Questa volta non dobbiamo porgere sentiti ringraziamenti né all'America né al Giappone, e neppure alla solita Cina, se i nostri giardini acquistano un'atmosfera particolare, sin dai mesi invernali e per tutta la primavera, grazie a un genere "comunitario", Iberis, il cui areale squisitamente europeo lambisce appena altri due Continenti.

Iberis gibraltarica

Iberis gibraltarica 'Rose form'

Ad eccezione di un paio di individui "minori" (I. linifolia, che dalla Penisola Iberica scende sulle sponde nordafricane, e I. taurica, originaria dell'Asia Minore), praticamente tutte le altre trenta specie nascono e prosperano nelle regioni meridionali d'Europa, soprattutto in Spagna, Portogallo e Sicilia.

La grande Famiglia delle Crucifere

Tale scelta potrebbe apparire addirittura strana, se si considera che la famiglia d'appartenenza, quella delle Crucifere nota nei Paesi anglosassoni con il soprannome di "Mustard Family", famiglia della senape – non si fa certo pregare quanto a capacità di espansione territoriale: basti pensare che si trovano suoi rappresentanti in tutto il mondo, anche a nord del Circolo Polare Artico, in tutta l'Islanda e perfino sulle gelide coste della Groenlandia. Eppure le Crucifere sono fatte così: diffusissime ovunque, ma anche frequentemente endemiche (cioè presenti in zone ben delimitate) per quanto riguarda alcuni generi. In area mediterranea, ad esempio, allignano 113 generi, di cui ben 21 sono endemici, con il 45% delle specie. Molto facili da riconoscere, grazie alla disposizione a croce dei petali, le Crucifere sono generalmente caratterizzate anche da foglie alterne, infiorescenze a racemo o a corimbo, fiori invariabilmente con quattro sepali, quattro petali e sei stami.

Iberis, il suo clima

Una conformazione spartanamente semplice, ma che vede accresciuto il proprio potenziale decorativo in virtù delle masse abbondanti di fiori, come appunto accade con Iberis, ma anche con Aubrieta, Draba, Alyssum e così via. Per quanto riguarda gli habitat, si può dire che i luoghi sassosi, ghiaiosi e un po' aridi, con suolo tendente al calcareo, sono quelli prediletti da quasi tutte le specie di Iberis, che in natura incontriamo a differenti fasce altitudinali, tra il piano e i 2.000-2.300 metri sopra il livello del mare.

Un po' di storia

Conosciute in Italia da molto tempo, le Iberis vennero studiate dai nostri botanici – come il Cesalpino (1563), il Colonna (1606), il Cupani (1 696) – anche molto tempo prima di Linneo, il quale dovette in seguito porre mano alla definizione sistematica del genere. Infatti a lungo le Iberis, insieme ad altre Crucifere, erano state chiamate genericamente Thlaspi (dal greco thlào ' schiaccio, per la forma piatta di molti frutti) dai più illustri scienziati del '500'600, come il Lobelius e il Bauhin. Dato l'altissimo numero di specie incluse in tale denominazione, ben presto si crearono un po' di problemi, come attesta il Ciarici, scrivendo appunto dei Thlaspi nel 1726: "Quanto gode l'occhio della varietà di fiori e delle belle piante… altrettanto straccasi l'intelletto … quando dovendosi trattar d'un medesimo genere s'incontra sullo stesso nella molteplicità delle spezie… (così che ne diventa) confuso il riconoscimento". Quasi un esplicito invito per qualche botanico volonteroso a inventare un metodo di classificazione e denominazione chiaro, semplice e preciso: invito accolto pochi anni dopo (1753) da Linneo, che con l'istituzione del genere Iberis (con palese allusione all'Iberia, tanto ricca di queste piante) ne separò le specie da quelle di Thlaspi. Quest'ultima denominazione, riferita a piante di Iberis, non si è del tutto persa da noi, anche perché nel frattempo la gente comune si era affezionata a un nome abbastanza semplice, che infatti è rimasto nel linguaggio popolare sotto forma di "tlaspi", "traspi" o anche "raspo". Naturalmente tali appellativi riguardano le specie più conosciute nel nostro territorio, come I. sempervirens e I. semperflorens (in Sicilia).

