E’ il celebre giardino-arboreto Hillier, la Mecca per tutti gli appassionati di piante ornamentali in cerca di sicurezze, ma anche più semplicemente di una piacevolissima giornata all’aperto fra alberi, arbusti ed erbe note e soprattutto meno note. Sorto nei pressi del villaggio di Ampfield (vicino a Romsey, contea di Hampshire), il giardino si presenta immerso nella dolce campagna-collina inglese, un luogo che sembra fatto apposta per passarvi i fine settimana più tranquilli che sia possibile desiderare. Anche questa connotazione paesaggistica dovette influire non poco sulla scelta di Sir Harold Hillier, un vivaista deciso a dare sfogo con atmosfera e spazi adeguati alla propria passione per le piante poco conosciute.

La storia
Ultimo rampollo di una consolidata dinastia di fiorovivaisti, per la quale aveva viaggiato in ogni angolo della Terra, esperto e assiduo collezionista di essenze rare o in via d’estinzione, Sir Harold già da tempo andava battendo l’intero Regno Unito, con l’occhio rivolto in particolar modo verso i vecchi giardini spesso ignorati dalle masse, ma che erano per lui degli autentici scrigni di materiale da raccogliere e da riprodurre con amore e pazienza. Nel 1952, dopo trent’anni di lavoro nell’azienda di famiglia, rendendosi conto che la sua attività avrebbe dovuto svilupparsi in un ambiente meno ristretto, Sir Harold si affrettò ad acquistare a Romsey una proprietà di circa 32 ettari di terra e una bella villa chiamata Jermyns House, che in breve diventò il suo centro operativo.

La Jermyns House, il centro operativo del vivaio Cornus ‘Porlock’

A partire dall’anno seguente, Sir Harold passò dalla teoria alla pratica, raccogliendo attorno a sé alcuni fra i migliori giardinieri della contea e soprattutto organizzando l’arboreto, la cui formazione venne improntata a criteri agronomici e scientifici, più che architettonici. Infatti, il suo principale obiettivo non era quello di dare vita ad un nuovo giardino paesaggistico – uno dei tanti che caratterizzano le contee soprattutto dell’Inghilterra meridionale – ma piuttosto di raccogliere e riprodurre il maggior numero possibile di essenze insolite o sconosciute da consegnare intatte alle future generazioni. L’impresa, che rifletteva la mentalità collezionistica tipicamente inglese, risultò essere un’autentica sfida, non solo per Hillier, ma anche per chi in seguito ne raccolse l’eredità. Egli stesso, prima di morire (1985), per assicurare un avvenire certo alla propria “creatura”, istituì una sorta di fedecommesso, in base al quale l’arboreto e i giardini venivano donati alla Contea di Hampshire, che si impegnava non solo a continuare l’opera e a non disperdere il patrimonio vegetale accumulato, ma addirittura ad incrementarlo.

Il giardino oggi
Passati quasi vent’anni da quel 1977, è oggi possibile tracciare un primo bilancio “storico” largamente positivo, dal momento che la Contea ha mantenuto tutte le promesse, aprendo il giardino al pubblico fin dal maggio 1978 e dando poi vita a interessanti iniziative culturali, tra le quali sembra particolarmente meritoria l’accettazione di studenti stranieri desiderosi di imparare l’arte del giardinaggio presso l’arboreto stesso.

All’ingresso si nota la ricca bordura formata da Spiraea ‘Goldflame’ L’ingresso al vivaio

L’area del grande complesso si è gradualmente ampliata, essendo passata agli attuali 70 ettari, mentre il numero totale delle piante comprende circa 40.000 alberi, arbusti ed erbacee, con una sorprendente quantità di specie e cultivar rappresentate: circa 11.000. Lo spessore scientifico raggiunto dall’arboreto Hillier viene ulteriormente rafforzato dalla presenza di ben 9 collezioni nazionali, riconosciute da un apposito organismo (NCCPG), sorto appunto per favorire la conservazione e la salvaguardia dei principali generi di essenze ornamentali. La più importante riguarda le querce (139 specie e 70 cultivar), ma non da meno risultano quelle relative ai generi Cotoneaster (165 specie e 53 cultivar), Cornus (47 e 40) e Pinus (97 e 95).

