Pachypodium baronii var. windsori, noto di un'unica località del Madagascar settentrionale, è di taglia inferiore a quella della var. baronii. Come questa, produce, unica del suo genere, splendidi fiori rossi. Viene ritenuto uno dei Pachypodium più belli. Facile da coltivare, fiorisce da maggio ad agosto.

Affine alla famiglia delle Asclepiadaceae per alcune caratteristiche legate alla riproduzione, la famiglia delle Apocynaceae (il termine è derivato dalle parole greche «apo» = via, lontano e «kuon» = cane: «che tiene lontani i cani», per la forte velenosità delle piante) – ben nota anche al grosso pubblico non solo per essere rappresentata da noi dai comunissimi oleandri e dalle pervinche ma anche per il fatto di comprendere notevoli specie ornamentali (Trachelospermum jasminoides, Mandevillea suaveolens, Plumeria spp., ecc.) e preziose piante medicinali (Strophanthus spp. e Rauwolfia serpentina) – annovera anch'essa alcuni rappresentanti succulente ascritti ai generi Adenium e Pachypodium.
Si tratta di succulente caulinari, spesso caudiciformi, molte delle quali possono raggiungere dimensioni imponenti, dotate (è una caratteristica comune a tutti i generi della famiglia) di un lattice acre contenente glucosidi assai tossici.
Le foglie, simili a quelle dell'oleandro, sono verticillate e generalmente caduche nella stagione secca.

Fiori e frutti
I fiori, pentameri e regolari, possono essere ascellari o terminali, solitari o riuniti in cime corimbose e hanno un calice persistente. Il tubo fiorale, di media lunghezza, si dilata verso l'alto dove si divide in cinque lobi deltoidi; sul suo fondo si trovano due ghiandole nettarifere. Verso la fauce della corolla, tra rigidi peli, sono inseriti i filamenti ginocchiati dei cinque stami che portano antere anch'esse irte di peli e poste a contatto di ciò che al profano potrebbe sembrare essere lo stigma. L'ovario, bicarpellare, termina con un lungo stilo, il quale alla fine si espande in una specie di piattello coronato da lunghi peli. Questi peli non servono però alla cattura dei granuli pollinici (la superficie stigmatica ricettiva, infatti, è quella inferiore del dischetto) ma solo a offrire un ancoraggio alle zampette degli insetti. Pertanto, quella che sarebbe potuta sembrare una disposizione atta a favorire l'autogamia è, in realtà, diretta proprio ad impedirla e a rendere indispensabile l'intervento degli insetti. E' questo un esempio classico (un altro è quello delle iris) di ercogamia (dal greco «hérkos» = recinto e«gamia» = accoppiamento).
Il frutto, straordinariamente simile a quello delle Asclepiadaceae, consta di due follicoli contenenti numerosi semi provvisti di pappo.
La patria delle piante ascritte al genere Adenium sono le zone aride dell'Africa tropicale, l'Arabia meridionale e l'isola di Socotra. Gli Adenium descritti finora sono una dozzina; per alcune di queste specie, tuttavia, è. probabile che sarebbe più appropriato lo status tassonomico di forma o razza ecologica o geografica.

Pachypodium brevicaule, certamente una delle succulente più strane ed interessanti., cresce nel Madagascar centrale su terreno quarzifero con cui il caudice, piatto e allargato, si confonde perfettamente nel periodo di riposo.

Pachypodium bispinosum è specie africana che si può moltiplicare anche per talea.

Adenium
L'adenium più comune e popolare è senza dubbio A. obesum che, con alcune varietà (arabicum, multiflorum, socotranum), è diffuso dal Transvaal settentrionale all'Arabia meridionale attraverso lo Zimbabwe, il Natal, lo Swaziland, il Mozambico, la Tanzania e il Kenya.
Si tratta di una pianta che in gioventù presenta un fusto globoso regolare, le cui dimensioni possono raggiungere quelle di un pallone da calcio, che porta alla sommità un ciuffo di esili getti poco ramificati e inermi. Con il progredire dell'età, la pianta perde la sua forma regolare e si trasforma o in un cespuglio, la cui circonferenza alla base può raggiungere anche 7 m o (in Arabia) in un albero di altezza sino a 5 m.
Le foglie, carnosette e raggruppate in cima ai rami, sono presenti solo durante la stagione umida e vengono prodotte dopo la fioritura che, in Kenya, ha luogo in Aprile, cioè all'inizio dell'autunno.
I fiori, grandi, durevoli per alcune settimane, di color rosa di varie tonalità e con i margini talvolta più scuri, sono di grandissimo effetto, soprattutto in mezzo alla macchia xerofila ancora priva del fogliame al termine dell'estate australe. Essi hanno valso alla pianta il meritato nome di «Rosa del Deserto» e di «Finta Azalea» e, nei tropici, una ampia utilizzazione come pianta ornamentale.
Ai fiori seguono frutti grandi, arcuati a mò di corna, che contengono strani semi forniti di pappo ad ambedue le estremità.
La coltura di questa specie a partire dal seme non è difficile, purché si possano garantire alle piante temperature sufficientemente elevate e si rispetti il suo ciclo biologico: niente acqua o quasi quando la pianta è spoglia, molta acqua durante la «nostra» estate. I fiori vengono prodotti a partire da 3-4 anni di età e la fioritura può essere notevolmente incrementata se si innesta A. obesum su oleandro.

