Lo spinacio (Spinacia oleracea) è pianta annua con fusto eretto e ramoso, radice fittonante spesso colorata in rosso in corrispondenza del colletto. Le foglie sono alterne e lisce. Fiori maschili di colore verdastro riuniti in spighe terminali o ascellari; fiori femminili riuniti in infiorescenze ascellari. Si tratta di specie generalmente dioica, sebbene possano trovarsi altre forme sessuali. li frutto è un achenio.
Nel primo momento dello sviluppo, lo spinacio assume lo stadio di «rosetta» costituita da foglie caulinari alterne e picciolari. In questa fase non e possibile determinare la forma sessuale della pianta. Dopo un periodo variabile, essenzialmente influenzato dalle condizioni ambientali, s'inizia la fase di «levata» contraddistinta dallo sviluppo del fusto che può superare l'altezza di 1 metro e sviluppare all'ascella delle foglie dei germogli laterali che daranno origine a ramificazioni secondarie.
Clima e terreno. Lo spinacio preferisce un clima temperato piuttosto fresco; non sopporta l'eccessivo caldo, la siccità e i terreni umidi. Il terreno più consono a questa coltura è tendenzialmente neutro, soffice, fresco, ricco di sostanza organica.

Tecnica colturale
Propagazione. La propagazione avviene per seme posto alla distanza di 5-10 cm (profondità di semina circa 2 cm) su file distanti tra loro 20-30 cm. Viene effettuata anche la semina a spaglio. La semina a dimora ha luogo essenzialmente in due momenti dell'anno: da settembre a ottobre per le produzioni autunno-vernine e da febbraio ad aprile per le produzioni primaverili-estive. Con semine eseguite durante i mesi più caldi nascono piante che montano rapidamente a fiore, salvo aver scelto varietà opportune.
Avvicendamento e consociazione. Lo spinacio non deve succedere a sé stesso o ad altre chenopodiacee come ad esempio le bietole. Viene normalmente consociato con ortaggi vari.
Lavori di preparazione del terreno e concimazione. Il terreno va lavorato in profondità e ben amminutato con lavori di erpicatura. Dopo la semina è opportuno rullare per fare aderire il seme al terreno.
La concimazione organica (letame maturo nella dose massima di 300 q/ha) è opportuno che venga effettuata alla coltura precedente. Per quanto riguarda la concimazione minerale, le dosi indicative di anidride fosforica e ossido di potassio sono rispettivamente di 80 kg/ha e 150 kg/ha. Azoto nella dose media di 150 kg/ha somministrato in copertura in più interventi.
Lavori di coltivazione e irrigazione. I lavori di coltivazione sono rappresentati da scerbature e sarchiature fatte allo scopo di rompere la crosta superficiale del terreno, arieggiarlo e mantenere pulito il campo dalle erbe infestanti.
L'irrigazione va eseguita dopo la semina, dall'emergenza delle piantine e durante il successivo sviluppo. Molto vantaggioso è l'uso dell'irrigazione a pioggia. Nelle zone più fredde è opportuno proteggere la coltura dalle gelate mediante fogli di plastica.
Raccolta e conservazione. Negli orti la raccolta è manuale e viene effettuata asportando solo le foglie esterne man mano che si presentano completamente formate, rispettando le foglie del cuore oppure estirpando dal terreno l'intero cespo. La raccolta non deve essere fatta durante le ore più calde della giornata e sotto la pioggia. La conservazione, che può protrarsi solo per poche settimane, è possibile esclusivamente in frigorifero mantenuto alla temperatura di 0°C, con elevata umidità relativa ambientale. Lo spinacio destinato alla conservazione va refrigerato nel più breve tempo possibile senza preventivo lavaggio.

Pianta sana

Foglia con danni da Peronospora

Macchie su foglia dovute a Cercospora

Parassiti vegetali
Peronospora. Malattia assai comune specialmente nello spinacio, è causata da fungo Peronospora farinosa che sulle giovani piantine danneggia i cotiledoni, sulle piante adulte colpisce in modo particolare le foglie, che diventano bollose e disseccano. La lotta e basata sull'impiego di prodotti cuprici a base di idrossido di rame oppure di ossicloruro di rame e calcio.
Cercosporiosi. Questa malattia, dovuta al fungo Cercospora beticola, causa sulle foglie e su tutte le parti verdi della pianta in un primo tempo piccole macchie rotondeggianti circondate da un alone rossastro che successivamente danno luogo a estese zone disseccate. Per la lotta si impiegano prodotti cuprici a base di idrossido di rame oppure di ossicloruro di rame e calcio.
Marciumi delle piantine. Funghi del genere Pythhium unitamente a Rhizoctonia solani provocano marciumi di piantine in pre e post emergenza e marciumi del colletto. La lotta è difficile: qualche risultato può ottenersi mediante disinfezione del terreno con prodotti fumiganti (Metam) e con l'uso di benomyl come conciante delle sementi.

Parassiti animali
Mosca minatrice. Il dittero Pegomyia hysoscyami provoca gravi danni specie sulle piantine da trapianto in quanto le sue larve penetrano nel lembo fogliare danneggiandolo in modo grave. La lotta è effettuata con prodotti a base di dimetoato.
Afidi. Alcune specie di afidi attaccano le chenopodiacee orticole provocando danni ai tessuti vegetali a causa delle loro punture e trasmettendo malattie da virus per inoculazione. Per la lotta vengono usati prodotti a base di dimetoato, ethiofencarb, piretroidi.