Il suo fogliame è assai decorativo, lucido e di un bel verde brillante, con singole foglie lunghe 10-12 cm e larghe 3, spesso riunite a ciuffi; la sua forma è compatta ed armoniosa, rotondeggiante e non supera di molto il metro d'altezza; la fioritura molto abbondante ed i suoi frutti, rossi e lucidi, si mantengono sulla pianta durante tutto l'inverno e sono veramente molto attraenti.
A compensare tante belle doti, vi sono alcune esigenze della pianta che ne impediscono un impiego indiscriminato. Essa teme infatti il troppo sole ed il troppo asciutto di molte nostre regioni e preferisce la mezz'ombra ed i terreni alquanto freschi. Il posto ideale è sotto l'ombreggiatura di un albero a fogliame leggero (la betulla, per esempio), oppure a piè d'un muro esposto ad est, che riceva il sole soltanto al mattino. Per ciò che riguarda il terreno, viene bene là dove riescono azalee, rododendri ed ortensie, cioè nei terreni acidi, ma si adatta anche a quelli alquanto argillosi, meglio se ricchi di humus.
Skimmia japonica fa parte della Famiglia delle Rutacee, della stessa Famiglia cioè che comprende gli agrumi. E del resto i suoi fiori hanno un buon profumo citrato che ricorda quello del fiore dell'arancio. Ci viene dal Giappone, come molte e molte altre piante che oggi sono ospiti dei nostri giardini, ma altre specie, pure di un certo interesse, ci vengono dall'Himalaya (S. laureola) e dalla Cina (S. reevesiana sin. S. fortunei). Vi sono poi alcuni ibridi assai poco noti come S. x rogersii, incrocio fra S. japonica e S. reevesiana.

Skimmia japonica: sono presenti sia i fiori maschili (in basso) che quelli femminili (in alto)

Ed eccone i frutti, che danno. colore al nostro giardino, spesso cosi triste durante l'inverno

Tuttavia la sola Skimmia coltivata nei giardini con una certa frequenza è S. japonica, e la si trova specialmente nella regione submontana dal clima fresco. Ritorniamo quindi ancora un poco a parlare di questa bella specie che noi vedremmo volentieri diffusa nei giardini di città delle regioni settentrionali, dove il sole è poco e dove un po' di colore nel periodo invernale è tanto apprezzato. Del resto è pianta rustica e sopporta bene anche temperature assai basse; soltanto la giovane vegetazione, che compare alla fine dell'inverno, può talvolta essere danneggiata alquanto da qualche gelata tardiva.

I fiori della S. japonica sono piccoli e stellati, di colore bianco soffuso di rosa, riuniti in pannocchie terminali lunghe una decina di centimetri ed erette. La pianta spesso è dioica, cioè con soli fiori maschili o soli fiori femminili; viene pertanto consigliato, a chi desidera avere piante con frutti, di piantare un esemplare maschio ogni 4-5 piante femmine. Tuttavia s'incontrano molto spesso soggetti con fiori maschili e femminili assieme; si tratta di piante poligamo-dioiche, le quali possono portare frutti anche se isolate. I fiori si aprono molto presto, già alla fine dell'inverno, e durano sino ad aprile-maggio. Prima compaiono i fiori maschili, poi quelli femminili; vi è tuttavia un periodo durante il quale gli uni e gli altri sono presenti sulla pianta, in modo che la fecondazione possa avvenire.
In giardino S. japonica può essere utilizzata isolata sul prato, oppure in diversi esemplari a formare gruppi compatti e di bella forma regolare, senza bisogno di potatura.
Come abbiamo detto, si adatta bene con le azalee, i rododendri, ma anche con altre piante acidofile come Kalmia, Pieris, felci ecc. Di solito si acquistano le piante da un vivaista e si piantano o in ottobre-novembre oppure in marzo-aprile. Ma se si volesse da pochi esemplari ottenerne di più si potrebbero impiegare i semi, posti in terra subito dopo la raccolta, in semenzaio protetto, oppure cosa più rapida – fare delle talee semi-legnose in primavera-estate sotto vetro (lettorino); in tal caso è possibile scegliere il sesso delle piante in modo da ottenere I'equilibrio necessario per avere una buona produzione di frutti.
Si tratta comunque di pianta a lenta crescita, talché le piantine, tanto ottenute dal seme quanto da talea, devono essere allevate in vivaio per 3-4 anni prima di una loro utilizzazione in giardino.