A prima vista non sembrano neppure parenti il nostro comune fico e le 600 e più specie di Ficus esotiche (Bailey ed altri dicono addirittura 2.000!) eppure nella Famiglia delle Moracee costituiscono un unico genere: come dire che sono fratelli.

Storie di casa nostra

I popoli del vecchio mondo affacciato al bacino mediterraneo conobbero questa pianta ed i suoi frutti, fin da tempi remotissimi. E' una pianta biblica. Gli esploratori che Mosè, più di 3.000 anni fa, mandò a vedere cosa riservasse al popolo ebraico la terra di Canaan tornarono recando dalla Terra promessa uva, melograni e fichi.
Egizi, greci, romani conoscevano e coltivavano fichi. I georgici latini non mancano di citarli, di trattarne la coltivazione, di lodarne il frutto.
Linneo ha conservato il nome latino di Ficus e l'ha esteso all'intero genere ed ha chiamato carica il nostro fico. Questo nome specifico significa: della Caria, l'antica regione a sud-ovest, nell'Anatolia, supposta patria originaria.
Non conosco altra pianta che potendo crescere in suoli ingrati, perfino fra i sassi di vecchi muri, sappia dare frutti così dolci, nutrienti, abbondanti!
Quale contributo questi frutti hanno dato nei millenni alla nutrizione del genere umano? Quanta fame hanno saziato, quante carestie hanno addolcito? Eppure il fico è rimasta pianta plebea nella concezione degli uomini i quali hanno nobilitato la palma, l'alloro, la rosa e tante altre piante lasciando al fico la figura della inettitudine, di indigenza, di nullità: «non valere un fico»; «far nozze con fichi secchi» e via di questo passo.
Un tempo, fra l'estate e l'autunno, ai mercati e sulle mense era quasi l'unico frutto, certamente il più economico, ma oggi l'assortimento di frutta nostrale e l'invasione di frutti esotici hanno. lasciato meno spazio all'umile fico e non credo neppure che gli odierni celeri mezzi di trasporto e le possibilità di condizionare la temperatura abbiano giovato a farli conoscere meglio allo stato fresco nei paesi nordici, là dove le donne qualche volta coltivano in vaso, dietro le finestre, il fico e talvolta ne colgono perfino qualche frutto, di cui, ahimè, sapore e grado di dolcezza non giovano alla reputazione del frutto stesso!
Neppure nel giardino mediterraneo la pianta è benvista e mi pare che avrebbe ben diritto ad esservi presente.- opportunamente collocata non porterebbe note discordanti ad un paesaggio al quale da secoli appartiene.
Non eccelle in bellezza, ma non è volgare la pianta, suggestivi anche spogli i suoi rami contorti, grigio-biancastri, levigati e certamente belle le grandi foglie lobate che furono il primo vestito di Eva… segno che Dio aveva ammesso anche il fico nel giardino dell'Eden!
Ma se oggi nasce un nuovo giardino il più delle volte la preesistente vegetazione viene eliminata: qualche speranza di sopravvivenza resta per olivi, cipressi, melograni, lentischi ecc. ma non per il fico che viene eliminato inesorabilmente.
Diversamente si comportò Thomas Hanbury quando nel 1867 cominciò a costruire il suo giardino a La Mortola, presso Ventimiglia. C'erano già cipressi, olivi fichi e piante spontanee della flora mediterranea e tutte queste piante vennero accolte nel sorgente, famoso giardino ed anzi i fichi ebbero un trattamento speciale, poiché nel seguire degli anni il Giardino Hanbury raccolse le varietà di fichi, specialmente quelle coltivate in Liguria ed in Provenza e le troviamo catalogate nell'«Hortus mortolensis» del 1912. Ne restano oggi, in quel giardino, ancora alcune annose piante che bene armonizzano con la flora esotica ed assieme alle altre piante indigene fanno da allacciamento fra passato, presente ed avvenire.
Un omaggio al nostro vecchio fico mi pareva dovuto prima di trattare dei ficus stranieri che oggi hanno diffusione nei giardini o nella decorazione degli interni, nobilitati da una più vistosa bellezza se pure non da altrettanto lunga comunanza di vita con l'uomo.

