Rudbeckia fulgida var. sullivantii ‘Goldsturm’, fam. Compositae. Si espande rapidamente perché sviluppa numerosi corti stoloni. Ha una fioritura ricca e prolungata.

Molti hanno già avuto occasione di parlare di piante erbacee perenni, in contesti più o meno scientifici o commerciali. C’è però ancora parecchia confusione, ed è facile sentir parlare indifferentemente di erbacee perenni e piante tappezzanti. Oppure viene fatta distinzione tra erbacee perenni, arbusti e tappezzanti, come se le piante tappezzanti costituissero una categoria botanica a sé. Invece la definizione piante tappezzanti deriva dal ruolo cui esse vengono prevalentemente destinate nelle nostre poco naturali città, che è quello di ricoprire fittamente il terreno in modo che la polvere non intasi la porosità del terreno, o che l’umidità che le piante producono sottochioma non venga spazzata via dall’aria inquinata; ma anche affinché le malerbe non ricevano luce sufficiente per svilupparsi, e infine tutto ciò faccia sì che l’effetto estetico sia quello, appunto, di un bel tappeto verde in città.

Dal punto di vista botanico tutte le piante tappezzanti si possono quindi ascrivere a una delle seguenti categorie: arbusti (latifoglie e conifere, sempreverdi e caducifoglie), erbacee perenni, piante sarmentose (rampicanti o striscianti). Il Servizio Giardini di Bolzano, sempre in stretto contatto con la Cattedra di Paesaggistica, Parchi e Giardini delI’Università di Bologna, ha impostato una prova per studiare il comportamento di arbusti ed erbacee perenni in ambiente urbano, con particolare attenzione alle specie tappezzanti.
Qui verrà trattato in particolare il capitolo delle erbacee perenni, tappezzanti e non, per far capire cosa sono, quali e come sono utilizzabili per il verde ornamentale nelle nostre città, quali in particolare hanno un utilizzo come tappezzanti.
Tutto questo anche e soprattutto per far conoscere questo gruppo di piante ricchissimo di specie e varietà colorate e generose, delicate ma tenaci, prostrate, rampicanti o a portamento eretto, che hanno tutti i diritti di entrare nei nostri giardini, terrazzi e davanzali alla pari di laurocerasi, coniferette, Cotoneaster e gerani, bellissime quanto ormai sfruttate specie dei giardini nostrani di oggi.

Situazioni e ambiente
L’impianto e la coltivazione di specie erbacee perenni non sono cosi semplici come tante volte si sente dire, ma nemmeno complicati: l’importante è impostarli con criterio fin dal principio.
Le erbacee perenni vanno infatti scelte, più ancora degli arbusti e di tutte le altre piante in generale, in base alla situazione e all’ambiente in cui dovranno essere piantate e coltivate, tenendo quindi presente l’esposizione (nord – sud – est – ovest), la posizione (sole – mezz’ombra – ombra), il terreno (acido, neutro, calcareo, fertile, povero, asciutto, ecc.), la direzione dei venti dominanti, la disponibilità d’acqua e la possibilità di irrigare, la vicinanza di strade o di quartieri particolarmente inquinati, il passaggio o la presenza di animali più o meno selvatici in campagna ma anche sulle terrazze di città (gatti, cani, piccioni, merli ed altri uccellini, animali da cortile, ecc.).

Anemone hupehensi
Anemone hupehensis (anemone), fam. Ranunculaceae. È’ una perenne ramificata, rustica, che fiorisce dalla tarda estate fino all’autunno inoltrato. Adatta per terreni freschi in piena luce o mezz’ombra
Alyssum saxatile (Sin. Aurinia saxatilis) (alisso), fam. Cruciferae. Pianta rustica, richiede un posto al sole e terreno ben drenato.

 

 

 

 

 

 

 

 