Iberis pinnata

Iberis pruitii

Le annuali

Per inquadrare il genere Iberis in modo più ordinato, si è ricorsi in passato a una ripartizione in sole tre sezioni: specie erbacee annuali o biennali, perenni legnose in tutte le loro parti e perenni legnose solo alla base. Tuttavia, tale classificazione è stata abbandonata per adottarne una ancora più semplice, almeno per ciò che riguarda l'uso pratico delle piante in giardino, suddividendole in annuali e in perenni semi-arbustive, ma con un'ulteriore differenziazione fatta in base all'altezza. Il gruppo delle annuali che oggi si trova in commercio deriva quasi esclusivamente da due specie, I. amara e I. umbellata. La prima è una pianticella di non più di 40 cm, con inflorescenza a corimbo dal colore piuttosto variabile (tra il bianco puro e il violetto), che fiorisce in estate in diversi paesi dell'Europa occidentale, là dove non esiste eccessiva competizione da parte di altre piante. E' una specie che vanta anche un lieve profumo e che un tempo veniva impiegata per combattere la gotta e la sciatica. La sua compagna, I. umbellata, che cresce nell'Europa meridionale, in natura è più alta, con infiorescenza ad ombrella e con colori che vanno dal rosa al viola. Lavorando sulle due specie, sia separatamente sia mediante incroci, si sono ottenuti splendidi ibridi annuali dalle forme e dai colori più svariati. In alcuni casi vediamo infiorescenze che, dall'originale corimbo di I. amara, si sono allungate in altissime spighe, da cui il nome di "iberisgiacinto". In altri casi, invece, il portamento è rimasto basso o addirittura nano: ci riferiamo alle varietà di I. umbellata, alte non più di 25 cm e larghe circa 30 cm, che paiono soffici cuscinetti da utilizzare in diverse situazioni. Un'altra annuale piuttosto insolita, ma rara da trovare sul mercato, è I. pinnata, che al contrario delle precedenti ha un fusto basso (circa 15-20 cm) e fiori profumati, con petali bianchi a fauce lilla.

Iberis semperflorens

Iberis sempervirens

Le specie annuali vanno propagate per seme, direttamente là dove le vogliamo, a partire da marzo fino alla fine di giugno e poi ancora in settembre per le fioriture autunnali. Il loro uso è assai più vasto di quanto comunemente non si creda: negli spazi delle pavimentazioni, negli angoli dei vialetti in ghiaia, nei luoghi inutilizzati, accanto ai gialli Alyssum per creare delle macchie di colore, oppure, più tradizionalmente, nelle piattebande, nelle bordure e contro-bordure. Sono tutte molto rustiche, spesso anche profumate e resistono bene alla siccità, ma temono l'eccesso di acqua e di umidità, oltre alla copertura degli alberi.

Le perenni

Le iberis perenni, suffruticose o arbustive, a fogliame generalmente sempreverde, sono piante ideali sia per la decorazione di muri fioriti, sia soprattutto per la formazione di giardini rocciosi, in virtù del loro portamento solitamente basso e a cuscinetto. Il numero di specie, in natura, è più elevato rispetto a quello delle annuali, ma nei nostri giardini ne vediamo non più di 5-6, sia pure con la disponibilità di un'ampia gamma di cultivar.
La più conosciuta è senz'altro I. sempervirens, della regione del Mediterraneo, alta una trentina di cm, con foglie di color verde scuro quasi cuoiose e lanceolate. Si presenta come una massa compatta, che a metà primavera si copre di brillanti fiori bianchi: la cultivar 'Weisser Zwerg' (o 'Little Gem') li ha particolarmente piccoli, ma numerosissimi, mentre quelli candidi di 'Snowflake' durano fino a tarda primavera.
Potata dopo la fioritura, tende a rifiorire in autunno; se la si accoppia ad un giallo Alyssum si ottiene un contrasto di grande effetto.

Iberis saxatilis

L'annuale Iberis 'Choicest mix'

Abbastanza simile è I. gibraltarica (che nasce nella Spagna meridionale e in Marocco), che riconosciamo per le foglie oblungo-spatolate e glabre e per la fioritura anticipata rispetto a I. sempervirens: è alta una trentina di cm e ha fiori piuttosto grandi, del diametro di 5 cm, dal colore che è spesso di un rosa vivace ('Rose Form') o lilla.
Quasi un arbusto è invece I. semperflorens, che troviamo abbondantemente diffusa in Sicilia: si tratta di una pianta alta anche più di mezzo metro, con un portamento piuttosto aperto e fusti che si innalzano diritti sul suolo. Le foglie inferiori raggiungono gli 8 cm di lunghezza, mentre quelle superiori sono più corte; i fiori, disposti in corimbi che si allungano a grappolo col tempo, sono bianchi. Non del tutto rustica (come anche I. gibraltarica e I. pruitii) nelle zone più fredde, si presta molto bene all'ornamentazione non solo di giardini mediterranei, ma anche di balconi e finestre.
Di I. pruitii, perenne ma anche occasionalmente annuale, va apprezzata soprattutto l'altezza ridotta (da 3 a 15 cm), che la rende preziosa per i rock garden più piccoli; i suoi fiori bianco-lilla sono deliziosamente profumati. Non va infine dimenticata I. saxatilis anch'essa di 7-15 cm di altezza – in grado di formare bassi e compatti cuscini di fiori bianchi, che si aprono circa tre settimane prima di quelli di I. sempervirens.