Il border del centenario La vista sull’arboreto

Per un comune visitatore, mediamente interessato alla scoperta di una collezione tanto importante ma faticosa da passare in rassegna, sarà sufficiente passeggiare tranquillamente fra i “border” o le aiuole e, tutt’al più, dare un’occhiata agli splendidi panorami offerti dalle distese di aceri e querce, particolarmente attraenti nella stagione autunnaie. Ma l’appassionato di piante intenzionato a vedere “tutto” dovrà armarsi di pazienza e di scarpe buone, poiché lo aspettano diversi chilometri di marcia in mezzo a fantastiche masse di fiori, di foglie e di tronchi, tutte peraltro ben cartellinate.

Il percorso
Partendo da Jermyns House, in direzione est, si allunga a forma di arco il ‘Whitegate Border’, un curioso insieme di alberi ornamentali (come alcune specie di Betula e Malus), di arbusti colorati (Euonymus) e di perenni da fiore (Hemerocallis) e da foglia (Miscanthus). Più a ovest, invece, si stende il comparto denominato “Ten Acres”, una delle aree storiche del giardino, perché formata già negli anni Cinquanta. Una delle principali caratteristiche di questa zona consiste nella presenza di piante da ammirare in autunno-inverno: infatti, qui troviamo una bella collezione di Hamamelis e di altre rappresentanti della famiglia delle Hamamelidaceae, come Corylopsis, Parrotia, Fothergilla, insieme ad arbusti ornamentali da frutto della famiglia delle Rosaceae, come Crataegus e Malus. Veramente spettacolare, soprattutto nel pieno della stagione estiva, è il grande border, duplice e lungo circa 230 metri, chiamato “Centenary Border” perché costituito nel 1964 per commemorare il centesimo anniversario della fondazione del Vivaio Hillier. La sua impostazione è stata accurata e ben progettata per porre in risalto ogni piano della composizione.

Dierama pulcherrimum Osteospermum ecklonis ‘Prostratum’ Astilbe japonica ‘Deutschland’

Lo sfondo, infatti, è stato formato con sempreverdi dal fogliame verde scuro ma elegante, come ginepri, tassi, agrifogli e Osmanthus. In secondo piano sono stati messi a dimora bellissimi arbusti da fiore, spesso con imponenti masse di infiorescenze (Hebe, Fuchsia, Ceanothus) o con fogliame di particolare effetto (Potentilla). Il primo piano, invece, è interamente occupato da erbacee perenni di ogni specie, da Dierama a Helichrysum e da Eremurus a Thalictrum: tutti generi abbastanza insoliti e comunque di grande impatto decorativo. Un’altra area non va assolutamente sottovalutata, specialmente da noi visitatori italiani, che per tradizione siamo spesso portati a ritenere che il connubio piante-acqua si esaurisca con l’acquisto di alcune ninfee da mettere nella vasca del giardino. In questo senso, una visita non superficiale al “Pond”, o stagno, e al vicino “Bog Garden”, o giardino di zona umida, non potrà che farci bene, fornendoci più di uno spunto originale da imitare o da copiare. Vedremo qui confermata la disposizione ad anelli” o a fasce che già troviamo in natura al bordo degli specchi d’acqua dolce o anche nelle paludi.

Lo stagno Primula florindae

A parte i coloratissimi alberi (Taxodium distichum) e arbusti (Cornus), resteremo impressionati dalla presenza di masse di erbacee da ripa, come le primule asiatiche, le salcerelle (Lythrum) e soprattutto le Astilbe e le Hosta. Un elenco di specie sarebbe troppo noioso, ma non possiamo non ricordare anche le numerose Iris, Ligularia ed Hemerocallis, accanto alle gigantesche Cunnera e Cortaderia. Naturalmente Hillier offre molto di più: uno “Heather Garden” che sembra fatto apposta per dimostrare che con le Ericacee è possibile dare vita ad un giardino che sia in fiore per tutto l’anno, con la concreta possibilità di ricorrere all’inesauribile varietà di colori e di forme offerte dai generi Erica, Calluna e Daboecia; uno “Spring Waìk”, che in primavera è una fantastica profusione di fiori di camelie, rododendri, Pieris e magnolie; una “Acer Valley” che in autunno è tutta un gioco di giallo, rosso, bronzo, marrone sui rami di aceri provenienti da tutto il mondo. Se poi siamo stati affascinati da questo unico giardino-arboreto, perché non fare una capatina anche allo storico vivaio Hillier (nei pressi di Liss, Hampshire), dove annualmente vengono prodotti più di 120 mila alberi delle specie più disparate?