V'è anche chi preferisce il quieto verde riposante ai vivacissimi fiori. Sembra che anche la Natura prediliga il verde: gli ha dato più spazio e più tempo; gli ha affidato la vita di tutti gli esseri viventi: animali e piante.
Che cosa sarebbe il mondo senza verde? Il deserto, la luna, la morte!
Ai fiori la Natura ha riservato la più breve stagione degli amori, della riproduzione delle specie. Le piante si vestono a festa per ripetere il rito che perpetua la vita!
Hanno fiori anche quelle piante che noi giardinieri diciamo «da fogliame» perché son belle soprattutto per le loro foglie, anche per loro vien dunque la stagione dell'amore.
Quando d'autunno vi giunge il profumo dell'Osmanthus (od Olea fragrans) e forse neppure scorgete i suoi piccoli fiori, è tempo d'amore per quella pianta. Quando l'aralia (o Fatsia japonica), nella stessa stagione, spinge al di sopra delle foglie le sue infiorescenze biancastre e tutt'attorno volano le api a far bottino di polline e di nettare, anche per lei è tempo d'amore. In primavera, quando il giardino sarà tutto un tripudio di fiori fra uno svolazzare di api, di farfalle ed altri pronubi, I'aralia avrà già ricomposto castamente il suo verde vestito.
Ho scritto fin qui di piante che sono belle per i loro fiori, consentitemi di parlare un poco anche di quelle che son belle per il loro fogliame.

HEDERA SPP

Tra le Araliacee la rappresentante più comune e diffusa è l'edera.
L'edera possiede marcatamente tutte le caratteristiche della famiglia nel fiore, nell'infiorescenza, nel frutto, nella eterofillia fra foglie giovanili ed adulte.
E' una piccola liana nostrana l'edera, che si attacca ai ruderi abbandonati e ne tiene assieme le pietre già sconnesse, che nei giardini incolti e nel boschi si avvinghia agli alberi, ne raggiunge le cime e ne soffoca la vegetazione in prepotenti abbracci. Non è pianta parassita l'edera, come forse qualcuno crede, trionfa talvolta in virtù della legge naturale del più forte!
E' gentile quando, giovane, tappezza un muro o un tronco d'albero ed i suoi rami aderiscono bene al sostegno per mezzo dei suoi organi di appiglio o «ramponi» e le sue foglie sono minute e graziose. Quando si fa più grande e si prepara a fiorire sviluppa rami che si staccano dal sostegno, non hanno più ramponi e presentano foglie più grandi, talvolta meno belle.
Le varietà di edera sono quasi infinite; di sviluppo vigoroso e nane, a foglia grande e piccola, lobata, digitata, increspata ecc., variegata o verde, da coltivarsi in vaso o in piena terra a tappezzare il terreno o pareti o tronchi d'albero.
Consigliamo di impedire la fruttificazione per evitarne la disseminazione che può renderla infestante. Si ottiene ciò con le potature più o meno energiche, atte anche a prolungare l'età giovanile della vegetazione. Si moltiplica facilmente per talea ed anche prelevando sezioni di rami che, strisciando sul terreno, hanno emesso radici avventizie. E' facile anche innestare le edere su altre Araliacee arbustive (Aralia, Oreopanax, Fatsia ecc.). L'affinità di innesto è abbastanza larga fra le varie specie di Araliacee. Si possono ottenere alberelli o edere piangenti di bell'effetto decorativo. L'innesto a penna o quello a corona sono i più pratici.

FATSIA JAPONICA
Sinonimi: Aralia japonica; A. sieboldii.
Nome comune: Aralia del Giappone
Patria: Giappone, Cina.
Esigenze climatiche: Rustica nella regione degli agrumi ed in buona parte di quella dell'olivo. Sopporta gelate di -3°-4° C. Non ama climi troppo secchi.
Espozione: Mezz'ombra o luce diffusa specialmente le piante in vaso. Anche a pieno sole quelle coltivate in terra purché in terreno mantenuto fresco.
Terreno: Di medio impasto o sciolto, fresco. Non teme la modesta presenza di calcare.
Moltiplicazione: Semina all'inizio della primavera, subito dopo la raccolta del seme che perde presto la germinabilità. La talea, la margotta ed anche l'innesto vengono usate solo per alcune varietà, per esempio quelle a foglia variegata.

Arbusto ben noto dalle grandi foglie palmato – lobate, verde – intenso, lucide, glabre. Oltre alla specie tipica si conosce la varietà Moseri dalle grandi foglie a lobi dentati ed alcune forme con foglie variegate in bianco o in giallo.
Pianta molto diffusa sia nei giardini che nella decorazione degli appartamenti. Non vuole particolari cure, ma substrati fertili e freschi sia se coltivata in vaso sia in piena terra. Evitare i ristagni di acqua. Liberare le piante dalla polvere e dalle cocciniglie che frequentemente si presentano specialmente sul rovescio delle foglie.

