia. Questa virosi interessa soprattutto le foglie di Cattleya. Fin dai primi stadi di sviluppo compaiono striature brune, necrotiche: vere e proprie strisce allungate che, con il proseguire della crescita della pianta, possono più o meno infossarsi nello spessore della lamina fogliare. Quando poi le foglie cadono prematuramente o vengono danneggiate, i fiori risultano più piccoli del normale anche se, tranne qualche eccezione, risultano invariati come forma e pigmentazione.
Ciò, tuttavia, non si verifica in Cymbidium infetto sempre da CyMV. Sulle foglie di questa altrettanto nota orchidea compaiono macchiette poligonali clorotiche (da cui il termine «mosaico»), oppure striature che ben presto si rendono nettamente definite poiché in netto contrasto con il verde normale del lembo.
Coinvolto è, purtroppo, anche il fiore: i petali presentano striature e macchie mecrotiche che compromettono la naturale bellezza del Cymbidium.

Fiore di Cymbidium con maculatura antocianica di origine virale.

Fiore di Cymbidium con maculatura antocianica di origine virale.

Il mosaico
Altra pericolosa insidia è costituita dal virus del mosaico del tabacco, ceppo orchidea (Tabacco mosaico virus: TMO-O). Inconfondibili sono le anulature necrotiche, spesso concentriche, o le brune lineature sulle foglie di Cymbidium, così come le variegature e deformazioni del fiore di Cattleya.
Oltre CyMV e TMV-O, esiste almeno un'altra decina di virus in grado di compromettere il normale accrescimento dell'orchidea. Si tratta di virus a volte specifici di questa pianta, a volte alquanto comuni e che abbiamo già incontrato quando trattammo le virosi degli arbusti ornamentali, come CMV (virus del mosaico del cetriolo), o di altri ancora che infettano anche altre piante da fiore, sia bulbose che rizomatose. Si tratta di virus differenti tra loro, sia morfologicamente (alcuni di essi sono di forma poliedrica, alcuni allungati e flessuosi, altri rigidi, altri invece bacilliformi), sia epidemiologicamente, in quanto trasmessi secondo modalità differenti: da nematodi, da afidi o per «contatto» di parti di pianta.
Indipendentemente dall'identità del virus coinvolto, esaminiamo quali altre sintomatologie possiamo noi stessi individuare sulle nostre orchidee. Ad esempio, su fiori di Cattleya spesso compaiono variegature sia quando essi sono ancora chiusi, sia quando appaiono in tutto il loro splendore. La variegatura è dovuta alla irregolare distribuzione dei pigmenti fiorali i quali, ammassandosi e concentrandosi, danno appunto origine a macchiette, lineature o anulature che acquistano una tinta più carica di quella propria dei petali. Similmente su fiori di Cymbidium notiamo maculature antocianiche, mentre su quelli di Phalaenopsis decolorazioni particolarmente accentuate nelle porzioni più esterne dei petali.

Fiore di Phalaenopsis con decolorazioni sulle porzioni più esterne dei petali anch'esse di origine virale.

Importante la prevenzione
A conclusione di questa panoramica sulle principali affezioni che interessano l'orchidea, occupiamoci ora dei possibili rimedi.
E' ripetitivo, trattandosi di virosi, parlare di prevenzione. Sarebbe dunque meglio impiegare piante nate da seme, in quanto le virosi dell'orchidea finora note non risultano trasmissibili attraverso di esso. Ma per noi che utilizziamo queste piante a scopo decorativo questo metodo non è applicabile. Possiamo però eliminare dall'ambiente, specialmente in aiuole e bordure, gli insetti ed i nematodi vettori di virus attraverso l'uso di prodotti specifici.
L'uomo resta pur sempre il maggiore responsabile, seppure involontario, della diffusione delle virosi dell'orchidea, non solo con la moltiplicazione agamica delle piante mature, ma anche tramite gli attrezzi che normalmente utilizza per le svariate pratiche agronomiche.
Forbici, coltelli, vasi, ecc. dovrebbero essere sempre sterilizzati con fiamma o a mezzo di energici disinfettanti. Eviteremo così la presenza di CyMV o del più pericoloso TMV-O, virus che può infettare un'orchidea sana anche per mezzo delle stesse acque di irrigazione.
Come sempre, un po' di attenzione in più e le nostre belle, ammirate e tanto amate orchidee continueranno ad essere il vanto della nostra casa, tenendo ben lontana quella pericolosa insidia chiamata virus.