La maggior parte delle piante verdi d'appartamento è originaria delle zone tropicali e subtropicali, terre dove il clima è molto caldo o comunque assai mite e le stagioni vengono scandite dall'alternarsi di periodi piovosi e secchi più che da notevoli sbalzi di temperatura. Queste specie non sono dunque in grado, di affrontare all'aperto i rigori dei nostri inverni e possono sopravvivere solo in un ambiente riscaldato. Riunite in una fioriera o su di un tavolino ci rammentano le foreste caldo umide in cui sono nate, dove possono crescere fino a diventare veri alberi o celarsi nell'ombra del sottobosco.
Conoscerne la provenienza aiuta a comprendere le esigenze ed anche le cause di eventuali segni di sofferenza. Foglie che seccano, appassiscono o cadono denunciano spesso non una vera e propria malattia, ma il desiderio di cambiare collocazione perché la luce è scarsa e la temperatura inadatta.
Le piante verdi hanno in genere bisogno di una temperatura intorno ai 18-24°C e di una buona luminosità. Questa è certamente maggiore accanto alle finestre, ma quando i vetri si spalancano ecco un soffio d'aria gelida investire il vaso; la pianta rabbrividisce.

'Bravo' è il tradizionale croton a foglia larga, dal vivaci colori

Croton 'Goldfinger''a foglie piccole, in cui il verde si accompagna al giallo acceso.

Le freddolose variegate
Una delle specie più sensibili agli sbalzi di temperatura, e quindi ai colpi d'aria, è croton (Codiaeum variegatum,) giunto in Europa nel secolo scorso dall'arcipelago malese. Grazie all'ibridazione, sono ora disponibili moltissime varietà a foglie lunghe e strette, tutte però caratterizzate dai colori accesi delle foglie, screziate di verde, giallo, rosso. Croton sono quindi piante molto decorative sia da sole, nelle taglie medio-grandi, che in composizione con specie verdi. Una volta trovata la giusta posizione, lontano dalle correnti d'aria, è meglio evitare spostamenti che obbligherebbero la pianta ad adattarsi ad un nuovo microclima e ad una diversa provenienza della luce. La specie ha bisogno di irrigazioni abbondanti e di un paio di concimazioni al mese, dalla primavera all'autunno inoltrato. La perdita delle foglie più basse non è motivo di preoccupazione. Si tratta infatti di un processo fisiologico collegato alla formazione del fusto principale. La defogliazione rapida di piante giovani segnala invece che l'ambiente non è idoneo per mancanza di calore e/o di luce.

Le più recenti varietà di Cordyline si differenziano, oltre che per l'altezza, anche per le dimensioni del bordo rosso, più o meno accentuato, accompagnato a volte da un tocco di giallo.

Dieffenbachia seguine 'Maroba', mutante spontaneo di 'Tropic Snow' E' caratterizzata da foglie rigide, molto lucide, con disegno contrastante e coltivata in esemplari di grosse dimensioni, alti un metro e più. Un aspetto positivo della nuova cultivar è la persistenza delle foglie più basse che alla formazione dei nuovi germogli restano sulla pianta più a lungo del solito.

Altrettanto freddolosa, ma più adattabile a qualche grado in meno nei mesi invernali, è Cordyline fruticosa, che in natura cresce nel Sud-Est asiatico, in Australia e Nuova Zelanda.
Sul finire degli anni Ottanta l'assortimento è stato migliorato grazie all'introduzione di nuove varietà in cui le striature viola, rosse e arancioni delle foglie sono più evidenti e stabili. In precedenza infatti la colorazione delle foglie durante i mesi invernali era insoddisfacente e la Cordyline veniva posta in commercio soprattutto in estate. Ora invece non conosce più stagioni.
'Atoom', 'Prince Albert', 'Lord Robertson' raggiungono discrete dimensioni e vanno allevate in vasi di 12-16 cm. Le forme nane, come 'White Edge' e 'Red Edge' risultano idonee soprattutto per le composizioni, come contorno a piante più alte.
Cordyline va collocata alla luce, ma non sopporta il sole diretto. Mantenere il terreno umido e concimare ogni 10/15 giorni durante la stagione vegetativa. In inverno la pianta attraversa un periodo di riposo durante il quale le fertilizzazioni vanno sospese e le innaffiature molto ridotte. Le perdite delle foglie più vecchie è un processo naturale, che accompagna lo sviluppo di nuove gemme.

La classica fioriera in ottone accoglie una bella collezione di Dieffenbachia. La 'Tropic', a foglie striate, domina il gruppo, accompagnata dalla maculatura 'Compacta' e dalla 'Marianne' a foglia chiara.

Nella veranda affacciato sul giardinetto mediterraneo Sansevieria laurentii trova una felice collocazione. Ama infatti i luoghi luminosi, pur adattandosi alla scarsità di luce. Va bagnata pochissimo: ogni tre settimane. Quando è asciutta resiste a temperature di 10°C.