Possibili associazioni

Non solo: occorre tener conto di tutte le possibili associazioni di erbacee perenni tra loro, oppure delle perenni con gli arbusti, le annuali, le bulbose. Ciò prevalentemente per scopi ornamentali, ma anche perché si vengono a creare dei microambienti, dei rapporti di interdipendenza positivi per alcune delle specie coinvolte; o, viceversa, negativi, al punto che una delle specie alla fine soccombe. Ad esempio, è difficile trovare una perenne che riesca a vivere accanto a Macleaya cordata, perché è molto alta e densa di fogliame, e toglie la luce ai suoi vicini. Inoltre si allarga molto sottoterra, producendo rapidamente lunghi rizomi molto ramificati, che oltre a competere con le piante vicine per il nutrimento, secernono, se disturbate, un liquido venefico rosa-arancione.
Tale liquido può provocare allergie cutanee anche all’uomo, ma solo a soggetti sensibili.
Proprio queste analisi preliminari, che spesso non vengono considerate importanti, permettono di impostare un’aiuola o un impianto di erbacee perenni senza il pericolo che, dopo un po’, le specie forti inibiscano quelle più deboli; oppure, viceversa, consentono di evitare che si formino dei buchi nella copertura perché la specie scelta è poco vigorosa. È un errore assolutamente da non fare se si vogliono ottenere rapidamente dei tappeti fitti come un tappeto erboso.

L’esempio del lamio
Un buon esempio di quanto detto finora ce lo offre il lamio, Lamium galeobdolon, che se piantato a mezz’ombra su terreno fertile (e calcareo) va ancora bene; la bella colorazione delle foglie, tuttavia, caratteristica principale di questa pianta, e il rigoglio vegetativo si ottengono in estate solo in piena ombra. Questo particolare è senz’altro da ricordare, perché il numero di tappezzanti che prosperano nell’ombra più cupa è veramente ridotto.
Inoltre il lamio è talmente vigoroso che mal sopporta la vicinanza di altre piante. È quindi adatto per coprire grandi superfici sotto gruppi di alberi o grandi arbusti, purché il terreno sia ben drenato soprattutto d’inverno.
Un’altra pianta che si espande rapidamente, e quindi non si combina facilmente con altre specie simili, è la Duchesnea indica (sin. Fragaria indica), una perenne che ricorda molto la fragola. Produce stoloni da cui si formano nuove piantine, e ricopre cosi, velocemente, superfici anche estese. Fiorisce con facilità in qualsiasi terreno ben drenato, al sole o in ombra parziale. In estate compaiono i frutti, rossi e simili a fragole, insapori. È sorprendente come, durante una stagione, la Duchesnea riesca a produrre stoloni lunghi anche due metri, ma dopo tre o quattro anni le piante tendano ad invecchiare. Bisogna allora sostituirle (o lasciarle auto-integrare) con le plantule prodotte all’estremità degli stoloni, o seminare in autunno nei buchi. Le piante sopportano brevi periodi di siccità. Il tappeto di Duchesnea è relativamente resistente al calpestio, ed è adatto per rivestire velocemente superfici anche in pendenza.
La Duchesnea è una pianta originaria del Nepal, quindi non proprio autoctona, ma diverse sono per fortuna le piante delle nostre regioni che si adattano a tappezzare grandi superfici. Anzi, alcune di loro sono talmente vigorose e rustiche, che si corre il rischio che diventino infestanti, come ad esempio alcune specie di Veronica, l’Ajuga reptans, il Cerastium spp e il Ceratostigma plumbaginoides.

LE SPECIE PIÙ IMPORTANTI
Andiamo ora a considerare le specie più importanti che si trovano in coltura in Europa. Alcune di esse vengono coltivate già da tempo, perciò è possibile trovarle in varietà o cuitivar particolari.

Arabis caucasica (pelosella, arabetta), fam. Cruciferae. Perenne sempreverde e tappezzante, resistente al freddo, necessita di sole. Cresce bene sul pendii Ceratostigma plumbaginoides (Sin. Plumbago larpentae) (piombaggine), fam. Plumbaginaceae. E’ del suo genere la specie più resistente al freddo; teme comunque temperature al di sotto dei 10°C
Dicentra spectabilis (cuore di mamma, cuor di Maria, lacrime di Venezia), fam. Papaveraceae. Cresce bene anche in leggera ombra Euphorbia polychroma, fam. Euphorbiacea, e in primo piano, Agastache mexicana (cedronella), fam. Labiatae. La cedronella è una perenne eretta a foglia aromatica che fiorisce in estate nei toni del rosa e del cremisi

Ajuga

Prendiamo per cominciare la già nominata Ajuga reptans, appartenente alla famiglia delle Labiateae. Le piante diventano alte solo 10-15 cm, in compenso formano moltissimi stoIoni appoggiati in superficie, che radicano con facilità.
La fioritura è violetta, da aprile a giugno, ma la colorazione principale è data dalle foglie verdi molto scure, quasi nere, con venature porpora qua e là. Esistono varietà con foglie viola scuro e con fiori rosa o addirittura bianchi.

