E’ chiamato in inglese «Firethorn» – spina di fuoco – alludendo alla coloratissima profusione di frutti invernali che ricoprono i rami spinosi, questo arbusto così bello è usato per fare siepi monospecifiche o miste con altre specie vegetali.
Pyracantha appartiene alla famiglia delle Rosacee e comprende circa dieci specie sia europee che asiatiche. Molte sono le cultivar ottenute mediante ibridazione delle specie originarie e delle quali non si conosce spesso più la specie di provenienza.
Pyracantha sono arbusti sempreverdi spinosi, spesso confusi con i Crataegus che sono invece caducifogli. Le foglie non sono lobate come quelle di Crataegus, bensì ovali e possono essere confuse con quelle dei Cotoneaster non striscianti, dal quali si differenziano per le spine. In giugno questo arbusto produce una messe di fiori bianchi, cui segue la produzione di numerosissimi frutti gialli, arancione o rossi secondo la varietà. Questa grande produzione di frutti, persistenti sulla pianta da settembre a marzo, fa di questo arbusto una specie amatissima dagli uccelli, in particolare dai merli. La grande diffusione di Pyracantha, oltre alla facile coltivazione, è dovuta proprio alla sua capacità di offrire validi aspetti decorativi in ogni periodo dell’anno.
Una sola specie è originaria dell’Europa meridionale e dell’Italia dove si può trovare allo stato spontaneo: P. coccinea. E’ un arbusto alto fino a 4-5 metri e largo altrettanto con fiori bianchi simili a quelli del biancospino riuniti in corimbi che compaiono in maggio-giugno, seguiti da frutti rosso vivo. Esiste una varietà di P. coccinea, la cultivar ‘Lalandei’ compatta con foglie più grandi della specie tipica e frutticini arancione.
Pyracantha crenulata è una specie di provenienza cinese con portamento compatto, che raggiunge dimensioni leggermente più contenute della specie precedente; non supera infatti i tre metri di altezza. Esiste nelle due cultivar ‘Rogersiana’ con frutti rosso arancio e ‘Rogersiana Flava’ con bacche giallo vivo.
Una specie che ha dato origine a molte delle varietà coltivate è P. yunnanensis, di origine cinese, molto simile a P. coccinea con larghi corimbi di fiori bianchi che sbocciano in maggio giugno, seguiti da frutti rossi. Le foglie e i frutti sono più grandi di quelli di P. coccinea.
Pyracantha atalantioides è simile a P. yunnanensis, ma raggiunge notevoli altezze (sette metri e oltre). E’ un arbusto a rapida crescita e a portamento eretto, con frutti invernali rossi.
Di Pyracantha esistono numerose cultivar, la cui origine non è ben nota, probabilmente derivano da incroci tra specie cinesi, che si differenziano per il colore dei frutti. P. ‘Mohave’ ha portamento espanso con rami rivolti verso l’esterno e frutti rosso vivo. P. ‘Orange Glow’ ha un portamento denso e compatto e offre fittissimi frutti di un arancio brillante. P. ‘Soleil d’or’ ha frutti giallo vivo e un portamento molto espanso, per cui è pianta molto adatta come tappezzante e coprisuolo di taglia alta.
Sono di recente produzione alcune varietà di Pyracantha che non superano l’altezza di 30-40 centimetri e si allargano orizzontalmente come coprisuolo e ricadenti. Sono le cultivar ‘Teton’ e ”Navajo’ ambedue a frutti rossi e foglie verde scuro. La ‘Navajo’ è più precoce nella fruttificazione. Ancora poco conosciuta la cultivar ‘Sparkle’» bassa, a portamento ricadente, con foglie variegate di giallo e frutti rossi. Gli impieghi di questo arbusto sono numerosi.
Magnifica figura fanno questi arbusti come esemplari isolati o in grandi masse della stessa varietà, soprattutto durante la fioritura e la vistosissima e prolungata fruttificazione.
Frequenti le siepi di Pyracantha, della stessa specie, o con frutti di colore diverso usate a grandi masse. Esse formano schermi impenetrabili sia alla vista che al passaggio data l’elevata spinescenza dei rami. Le siepi possono essere tenute sia in forma libera che obbligata. In quest’ultimo caso la potatura mortifica naturalmente la fruttificazione.
Ma questo arbusto si presta anche ad essere impiegato in siepi miste dall’aspetto naturale con altre specie arbustive vigorose anche a foglia caduca. Per formare una siepe ben equilibrata è bene che le specie componenti abbiano un vigore vegetativo simile, in caso contrario le specie più vigorose tenderanno a soffocare le altre. Buono è l’accostamento di Pyracantha con arbusti da fiore come il lillà, la Forsythia e il calicanto d’inverno.
Pyracantha sopporta bene il taglio e può essere allevato anche ad alberetto o a palmetta stretta, forma molto adatta per ricoprire muri.

Coltivazione
Pyracantha non presenta problemi di coltivazione. Si ambienta in tutti i tipi di terreno da giardino anche calcarei (non troppo però), purché ben drenati. Per fiorire e fruttificare abbondantemente preferisce le posizioni soleggiate, ma sopporta anche una leggera ombra.

Potatura
Quando questo arbusto cresce in larghi spazi e in forma libera va potato solo occasionalmente per mantenerlo nei limiti spaziali voluti.
Le siepi vengono potate solitamente una due volte all’anno per mantenere un aspetto compatto e ben rivestito di rami dal basso.
La prima volta si pota dopo la fioritura e la seconda a fine agosto o primi di settembre. Questo secondo intervento può rendersi necessario per contenere l’accrescimento della pianta e per favorire la colorazione dei frutti che sono meglio esposti alla luce solare. Per favorire il rivestimento di un ramo effettuare tagli di cimatura. I tagli di contenimento spaziale, specialmente sulle parti apicali dei rami, devono invece essere effettuati sopra un rametto laterale rivolto verso l’esterno della pianta (tecnica a tutta cima).