Mentre Croton e Cordyline vivacizzano con le loro tinte sgargianti arredamenti chiari e moderni, l'elegante sobrietà di Dieffenbachia si associa perfettamente ai mobili antichi, completandoli senza prevaricare. Già il suo nome riporta alla corte di Vienna ed alle serre del palazzo imperiale, affidate, intorno al 1830, al giardiniere Hew Dieffenbach cui la pianta fu dedicata. Originario dell'America Meridionale, il genere Dieffenbachia, comprende una trentina di specie, una ventina delle quali coltivate a scopo ornamentale.
Grazie a ripetuti incroci, il rapporto tra il verde della pagina fogliare e le variegature bianco crema si è gradualmente spostato in favore di queste ultime, fino ad arrivare a 'Camilla', una cultivar dalle foglie molto chiare bordate di verde.
Questa evoluzione ha contribuito alla diffusione della pianta, incrementandone il valore decorativo. Va tuttavia ricordato che minore è la superficie verde delle foglie, più delicata è la varietà.
Dieffenbachia resta comunque un'ornamentale robusta, che, se ben tenuta, può raggiungere cospicue dimensioni. Richiede abbondanti irrigazioni durante il periodo vegetativo e umidità più ridotta in inverno, fino alla fine di febbraio. Tuttavia, se durante l'inverno le foglie dovessero presentare imbrunimento dei bordi, le irrigazioni andranno aumentate un poco. Da tenere d'occhio anche la loro colorazione: se il contrasto della variegatura sbiadisce, la luce è scarsa e la pianta andrà collocata in posizione più luminosa, evitando il sole diretto che le sarebbe fatale. Perfetta anche accostata a sé stessa, Dieffenbachia si abbina alle felci, all'edera, alle palme ed in genere a piante verdi con foglie leggere; in contenitore singolo valorizza qualsiasi ambiente e risulta molto adatta all'idrocoltura.

Nelle situazioni più difficili Asparagus può rappresentare la scelta giusta. Nei paesi nordici, dove freddo e buio sono la regola, la specie è molto apprezzata e spesso collocata su mensole come ricadente.

Schefflera arboricola di cospicue dimensioni invita ad accedere al soggiorno. Dal momento che gli steli restano piuttosto sottili, queste piante vengono spesso sostenute con una canna di bambù.

Le verdi più adattabili
In situazioni di luce non molto favorevoli, quali l'ingresso o un corridoio trovano posto specie meno esigenti in fatto di luminosità e temperatura. Lo stesso dicasi per i piani più bassi di edifici cittadini affacciato su strade strette e intasate di traffico, dove solo una lampada accesa può vincere la penombra dei mesi invernali. Un altro fattore da tenere presente sono le ordinanze di risparmio energetico che impongono limiti all'orario di riscaldamento dei condomini. In questo caso le temperature notturne scendono regolarmente sotto i 18°C e le diurne non devono superare i 20-21°C.
In queste condizioni si trovano a loro agio alcuni Ficus, le felci e Sansevieria presente in tutte le case fino agli anni sessanta ed ora più difficile da trovare. Al contrario Schefflera che pure gradisce il fresco e si adatta ad una luminosità modesta, sta vivendo un periodo di crescente popolarità. Il recente miglioramento delle tecniche di propagazione da talea e l'introduzione della moltiplicazione in vitro permettono di ottenere un gran numero di belle piante in un tempo ragionevole. Nei primi anni Ottanta era diffusa a Schefflera actinophylla, originaria dell'Australia e capace di raggiungere i 2-3 metri di altezza. La sua popolarità e stata poi insidiata da S. venulosa, proveniente dall'india, con foglioline lunghe e strette disposte in circolo all'apice del ramo. Anche questa pianta può diventare alta fino a 3 metri, ma ha meno esigenze termiche e luminose di S. actinophylla in quanto sopporta temperature invernali fino a 10° e vive bene all'ombra. La più celebre è comunque S. arboricola, nativa di Taiwan, con foglie verde scuro più corte e larghe della S. venulosa, di chi ha le stesse, modeste esigenze termiche. Schefflera sono tra le poche piante da foglia in grado di sopportare il sole diretto. In estate possono quindi stare all'aperto purché il clima non sia troppo caldo. Richiedono abbondanti innaffiature e conciliazione regolare nel periodo vegetativo. Tali pratiche andranno ridotte, non sospese, nei mesi invernali. Scarsità di luce e temperature eccessive possono provocare la caduta delle foglie. Data la disposizione molto aperta di queste ultime la pianta si abbina in composizione con specie a foglia larga, come Dracaena e Philodendron. Gli esemplari più alti rappresentano da soli un'ottima soluzione per gli angoli.
Terminiamo con una specie poco utilizzata in vaso, ma pure molto bella come solitario quando ha raggiunto una certa dimensione. Si tratta di Asparagus densiflorus, il classico 'verde' che accompagnava i mazzi di garofani prima che l'assortimento olandese rivoluzionasse i chioschi dei fiorai. Asparagus in vaso si trova benissimo; sopporta l'ombra e desidera temperature intorno ai 10-12°C, nonostante sia originario dell'Africa Meridionale. Perché questa nuvola verde si mantenga a lungo è necessario bagnare e conciliare regolarmente, anche durante d'inverno, sia pur distanziando i trattamenti nutritivi. Se l'ambiente è troppo caldo o il terriccio si asciuga, le minuscole foglioline ingialliscono e cadono.