Alchemilla
L’erba stella, Alchemilla mollis è una delle tante specie imparentate con la alchemilla comune (Alchemilla vulgaris) che cresce spontanea in molte regioni d’Europa.
Tutte le specie sono tipiche di terreni fertili e freschi, amano le posizioni di mezz’ombra, ma le foglie leggermente pelose coperte di rugiada mattutina possono brillare (e da qui il nome “erba stella”) anche sotto il pieno sole. Inoltre dopo la notte le piante secernono delle caratteristiche goccioline d’acqua al margine esterno delle foglie, come delle perline. Alchemilla mollis ha foglie quasi tonde, più grandi della specie spontanea, ed è più rigogliosa. Le infiorescenze giallo-verdi persistono sulla pianta anche sfiorita fino a settembre.

Astilbe
Tra le astilbe troviamo una lunga serie di belle piante ornamentali, tutte erbacee perenni. Le varietà più alte, piantate prevalentemente per la bella fioritura, sono ibridi delle specie Astilbe x arendsii, A. japonica e A. thunbergii. Solo A. chinensis, con le sue numerose varietà, è tappezzante. Originaria della Cina del Nord e della Corea, questa specie raggiunge col fiore i 60 cm di altezza e produce un rizoma strisciante, ricoperto da una peluria scura.
Oltre alle normali varietà, ne esiste una nana, A. chinensis “Pumila” che diventa alta al massimo 30 cm. Sebbene tutte le astilbe preferiscano l’ombra e il terreno fresco, A. chinensis sopporta anche il pieno sole ed i terreni asciutti. Tutte queste caratteristiche, unite alla ricca e prolungata fioritura, rendono l’astilbe una tappezzante eccellente, anche perchè il forte sviluppo del sistema radicale quasi non permette alle malerbe di spuntare. Purtroppo è ancora poco conosciuta.

Aubrieta hybrida, famiglia Cruciferae. E’ una perenne sempreverde a portamento ricadente. Dopo qualche anno inizia a propagarsi mediante rizomi molto sottili

Aubrieta

Aubrieta, spesso erroneamente chiamata Aubretia, appartiene alla famiglia delle Crucifere. Tutte le specie, e le relative varietà, formano fitti cuscini, e sono quindi adatte a crescere sui muretti, nelle fessure di zone lastricate o in giardini rocciosi (tabella 2). Amano il sole ed i substrati calcarei, e fioriscono tra marzo e maggio. E’ spesso facile confonderle con l’arabetta, Arabis caucasica, perché hanno portamento molto simile, tuttavia l’Aubrieta ha fiori dal rosa al rosso porpora al violetto, ma mai bianchi. La specie A. deltoides ha dato origine ad un gran numero di ibridi.

Bergenia
Nella scelta delle piante tappezzanti è a volte indispensabile trovarne di sempreverdi, per quanto tutti sappiamo che la polvere e lo smog delle nostre città vengono sopportati molto meglio da piante che in inverno perdono con le foglie vecchie molte delle sostanze venefiche assorbite sia dalle radici che dalle foglie stesse. Bergenia è un buon esempio: originaria del continente asiatico, ha un grosso rizoma e foglie cuoiose e spesse, che di solito rimangono verdi anche d’inverno; ma l’aspetto invernale di un tappeto di Bergenia è proprio brutto, perché dapprima il margine delle foglie diventa rosso (colorazione autunnale) ma poi si secca, e piano piano anche tutta la lamina diventa scura. Comunque la fioritura precoce (marzo – maggio) nei colori dal bianco al rosa ripaga ampiamente di tutti i mesi di seccume. Le specie di Bergenia hanno caratteristiche molto variabili, tant’è vero che è spesso difficile riconoscerle e denominarle con esattezza. Inoltre il mercato offre un gran numero di ibridi, tutti per terreni freschi e leggermente calcarei e posizioni di mezz’ombra o pieno sole.