X FATSHEDERA LIZEI (x sta per specie ibrida)
Nome comune: Aralia lizei
Origine: L'ottenne a Nantes l'orticoltore Lizé incrociando Fatsia japonica con Hedera helix. Il nome specifico e tratto da quello dell'ottenitore.
Esigenze climatiche: Sensibilità intermedia alle basse temperature fra fatsia ed edera.
Esposizione: Preferibilmente a mezz'ombra o abbondante luce diffusa.
Terreno: Di medio impasto fertile, fresco.
Moltiplicazione: Talee di apici o di sezioni di rami. Gli orticoltori fanno anche talee di un solo nodo con una gemma, in ambiente confinato, con calore di fondo. Si possono fare margotte.

Si può anche innestare su altre araliacee. Si tratta di un ibrido sterile, non produce seme.
E' un arbusto semi – sarmentoso, sempreverde, che somiglia ad un'edera, ma non ha i ramponi con i quali attaccarsi ai sostegni. Le foglie, verde – scuro, hanno dimensioni intermedie, con lobi profondi e sono sparse su tutta la lunghezza dei rami, come nell'edera. Ne esiste una varietà a foglie variegate. Non richiede particolari cure, solo buoni substrati, sostanziosi, freschi; annaffiature e fertirrigazioni. In giardino può' servire a fare spalliere divisorie o può essere appoggiata ai muri. E' anche una buona pianta da appartamento e da terrazzo.

TETRAPANAX PAPYRIFERUM
Sinonimi: Aralia papyrifera; Fatsia papyrifera.
Nome comune: Aralia da carta da riso.
Patria: Isola di Formosa.
Cina. Esigenze climatiche: Rustica nella regione degli agrumi, può vivere anche in posizioni riparate nella regione dell'olivo. Richiede posizioni riparate dal vento.
Esposizione: Preferibilmente limitata insolazione, ma molta luce.
Terreno: Di medio impasto, fresco, sostanzioso.
Moltiplicazione: Divisione di getti pedali e talee di radici.

E' un bell'arbusto di 2-3 m, poco ramificato, sempreverde nelle regioni più calde e riparate dal vento. Grandi foglie, fino a 70 cm, palmato – lobate, con lobi plicati e ondulati, verdi, vellutate sopra e sotto biancastre. Piccioli lunghi quanto o più del lembo fogliare. In autunno grandi pannocchie di corimbi sferici, bianchi, anche questi assai decorativi. Il midollo serviva per fabbricare la carta di riso o di Cina.
In giardino, in posizione riparata da venti impetuosi, e pianta elegante, molto decorativa tutto l'anno. Non richiede particolari cure, ma si ottiene la massima efficienza con buone annaffiature nella stagione calda e con buone concimazioni.

OREOPANAX CAPITATUS
Sinonimi: O. nymphaefoIius; Aralia capitata; Hedera capitata.
Patria: Messico, Giamaica.
Esigenze climatiche: è rustica nelle parti più calde della regione degli agrumi; -2°C danno già luogo a sensibili danni alle foglie e con -4°C si ha il congelamento di tutto il fogliame e di buona parte dei rami. Ama il clima marittimo.
Esposizione: Pieno sole o abbondante luce diffusa.
Terreno: Si adatta benissimo ai terreni argillo – calcarei e a periodi di siccità, ma esprime il suo massimo rigoglio in condizioni di freschezza e di buona fertilità.
Moltiplicazione: La semina si usa poco, però consente di ottenere giovani piante con foglie peltate alquanto decorative per interni. La semina si fa in primavera, appena raccolto il seme che ha germinabilità molto limitata nel tempo. Si ha produzione di seme in Riviera. Più usata è la margotta che produce prontamente esemplari di sviluppo notevole, adatti sia per decorazione di interni che per giardino. Possibili anche le talee, preferibilmente di punta, in ambiente confinato.

E' un albero sempreverde di 6-8 m., molto ramificato, con fusto grigio chiaro, quasi mai perfettamente diritto, ma di solito contorto; larga la chioma, ombrelliforme. Le foglie sono grandi: le giovanili peltate, larghe quasi quanto lunghe, tondeggianti, brevemente appuntite, le adulte ovali, lunghe 30-35 cm e larghe 20-25, coriacee, glabre, lucide, verde – intenso, poco più pallide al rovescio, plaminervie nelle due forme, le nervature biancastre ed in rilievo nella pagina inferiore. Biancastra la fioritura, autunnale, in infiorescenze simili a quelle delle altre Araliacee e di un certo effetto decorativo nell'insieme.
E' soprattutto decorativa per il bel fogliame e per il portamento della pianta. In Riviera, da Alassio a Ventimiglia, e poi oltre frontiera è abbastanza comune, rigogliosa anche nei giardini poco curati. Sopporta anche tagli grossi e capitozzature, giustificati però solo da danneggiamenti da intemperie. Di norma non si pota. E' un'ottima pianta anche per piccoli giardini, cortili, non per alberature di viali. Si presta anche come pianta da interni sebbene sia oggi poco usata.
La eterofillia di questa pianta indusse in errore i botanici che classificarono la forma giovanile e quella adulta come due specie distinte. Decaisne e Planchon chiamarono O. nymphaefolius l'una ed O. capitatus l'altra quando in realtà si tratta di un'unica specie.
Il compianto professor Mario Calvino, parecchi anni fa mi fece seminare molti semi di O. capitatus dai quali originarono individui tutti con foglie peltate (quindi O. nymphaefolius); ma con il passar del tempo, gradatamente, svilupparono foglie ovali, non più peltate.
Ci vollero due o tre anni perché il passaggio dalla forma giovanile alla forma adulta fosse completo e Calvino ebbe la conferma che si trattava di un'unica specie.
C'è anche una monografia del compianto professor Giuliano Puccini sull'Oreopanax (Rivista della Orto-floro-frutticoltura – 1950) nella quale descrive minutamente il passaggio dalla forma giovanile alla forma adulta.

