Azalee nel giardino di Sir Peter Smithers a Vico Morcote

Se è ancora vero che l'ozio è il padre dei vizi, viene spontaneo domandarsi in che misura questo tremendo difetto possa essere conciliabile con l'amore per le piante, se cioè sia possibile anche per un ozioso o un pigro riuscire a governare un proprio giardino, senza vederlo in breve tempo soffocato da infestanti e da rami non potati. Riteniamo che la risposta possa essere senz'altro positiva, anche se nella società attuale è ben scarso il numero di veri e propri oziosi, che anzi pare vero, esattamente il contrario e cioè che assai più numerose siano le persone cariche di problemi e di occupazioni. Insomma, può accadere ancora una volta che gli estremi si tocchino e che qualche consiglio risulti utile tanto per il poltrone quanto per l'indaffarato, a patto che entrambi abbiano a cuore l'arte e il piacere del 'giardino fiorito'.

 

Chamaecyparis lawsoniana

Pinus mugo 'Mops'

A bassa manutenzione
In realtà, forse ancora troppe persone identificano il concetto stesso di giardino con quelli di 'tempo' e 'fatica', il che è vero solo nella misura in cui si pretenda di avere davanti a casa un'opera perfetta, in cui neppure un fiore sia fuori posto, e che contemporaneamente annoveri una serie di piante rare o insolite. Se invece ci si sforza di modificare tale posizione iniziale preconcetta, le prospettive cambieranno e i risultati saranno tutt'altro che insoddisfacenti. Dunque, ancora una volta e necessario partire da un'idea di giardino che sia positivamente orientata verso la bassa manutenzione, escludendo a priori che il bello e il buono si possano conseguire solo a prezzo di masochistici sacrifici.
Quello di correre dietro ad ogni foglia che cade per far sì che tutto appaia lindo e inappuntabile viene spesso considerato come un 'difetto' tipicamente italiano, soprattutto da parte dei maestri del giardinaggio moderno, cioè gli inglesi.

 

Ginkgo biloba

 

Eriobotrya japonica

Ad esempio, chi ha avuto modo di visitare a Vico Morcote (Svizzera) il giardino di Sir Peter Smithers – leader carismatico del collezionismo esotico di scuola britannica – non può non essere rimasto impressionato dall'apparente trasandatezza di questa opera d'arte. Ricchissime collezioni di magnolie, peonie, camelie e rododendri sembrano mescolarsi fra loro in disordine sparso sopra un tappeto di foglie secche. 'Scommetto che lei non sopporterebbe mai una cosa simile a casa sua', mi disse Sir Peter la prima volta che lo incontrai. Era vero, ma con il passare del tempo mi innamorai di quel luogo di delizie e solo in seguito capii che tale caotica bellezza era governata da una rigorosa programmazione. L'informalità si coniugava con un regime a bassissima manutenzione, non già per volere del caso (e nemmeno per un'ipotetica pigrizia di Sir Peter, che invece è attivissimo) ma sulla base di un accurato progetto, addirittura codificato in una sorta di decalogo di cui è bello citare almeno il primo comandamento: 'Il giardino deve essere una fonte di piacere per il suo proprietario e per i suoi amici, non un peso e un'ansia'.

 

Acer griseum

 

Albizzia julibrissin

Un progetto dettagliato
Dunque, per costruire anche – e soprattutto – questo tipo di giardino e indispensabile partire da un progetto che, tenendo conto di numerose variabili, sia in grado di prevedere tutti gli inevitabili intoppi.
Ad esempio, è importante che il 'pigro' (o l'indaffarato) sappia già ora prevedere quanto tempo potrà dedicare al proprio hobby e soprattutto se queste ore saranno ben distribuite nel corso dell'anno – ad esempio al sabato – oppure tutte in una volta, o quasi, come nel periodo estivo. Inoltre, il progetto dovrà certamente tenere conto delle pavimentazioni, dell'irrigazione, della fertilizzazione e così via, anche se le tecniche e i prodotti più moderni gli saranno di grande aiuto: materiali naturali e sintetici, impianto di irrigazione a goccia, fertilizzanti a lenta cessione, pesticidi ed erbicidi sicuri sembrano essere stati creati apposta per il nostro giardiniere a ore. Naturalmente, sarà importante pensare anche allo stile desiderato, con riferimento quindi ai contenuti botanici: un giardino di fiori spontanei? un giardino d'acqua? uno mediterraneo? La risposta può venire solo da un'attenta riflessione del proprietario, in rapporto ovviamente ai parametri climatici e urbanistici, nonché alla reperibilità del materiale necessario. In questa sede da floristi ci limitiamo ad offrire alcuni consigli relativi alle piante che maggiormente si prestano a questo scopo, logicamente senza la pretesa della completezza dal momento che il numero di specie è fortunatamente assai elevato.