Phlox subulata, famiglia Polemoniaceae. Perenne sempreverde adatta a giardini rocciosi esposti al sole

Campanula

Tra le campanule (gen. Campanula, circa 300 specie) troviamo annuali, biennali e perenni, tutte con fiori più o meno a forma di campanella. La maggior parte di esse sono piante dei prati o dei pascoli, ma il loro areale di diffusione è molto esteso: dal Mediterraneo ai Balcani e al Caucaso. I fiori sono di solito blu o bianchi, ma esistono anche specie a fiore giallo. Per comodità si può fare una distinzione tra specie alte e specie basse a cuscino. Le prime, come C. glomerata “Acaulis”, C. lactiflora e C persicifolia sono più adatte per combinazioni in aiuole e bordure miste, o per fiore reciso (vedi tab. 3). Invece le specie basse sono ideali sui muretti o nei giardini rocciosi, un po’ meno come tappezzanti propriamente dette. Le più importanti sono C portenschlagiana (= C muralis), C. carpatica, C. cochleariifolia (= C. pusilla) e C. collina. La fioritura più ricca è quella di C carpatica alta al massimo 15-20 cm , dalle foglie lungamente picciolate, ovali cordiformi, e dai fiori grandi a campanella aperta, blu o bianchi. Da questa specie è stata selezionata una lunga serie di varietà, tutte in fiore da luglio ad agosto.

Centaurea
Il fiordaliso di montagna (Centaurea montana) produce rizomi molto vigorosi diventando a volte invadente. E’ quindi una pianta adatta per sistemazioni naturali, quasi selvagge, come per esempio su scarpate e pendii al sole, visto che sopporta molto bene i terreni asciutti. Le infiorescenze a capolino, rosa al centro e con fiori liguiati di un bel blu intenso tutt’attorno, sono comunque ottimi fiori da taglio.

Cerastium
Ma torniamo a parlare di tappezzanti vere e proprie con la “neve d’estate” o “erba lattaria”: sono due dei tanti nomi comuni con i quali è conosciuto il cerastio (Cerastium tomentosum), specie erbacea perenne dai fiori a stella e dalle foglie grigio-bianche molto pelose, indice di basse esigenze idriche.E’ infatti molto rustica, e produce rigogliosi tappeti o cuscini anche su terreni asciutti e poveri. Tutte le specie di cerastio hanno fiore bianco: anche C. biebersteinii, che però ha foglie un po’ più grandi ed è molto più vigorosa, tanto che riveste in breve tempo grandi superfici. I tappeti di C. tomentosum, tuttavia, sono più fitti e la fioritura è più prolungata.

Convallaria e Corydalis
Il mughetto, Convallaria majalis, è un fiore primaverile molto noto per il profumo. La pianta è perenne, rizomatosa, rustica, e cresce in qualsiasi tipo di terreno. E’ una vera e propria pianta del sottobosco, dove cresce spontanea anche nell’ombra più cupa. Si diffonde grazie alla formazione di rizomi sotterranei, ed è quindi una buona tappezzante, anche se non assolutamente paragonabile alla già citata alchemilla o alla colombina gialla. Quest’ultima (nome latino Corydalis lutea) è tipica delle zone alpine meridionali. E un’ottima tappezzante dal fogliame verde scuro, quasi blu, con radice fibrosa.
Ama i terreni calcarei ed il caldo, quindi il pieno sole o la mezz’ombra. Esistono altre specie di Corydalis, come C. cava e C. solida a fiore rosso, ma preferiscono stare all’ombra ed amano i terreni freschi.

Coreopsis
Una buona tappezzante non molto conosciuta come tale è anche Coreopsis verticillata, perenne a cespuglio con foglie composte e foglioline quasi aghiformi, verde scuro, e con moltissimi fiorellini a stella dorati durante tutta l’estate.
Adatta a tutti i tipi di terreno, purchè in pieno sole e con una certa disponibilità d’acqua, diventa però alta anche 60-70 cm e alletta facilmente sulle grandi superfici aperte, perdendo la compattezza della massa verde e lasciando quindi spazio e luce per la crescita delle malerbe. E’ quindi meglio impiegarla a macchia in aiuole o bordure miste, lungo steccati e muretti, o sulle rive di un laghetto da giardino.