Gli esotici
Il genere Ficus è caratterizzato da fiori unisessuali generalmente monoici, piccoli, apetali, inseriti all'interno di un ricettacolo cavo, infruttescenze dette siconi che contengono piccoli frutti (acheni). La fecondazione è generalmente entomofila. Un copioso lattice viene secreto da ogni organo nel periodo di attività vegetativa.
Ecco alcune specie di Ficus ornamentali diffusi nei giardini o per la decorazione di interni:

 

     

FICUS BENJAMINA
Sinonimo: Ficus nitida.
Patria: India, Malesia.
Esigenze climatiche: Può vivere nelle località più calde della regione degli agrumi e nelle località a clima più freddo solo in appartamento o in serra.
Esposizione: Pieno sole per le piante in piena terra; a mezz'ombra o in abbondante luce diffusa per quelle coltivate in vaso.
Terreno: Preferibilmente di medio impasto, humifero, ma si adatta a quasi tutti i terreni. Resiste a periodi di siccità. Nella coltura in vaso: terra d'erica, buon terricciato di piote erbose e sabbia oppure torba concimata, buona terra di giardino o terricciato e sabbia.
Moltiplicazione: Talee di punta o di sezioni di rami di un anno, a fine inverno o inizio di primavera in serra di moltiplicazione, con calore di fondo. Eventualmente margotte, possibile anche la semina.

Alberi sempreverdi, m 8-12 o più, con rami sottili. flessuosi ed in parte penduli, molto decorativi in giardino e per alberature di viali e strade nelle regioni più calde; per tale uso viene consigliata specialmente la varietà «comosa». Le foglie sparse, ellittico-ovate, acute all'apice, di 5-12 cm di lunghezza e larghe 4-5 cm, moderatamente coriacee, graziosamente ondulate, di un bel colore verde fresco, con marcata nervatura centrale e fitte diramazioni laterali penninervie, parallele fra loro e corti piccioli.
Nelle alberature stradali la chioma viene spesso sagomata a forma regolarissima ed i viali così alberati hanno l'aspetto di gallerie verdi dall'ombra tenue.
In casa e pianta simpaticissima per il suo aspetto fresco e leggero e per la sua attitudine a vivere e di crescere prospera negli ambienti domestici anche in vasi relativamente piccoli. Si preferisce per la coltura in vaso la varietà exotíca per portamento ancora più leggero e flessuoso. Giovano alle piante coltivate in vaso nebulizzazioni di acqua nelle giornate e nelle ore più calde e, nella buona stagione, soggiorni all'aperto a mezz'ombra.

 

   

FICUS ELASTICA
Nome comune: Albero della gomma o del caucciù.
Patria: India.
Esigenze climatiche: Solo nelle località più calde e riparate delle regioni degli agrumi può vivere all'aperto.
Esposizione: A pieno sole le piante a dimora n piena terra. Mezz'ombra, abbondante luce diffusa per le piante coltivate in vaso.
Terreno: Preferibilmente di medio impasto, humifero, sostanzioso per le piante in piena terra; per quelle in vaso come per la specie precedente.
Moltiplicazione: Talee; migliori quelle di apice, con 5-7 foglie che mediante una legatura si tengono avvolte le une sulle altre attorno al ramo. Si possono fare anche talee di sezioni di ramo con due o più gemme ascellari o anche con una sola gemma, sempre accompagnata dalla sua foglia che viene mantenuta in posizione verticale assicurandola mediante una legatura ad un piccolo tutore. Si piantano di solito singolarmente in contenitori di 6-7 cm di diametro, in torba e sabbia o torba e perdite. Il radicamento avviene in serra di moltiplicazione con calore di fondo, con o senza nebulizzazione automatica; talvolta sotto tunnel di polietilene. Margotte per ottenere soggetti più grandi e di più pronto effetto ed anche per recuperare da una pianta spoglia delle foglie in basso, una pianta rivestita dalla base e quindi efficiente. La semina mediante seme importato è possibile, ma di nessun interesse.