 

Pyracantha coccinea

 

Berberis darwinii

Scelte preliminari
Premesso che, se vogliamo risparmiare tempo, è perfettamente inutile tentare strane sperimentazioni, particolarmente con piante troppo lontane dai nostri habitat, cionondimeno non si deve ritenere che dovremo forzatamente ricorrere alle solite tre betulle e quattro aucube: la banalità non deve essere lo scotto da pagare alla nostra mancanza di tempo. Tra gli alberi è necessario operare una scelta preliminare (scelta condizionata dal progetto generale) fra piante sempreverdi e caducifoglie, tenendo pero conto che le prime offrono un buon numero di vantaggi rispetto alle seconde. Nel primo gruppo, fra le conifere, Chamaecyparis lawsoniana e Pinus mugo sono in prima linea: Chamaecyparis perché è indifferente al substrato e cresce ovunque bene e con ritmi rapidi, mentre il pino, pur non sopportando gli inquinamenti, non pretende grandi attenzioni.
Tra le conifere caducifoglie primeggia senza dubbio Ginkgo biloba che però ha l'aspetto di una latifoglia, soprattutto in autunno quando le fronde diventano giallo-oro prima di cadere: per i giardini piccoli, utilizzeremo la cultivar 'Fastigiata' che da adulta non assume grosse dimensioni.
Tra le latifoglie sempreverdi faremo cadere l'attenzione sul nespolo giapponese (Eriobotrya japonica) forse un po' fuori moda, ma sempre attraente perle sue foglie lunghe e per i fiori che sbocciano in inverno.
Gli alberi decidui sono numerosi, interessanti e poco esigenti, come gli aceri (splendido Acer griseum, con una brillante corteccia che si squama), le albizie (Albizzia julibrissin) assai rapide nella crescita, e il faggio comune, anche in una delle sue più belle forme coltivate: 'Pendula', 'Asplenifolia' e 'Purpurea'.

Deutzia x magnifica 'Nikiko'

Helenium 'Moerheim Beaty'

Attenzione alle potature
Il regno degli arbusti, poi, è vastissimo, tanto da costringerci a citare solo quelle specie che richiedono una bassa manutenzione riguardo alle potature. A parte le piante più comuni, come il calicanto invernale (Chimonanthus praecox), Pyracantha coccinea, Cornus sanguinea, in questo settore possiamo prenderci qualche soddisfazione particolare. Per esempio, Berberis darwinii viene riconosciuta dallo stesso manuale di Hillier come 'una delle più belle specie fra tutti gli arbusti da fiore': originaria dell'America meridionale, questa pianta ha anche il pregio di non superare i 2 metri di altezza. Un'altra preziosità e costituita da Deutzia x magnifica, un ibrido con fiori molto grandi, che nella cultivar 'Nikiko' sono semplici, ma che in altre forme sono doppi. Una splendida pianta, che non sempre da noi viene valutata nel giusto modo, è Kalmia latifolia, una parente prossima dei rododendri e quindi desiderosa di terreni acidi. Proveniente dall'America settentrionale, Kalmia possiede magnifiche infiorescenze rosa che si aprono in giugno, ma che sono già attraenti quando ancora devono sbocciare. Altri arbusti che non richiedono un frequente e faticoso lavoro di potatura sono Daphne mezereum, i vari Cotoneaster, Philadelphus, i rododendri e Weigela.

 

Kalmia latifolia

Achillea filipendulina 'Coronation Gold'

Erbacee perenni
Nell'ambito delle piante erbacee possiamo scegliere a piacimento, tenendo d'occhio ovviamente quelle specie che non hanno la pretesa di essere cambiate di posto ogni anno e che quindi possono tranquillamente rimanere là dove le abbiamo sistemate (anche se non indefinitamente!). Tra le bulbose, ci potremo fidare di Iris reticulata, che raggiunge un'altezza massima di 15 cm e che fiorisce in inverno o quasi. Le più belle erbacee perenni, che non ci faranno perdere troppo tempo, sono Achillea, Aster, Erigeron, Geum, Helenium, Phlox e le peonie. Tra le aromatiche, ci orienteremo verso Hyssopus officinalis e Mentha requienii.
Tutte queste piante possono crescere indisturbate almeno fino a quando non si presenti la necessità di dividerle perché si sono eccessivamente sviluppate, il che può accadere circo ogni tre anni. Se poi vogliamo alcune rampicanti, è meglio ricorrere ai generi più noti: ad esempio, fra le clematidi, quelle meno esigenti sono proprio le specie botaniche come C. alpina e C. montana. Fra i caprifogli daremo la preferenza a Lonicera japonica, che però nelle zone più fredde deve appoggiarsi ad un muro.
Se il nostro giardino è invece dotato di un laghetto o di una zona umida, anche in questo caso le scelte non sono poche, ma la pianta più spettacolare resta Iris ensata (o I. kaempferi) che oltretutto è disponibile in una moltitudine di cultivar.
Insomma, se siamo così indolenti o, al contrario, così impegnati che l'idea di mettere mano a vanga e forbici neppure ci sfiora, almeno non addossiamo la colpa a quelle piante che tutt'al più ci sottraggono tanto tempo quanto la domenicale partita.

 

Daphne mezereum

 

Erigeron speciosus

 

Clematis montana

 

Iris kaempferi