BAGOLARO

Nome scientifico

Celtis Australis

Nome italiano

Bagolaro,
Spaccasassi,
Bagatto
Celtide

Famiglia

Ulmacee

Distribuzione
Largamente diffuso in Europa meridionale, Asia centro- occidentale e Nord Africa, in Italia è una specie presente sia nella penisola che nelle isole, spesso inselvatichito da coltivazione, vive nei boschi di latifoglie sub-mediterranei e nei cespuglietti sassosi e rocciosi degli Appennini, spesso piantato per ornamento e per ombra nei viali delle nostre città, lo si trova sino alle Alpi meridionali.

Portamento
E' un albero caducifoglio molto aggraziato avente fusto massiccio, diritto e liscio, allargato alla base, ove presenta delle scanalature e delle coste sporgenti, con chioma espansa, compatta e globosa; le numerose branche principali hanno portamento eretto e i giovani rami, flessuosi e ricoperti di peluria, spesso sono contorti e pendenti.

Corteccia
Di colore grigio cenere, simile a quella del faggio, dapprima è liscia e lucente, successivamente si screpola e si sfalda in minuscole placche.

Habitat
Prospera in luoghi con clima caldo e asciutto, è una specie di tipo mediterraneo. Sopporta la siccità e gli inverni lunghi e freddi, venti forti e ricchi di salsedine. Oltre che n le zone mediterranee, lo si può trovare allo stato sponta neo al margine di boschi di latifoglie, in zone calde ben illuminate, consociato a querce, carpini, siliquastri e pini silvestri.

Legno
Non è pregiato, anche se molto simile a quello del frassino; è di colore biancogrigiastro, tenace, resistente ed estremamente flessibile, è pesante e durevole. Generalmente grazie a queste caratteristiche i bagolari non subiscono danni da fattori climatici avversi, caratteristica che rende "sicuro" il loro utilizzo come alberature stradali.

Terreno
Cresce vigoroso in terreni calcarei e profondi ma, essendo un'essenza rusticissima e frugale che non teme l'aridità, si adatta molto bene anche in terreni poco profondi, aridi e sassosi tipici della nostra penisola.

Sviluppo
Albero robusto e massiccio ma di lento accrescimento, può raggiungere e superare i 20 metri di altezza, di ottima longevità (250-300 anni).

Radici
L'apparato radicale è costituito da grosse radici molto espanse che costituiscono in superficie una fitta trama e che, penetrando profondamente nel terreno, sono in grado di fessurare rocce, muri, selciati e manti stradali. Da questa caratteristica deriva uno dei suoi nomi volgari: spaccasassi.

Importanza ambientale
Allo stato spontaneo costituisce una importante essenza forestale per il consolidamento di scarpate o per fissare terreni lungo pendici aride e sassose.

Foglie
Sono caduche, alterne, distiche, di lunghezza variabile da 5 a 15 cm, con picciolo generalmente breve. Le foglie variano da asimmetricamente ovate a lanceolate, con apice molto appuntito; la loro base è asimmetrica e il margine è grossolanamente seghettato; la lamina, molto ruvida sulla pagina superiore, è mollemente pelosa su quella inferiore, ma tende a diventare glabra con l'età. Il colore delle foglie è verde scuro nella parte superiore, mentre la pagina inferiore è verdegrigia e pubescente. Spesso sono presenti tre vature centrali. In autunno cadono abbastanza precocemente dopo i primi freddi e la maggior parte di esse non riesce a virare di colore.

Fiori
Piccoli, ermafroditi, poco appariscenti e verdastri, lungamente peduncolati, sono isolati all'ascella delle lamine fogliari e compaiono in primavera alla schiusura delle gemme; caratterizzati da due grandi stigmi ricurvi, vengono molto visitati dalle api.

Resistenza
molto resistente alle potature, alle polveri e alle atmosfere inquinate tipiche delle nostre città, al freddo, alle nebbie, al vento, alla neve, alla salsedine, all'aridità del suolo e dell'atmosfera. Non subisce solitamente gravi danni da patogeni di origine vegetale, eccetto rari casi di carie del legno o marciumi radicali; talora può essere attaccato da quelli animali, in particolare insetti defogliatori o succhiatori quali Hyphantria e cocciniglie.

Gemme
Le gemme sono piccole tarnente distribuite in alterno sui giovani rami le invernali hanno un colore marrone scuro tendenti al nero, sono acuminate e quelle apicali, spesso inserite obliquamente, hanno dimensioni maggiori. Si schiudono tardivamente a fine aprile.

Frutti
Sono drupe nerastre con poca polpa, che contengono un nocciolo duro e rugoso o in forma sferica, delle dimensioni di un pisello, con un lungo peduncolo. I frutti sono dapprima verdigiallastri e successivamente in settembre-ottobre o quando raggiungono la maturità, divengono prima rossicci poi nero-violacei. I frutti maturi cadrebbero al suolo in autunno, ma grazie alla loro polpa dolce e commestibile .vengono in gran parte mangiati dagli uccelli.

Uso
Essenza particolarmente adatta al rimboschimento di terreni poveri e marginali, viene apprezzata anche per l'arredo di giardini spaziosi, parchi, aree sportive, fasce frangivento, alberate rurali per il grande sviluppo e per la densità del fogliame. Viste le sue doti di resistenza allo smog, alle polveri e alle atmosfere inquinate delle città, ben si presta alla creazione di viali e parcheggi ai margini di strade anche ad intenso traffico autoveicolare. Per quanto riguarda le distanze di impianto, si consiglia di non mettere le piante a dimora a meno di 6/7 m di distanza una dall'altra se in gruppo, e di 8/10 m nel caso di alberature in filare.
La reperibilità sul mercato vivaistico di questo albero è ottima, sia per quanto riguarda la disponibilità di giovani piante sia per la ricerca di esemplari di notevoli dimensioni.