Pianta sempreverde molto popolare per la decorazione degli interni, coltivata nei giardini soltanto nelle regioni e nelle località più calde e riparate. Alla specie tipica si preferiscono oggi numerose varietà quali:
F.e. var. Decora, dagli orticoltori detto spesso semplicemente Ficus Decora. Ha foglie più' grandi e più larghe della specie tipica, di un bel colore verde-bronzeo e con brattee apicali marcatamente rosse.
F.e. var. robusta. Con internodi più corti e quindi foglie più ravvicinate ed un po' più piccole, scure.
F.e. var. variegata. Somiglia alla specie tipica, ma ha foglie variegate di giallo, facili a deturparsi.
F.e. var. Doescheri. Assomiglia di più nella forma e consistenza della foglia alla varietà «Decora», ma con una bella variegatura doppia biancastra e gialla. Anche questa è una varietà pregevole, ma alquanto delicata.
Il Ficus elastica è un albero sempreverde che nella produzione commerciale vediamo per lo più ad un fusto unico rivestito di foglie fino alla base (quando la pianta è perfetta) presentato in soggetti di m 0,60-1,50 o più ed è la pianta più imitata dai fabbricanti di piante di plastica. Con l'età ramifica abbondantemente ed assume una vegetazione espansa vigorosissima, specialmente se coltivato in piena terra se il clima lo consente.
Presenta grandi foglie ellittiche, coriacee, verde intenso, glabre, levigate. Grandi brattee di colore rossastro, caduche, proteggono le foglie e le gemme apicali. L'intensità del colore rosso è determinata oltre che dalla varietà, anche dalla esposizione al sole o ad abbondante luce.
In Riviera aumentano Ficus elastica 'Decora' nei giardini: si tratta per lo più di piante che già adornavano le abitazioni ed in seguito alla loro parziale defogliazione sono state piantate all'aperto, in piena terra dove generalmente hanno ripreso rigogliosamente. Possono venir danneggiate da modeste gelate, sopportabili dalle piante adulte, ben ramificate, che riparano ai danni subiti con nuove vegetazioni, dopo adeguate potature. Le piante giovani, non protette da una chioma abbastanza folta possono essere raggiunte dal minimo gelo fino al colletto radicale.
Per evitare o ritardare la defogliazione delle piante in appartamento occorre evitare le correnti d'aria, la vicinanza a sorgenti di calore, l'atmosfera troppo secca, il ristagnare dell'acqua nei sottovasi. Le foglie vanno frequentemente lavate con una spugna morbida.

 

 

FICUS LYRATA
Sinonimo: Ficus pandurata.
Patria: Asia tropicale.
Esigenze climatiche: Questa specie non ha possibilità alcuna di vivere in pien'aria in inverno, neppure nelle regioni a clima più mite. Richiede serra temperato-calda ed una buona umidità atmosferica. Può vivere anche in casa con le dovute cure ed in condizioni adeguate.
Esposizione: Abbondante luce diffusa.
Terreno: Composti come per le specie precedenti.
Moltiplicazione: Talee, margotte come per Ficus elastica.

In natura è un albero di 12-13 m, ma per noi resta un arbusto da coltivare in serra o in casa; al massimo in piena terra in un giardino d'inverno. Grandi foglie lunghe 25-30 cm o più con bordi largamente sinuosi, ricordano per la forma un violino o una lira, da ciò il nome specifico. Sono molto decorative di color verde, non cupo.
Elegante pianta da appartamento, nota ma meno diffusa del Ficus elastica. Richiede minime di 15-18 °C, umidità atmosferica relativa non inferiore al 70%. Nell'estate le piante possono stare all'aperto, a mezz'ombra, al riparo di forti venti e di eventuali grandinate.

 

FICUS MACROPHYLLA
Sinonimi: Ficus magnolioides.
Nomi comuni: Ficus a foglie di magnolia, F. della baia di Moreton.
Patria: Australia (Queensland).
Esigenze climatiche: Vive in pien'aria nella regione degli agrumi. Più rustico del F. elastica. Adatto al clima marittimo. Buona resistenza alla siccità.
Esposizione: Pieno sole, ma si adatta anche ad insolazione limitata.
Terreno: Si adatta a tutti i suoli, pur dimostrando maggior rigoglio in quelli profondi, freschi, di medio impasto.
Moltiplicazione: Talee di punta, preferibilmente in serra di moltiplicazione, ma anche a freddo, sotto campana di vetro o plastica, a fine inverno-primavera. Margotte.