OREOPANAX EPREMESNILLIANUS
Patria: Sconosciuta l'origine.
Esigenze climatiche: Rustica nella regione degli agrumi.
Esposizione: Pieno sole o luce diffusa abbondante.
Terreno: Come per O. capitatus.
Moltiplicazione: Margotta e talee.

Ha molte affinità con O. dactylifolius, ma in questa specie le foglie sono composte, digitate e le foglie sono 7 o 9, oblungo – lanceolate, appuntite all'apice e attenuate alla base, sessili o munite di un brevissimo picciolo, le più lunghe di 25-35 cm, le laterali, più corte, di 15-25 cm. Alcune delle foglie maggiori accennano a lobi più o meno pronunciati. Ha gli stessi impieghi del O. dactylifolius e press'a poco la medesima diffusione in Riviera.
La provenienza di questa specie non e conosciuta; date le marcate affinità morfologiche non 'è da escludere che per mutazione o per incrocio discenda dalla specie precedente. E' dedicata al Conte Epremesnil di Dieppe che la coltivò fra i primi nel secolo scorso, nel suo giardino a Golfe Juan.

TUPIDANTHUS CALYPTRATUS
Sinonimi: Aralia pulchra; Sciadophyllum pulchellum.
Patria: India.
Esigenze climatiche: Può vivere nelle zone più calde e riparate della regione degli agrumi. Ama un'umidità relativa elevata, soprattutto in estate.
Esposizione: Mezz'ombra o luce diffusa. Terreno: Di medio impasto, humifero, fresco, fertile, poco calcareo. Moltiplicazione: Per seme, per talee e per margotte.

E' un piccolo albero sempreverde, non molto ramificato, che nell'età adulta prende l'aspetto semi – sarmentoso. Grandi foglie composte, digitate con 7-9 fogliole ellittiche disposte a raggiera, lunghe 20-30 cm ad apice appuntito, coriacee, glabre, di un bel verde vivo, lucido, portate da piccioletti di 4-5 cm. Lungo e robusto il picciolo, di 60 cm o più.
Pochissimo diffusa nei giardini, la si trova invece talvolta fra le piante ornamentali da appartamento e nelle collezioni di piante da serra e da tepidario.

OREOPANAX DACTYLIFOLIUS
Sinonimo: Aralia dactylifolia.
Patria: Messico.
Esigenze climatiche: Rustica nella zona basso fredda della regione degli agrumi. Esposizione: Pieno sole o abbondante luce diffusa.
Terreno: Come per O. capitatus.
Moltiplicazione: Talee, preferibilmente di punta, in ambiente confinato, con calore di fondo o margotte

Bell'arbusto o piccolo albero sempreverde alto 4-6 m con foglie palmato – lobate di 30-50 cm; -5-7 lobi lanceolati, profondi, gli esterni semplici e gli altri con uno o più lobi laterali – coriacee, verde lucenti sopra, nella pagina inferiore coperte da peluria- ferrugginosa. Picciolo robusto, lungo quanto o più del lembo fogliare, inguainante. Anche questa specie è molto decorativa tanto come grande arbusto cespuglioso quanto come modesto alberello; utile in un grande parco, od anche in un piccolo giardino di città discretamente diffuso nei giardini della Riviera dei fiori.

TRAVESIA PALMATA
Sinonimi: Gastonia palmata.
Patria: India, Birmania.
Esigenze climatiche: Può vivere nelle migliori posizioni della regione degli agrumi. Teme il gelo ed ama climi non troppo secchi.
Esposizione: A mezz'ombra o abbondante luce diffusa.
Terreno: Di medio impasto, humifero, sostanzioso, fresco, senza eccessi di calcio.
Moltiplicazione: Per seme, per margotta o talee, eventualmente per innesto su altra Araliacea.

Arbusto o modestissimo alberello sempreverde, poco ramificato, di crescita piuttosto lenta. Notevoli le foglie eleganti per il complicato ricamo del loro contorno. Si incontra raramente nei giardini e non sempre in buono stato per condizioni ambientali non adeguate.

Di altre Araliacee, per solito usate nella decorazione di interni, si può tentare l'acclimatazione in giardino, in Riviera e nel Sud dove condizioni ambientali siano favorevoli, per esempio con Dizygotheca (Aralia) elegantissima con Schefflera (Brassaia) ed altre specie, sovente con risultati positivi.