Mentre negli Stati Uniti il mercato del verde pensile, nato poco dopo il 2000 sta crescendo con un ritmo annuo vicino al 200%, in Italia molte amministrazioni continuano a gingillarsi con gli eco-pass e con i surrogati delle soluzioni reali. L’idea che pagando si inquini meno è a dir poco spassosa, ma probabilmente si tratta solo di un equivoco verbale, quel suffisso ‘eco’ non sta per ‘eco-logico’ come si pensa solitamente, ma per ‘eco-nomico’ intendendo un legittimo metodo per rimpinguare le casse dei comuni che lo utilizzano. Bolzano, Torino, Venezia e pochi altre città hanno cominciato a vedere nel verde pensile quella soluzione della quale Tokyo, Toronto, Chicago e molte località tedesche stanno già godendo i benefici. Nel frattempo, la sperimentazione prosegue ed è interessante notare come siano i giovani progettisti a vedere nei giardini sui tetti prospettive insospettate. Nel novembre del 2006, all’interno di un seminario sull’architettura naturale organizzato dall’Associazione Artemisia a Lecce, ho fatto lavorare alcuni allievi su questo tema ricavandone soluzioni interessanti. In particolare voglio segnalare il progetto di un giovane ingegnere, Luca Burigotto, che, partendo dall’idea di sviluppare una foresta stratificata verso l’alto, è arrivato ad una soluzione abitativa che può costituire una reale alternativa al condominio. Una serie di villette unifamiliari circondate da giardino si sovrappongono per creare un vero grattacielo verde, Green Star.