I giardinieri lo chiamano Ficus magnolioides, i profani lo scambiano per Ficus elastica oppure per una Magnolia grandiflora; il botanico francese Desfontaines lo battezzò «macrophylla» sebbene ve ne siano specie a foglie ben più grandi: lo stesso F. elastica, F. lyrata, per esempio.
E' un grande albero sempreverde di 10-15 m di altezza o più, molto ramificato e a chioma espansa. I grossi rami possenti divergono dal fusto quasi orizzontali e da questi spesso si sviluppano radici aeree che ingrossano e si allungano fino ad arrivare al terreno ed assumono allora la funzione di stampella per il ramo nonché di più rapido canale di scambi fra pianta e terreno.
Le foglie sono alterne, oblunghe, coriacee, verde intenso, glabre e lucide sopra e rugginose al rovescio, di circa 20 cm, brevemente picciolate e munite di due stipole caduche, biancastre.
Caratteristiche anche le enormi radici superficiali che si estendono per notevole spazio attorno.
In Riviera è molto diffuso e lo si vede vivo e vegeto anche in vecchi giardini e parchi incolti. Certamente non e pianta raccomandabile per piccoli giardini a causa delle sue prepotenti radici, ma in un grande giardino o in un parco è pittoresca lasciata libera nel suo portamento naturale. Accetta anche di essere potata e mantenuta a forme regolari e qualche volta viene usata per alberature stradali, consigliabili però solo in limitati particolari casi data la vegetazione folta e l'ombra pesante che ne deriva ed anche per la caduta di numerosissime fruttescenze immature e foglie secche e talvolta rami secchi.
Come pianta in vaso per decorazione di interni è ormai pochissimo usata essendo superata da altre specie.

FICUS RUBIGINOSA
Sinonimo: Ficus australis.
Patria: Australia.
Esigenze climatiche: E' rustico nella regione degli agrumi allo stesso grado del F. macrophylla.
Esposizione: Pieno sole le piante a dimora. Mezz'ombra per quelle in vaso.
Terreno: Preferisce suoli di medio impasto, ma si adatta a quasi tutti i terreni. Sopporta periodi di siccità.
Moltiplicazione: Talee di punta come le altre specie di Ficus. Margotte per ottenere sollecitamente piante di maggior sviluppo.

Albero sempreverde di 10-12 m o più avente il portamento del F. macrophylla. Foglie alterne, coriacee, glabre e lucide sopra verde intenso e sotto coperte da pubescenza rugginosa, ovali, lunghe 8-12 cm con picciolo corto. Sono caratteristiche le numerose radici aeree rossastre. Questa specie nei nostri giardini è meno frequente del F. macrophylla, ma merita di essere tenuta in considerazione per l'aspetto curioso e decorativo. Raramente si coltiva in vaso quale pianta da appartamento, mentre per tale impiego è coltivata invece qualche volta una varietà a foglie variegate.

FICUS BENGALENSIS
Sinonimo: Ficus indica.
Nome comune: Fico del Bengala.
Patria: India (Bengala).
Esigenze climatiche: Può vivere all'aperto solo in località molto calde e riparate della regione degli agrumi.
Esposizione: Pieno sole.
Terreno: Preferibilmente terreni di medio impasto, profondi, freschi, ma si adatta come le altre specie a terreni più diversi.
Moltiplicazione: Come per le altre specie.

Alberi sempreverdi di 10-15 m (anche 30 m nei luoghi d'origine) abbondantemente e largamente ramificati, i rami più o meno orizzontali dai quali nascono più numerose che in ogni altra specie possenti radici aeree che raggiungendo il terreno formano attorno alla chioma una foresta di fusti secondari. Le foglie sono alterne coriacee, consistenti, lucide, ovali, verde cupo, lunghe 15-20 cm e larghe 10-12, con nervatura marcata e robusta, corto picciolo.
E' certamente una pianta bella e suggestiva dove sia possibile coltivarla e non certo in un giardino limitato, data la sua mole. Rinomate le piante esistenti nel Giardino botanico di Palermo.
Fra i ficus da serra temperato-calda che si vedono qualche volta nei negozi dei fiorai ed usati per la decorazione degli appartamenti possiamo menzionare ancora Ficus parcelli, originario delle Isole del Pacifico, notevole per le belle foglie variegate. Molte altre specie hanno soltanto limitata diffusione nelle collezioni di piante da serra.

FICUS RADICANS
Patria: L'origine non è conosciuta.
Esigenze climatiche: Si coltiva generalmente in serra, ma nella regione degli agrumi si può coltivare anche all'aperto.
Esposizione: A mezz'ombra o luce diffusa abbondante.
Terreno: Si coltiva soprattutto in vaso, in sospensioni, come pianta pendula in un buon substrato vegetale, fertile, sciolto.
Moltiplicazione: Talee.

E' una bella pianta anche per interni, coltivata in vasi o paniere sospese; in pien'aria, nelle regioni più calde, potrebbe vivere come pianta arboricola sugli stipiti delle palme e sui fusti di alberi diversi. Presenta foglie oblunghe acute all'apice, verdi, molto ravvicinate, alterne su rami esili, flessuosi e ricadenti. Ne esiste anche una varietà a foglie variegate che è la più diffusa.