Pachypodium horombense, un'altra specie malgascia a fiori gialli, forma in età adulta un caudice imponente (fino a 1,5 m di diametro!) ricoperto da una corteccia grigiastra.

Pachypodium rosulatum produce anch'esso fiori gialli ed è diffuso con diverse forme geografiche in tutto il Madagascar. Come il precedente ha interesse per l'amatore ed il collezionista solo in età giovanile.

Pachypodium
L'areale di Pachypodium, «le piante dal piede grosso», è disgiunto: una parte di esso si estende dall'Angola meridionale attraverso la Namibia fino all'Africa meridionale, l'altra comprende l'isola di Madagascar.
Dal punto di vista sistematico, il genere Pachypodium, ricco di una ventina di specie, si articola in tre sottogeneri: Pachypodium (a sua volta suddiviso in cinque sezioni: Adeniopsis, Pachypodium, Erianthum, Leucopodium e Clandanthemum, le prime tre africane, le altre due malgasce), Chryopodium, (malgascio) e Porphyropodium (malgascio).
Dal punto di vista morfologico, invece, i pachypodium si possono suddividere in due gruppi: quelli arborescenti e quelli frutescenti.
Quelli arborescenti sono costituiti generalmente da un tronco succulento (costituito essenzialmente da parenchima acquifero) alto anche fino a 6 m e da una chioma leggera di esili ramificazioni via via biforcantisi.
Il fusto inizia a ramificarsi solo al raggiungimento della forza da fiore e prosegue, data la posizione terminale delle infiorescenze, solo dopo la conclusione di ciascun periodo di fioritura.
A questo modello non si adegua P. namaquanum (indigeno dei pendii quarzitici del Piccolo Namaqualand), il quale, a meno di non essere danneggiato, continua a crescere senza ramificarsi in quanto le infiorescenze sono ascellari e non terminali. Una caratteristica di P. namaquanum, che in habitat forma boschi leggeri, è che la rosetta di foglie posta alla sommità del tronco è invariabilmente ripiegata in direzione Nord (nell'emisfero australe verso la direzione di massima insolazione). La somiglianza che questi boschetti visti da lontano hanno con gruppi di persone ha indotto i Boscimani, indigeni del luogo, a dare alla pianta il nome di «semiuomo».
La leggenda racconta infatti che, quando i Boscimani vennero cacciati dalle loro terre di origine, essi si rifugiarono sulle montagne poste a sud da dove ogni sera guardavano indietro con nostalgia e struggimento verso la patria perduta. La divinità ebbe allora compassione di loro e li trasformò in piante con lo «sguardo» fisso nella direzione di provenienza.
Quelli frutescenti sono invece costituiti, analogamente a quanto si osserva in Adenium, da un caudice basale sormontato da esili rami biforcuti, ornati alla sommità, durante la fase vegetativa, di una rosetta di foglie disposte a spirale.
A differenza da Adenium, tutti i pachypodium – specie quelli arborescenti – sono fortemente spinosi, le spine derivanti da una modificazione delle 2-3 stipole presenti alla base delle foglie.
Le infiorescenze, portate da lunghi piccioli, sono costituite da fiori grandi e molto vistosi, in una gamma di colori che va dal rosso al giallo, al rosato al bianco. Essi sono morfologicamente simili a quelli di Adenium come anche i frutti; i semi in essi contenuti, tuttavia, non hanno due pappi ma uno solo.
Tutte le specie di Pachypodium sono assai decorative e raccomandabili per l'amatore in grado di offrire loro le giuste condizioni di vita.