Antennaria
Ancora della famiglia delle Composite, ma di dimensioni completamente diverse, Antennaria dioica e Cotula squalida formano tappeti molto fitti di foglie piccoline. La prima, detta comunemente “bambagia selvatica”, è una perenne molto bassa (alt. 5-15 cm), a sessi distinti come dice il nome, con stoloni, steli fiorali coperti da una peluria bianca e foglie raccolte in piccole rosette. E’ adatta a terreni asciutti e sabbiosi, e posizioni di pieno sole. La specie ha la pagina inferiore delle foglie generalmente grigia, e fiori rosa chiaro (quelli maschili) e rosa scuro – rossi (quelli femminili). Invece la varietà A. d. “Tomentosa”, che ha fiori ermafroditi, le foglie sono ricoperte da entrambe le parti da un feltro biancastro ed i fiori sono bianchi. E’ una perenne propriamente detta, in quanto dove trova le condizioni suddette vive e prospera veramente a lungo.
Infatti una caratteristica negativa delle erbacee perenni, della quale molti non sanno, è che non è cosi vero che sono perenni La maggior parte di esse esaurisce il proprio ciclo vitale nel giro di 4-5 anni, poi affida la propria sopravvivenza ad organi di riproduzione quali semi, stoloni, rizomi, bulbi, tuberi, ecc. Se le condizioni idro – pedo – climatiche sono buone, allora il nostro gruppo di perenni non subirà variazioni, in quanto i vecchi cespi verranno sostituiti con le nuove piantine, e al profano sembrerà che nulla sia successo. Se invece i semi non hanno potuto germinare, le piantine all’estremità degli stoloni non hanno attecchito prima dell’inverno, i bulbi hanno trovato il terreno troppo asciutto, e cosi via, la nostra perenne scomparirà. In poche parole, l’essere perenne non è della singola pianta, ma della specie, che autopropagandosi in vario modo si mantiene in vita nello stesso luogo o poco più in là per moltissimi anni.

Un’aiuola di erbacee perenni nel primo anno dall’impianto: gli spazi vuoti tra le piantine vanno tenuti puliti con interventi di diserbo manuale

Cotula

Per tornare a parlare di piante in specifico, il genere Cotula comprende circa 70 specie tra annuali, biennali e perenni, ma solo due si trovano in coltura nei nostri vivai: Cotula dioica e Cotula squalida.
La prima è più adatta a climi salmastri e prati umidi o comunque zone acquitrinose, ma la specie più nota è C. squalida, diffusa dalle coste fino a 1300 m s.l.m., per prati e terreni freschi di montagna, sulle rive dei fiumi, al margine di giardini rocciosi anche su terreni poveri. Forma in breve tempo tappeti molto fitti di foglie piccole, dal margine seghettato, colore verde bruno. Fiori ermafroditi, verdognoli, su steli alti 5-15 cm, in luglioagosto.
Adatta anche come tappezzante nelle fessure di vialetti lastricati con pietra, è molto usata come verde permanente per aiuolette di bulbose da fiore o sulle tombe.

Salvia nemorosa (blu), Chrysanthemum leucanthemum (margherite bianche, sullo sfondo), una nuvola di Limonium latifolium (rosa) e Dianthus plumarius (garofanini bianchi, in centro) colorano questa aiuola di perenni nel mese di giugno (Bundesgartenschau Bonn, 1979)

Dianthus

Tra i garofanini (Dianthus, fam. Caryophyllaceae) molte. sono le specie dal portamento prostrato, ideali per giardini rocciosi e sui muriccioli a secco al confine del giardino, come ad esempio Dianthus alpinus, rosa porporino, per terreni calcarei, fioritura da giugno ad agosto. Più noto è D. deltoides,) dal cespo abbastanza basso ed esteso, coperto di fiorellini dal bianco al rosa al rosso scuro che vanno potati dopo la fioritura per rifiorire nella stessa stagione. Ama comunque, a differenza di quasi tutte le specie di Dianthus, i terreni poveri di calcare ma un po’ sassosi. Esistono tipi orlati, nei quali il colore centrale si allarga a cerchio attorno ad ogni petalo, come ad es. D. d. “Splendens”, fiore rosa carminio, alto 10-15 cm. D. plumarius, invece, forma cuscinetti fitti ma più sollevati e di colore verde glauco o griglio-blu. I fiori sono solitari in piccolo numero per stelo, irregolarmente laciniati fino a metà dei petali, alti anche 20-30 cm. Se ne trovano facilmente in coltura, nelle diverse varietà: a fiore semplice o doppio, con petali più o meno profondamente incisi, nei toni dal bianco al rosa al rosso, tutti molto profumati.
Ama i terreni un po’ sassosi, come D. deltoides, ma preferisce quelli ricchi di calcare, subalcalini.

Echinops
Altra perenne un po’ alta (tab. 3), appariscente ed abbastanza efficace come tappezzante, è il “cardo pallottola”, (Echinops ritro) le cui infiorescenze sferiche azzurro-viola appaiono nella tarda estate e vengono volentieri essiccate dagli amatori delle composizioni di fiori secchi. Le foglie sono motto frastagliate, spinose, verde scuro sopra e quasi grigie nella pagina inferiore. Si propaga con facilità per seme, ed è leggermente infestante perché i semi volano, ma inibisce lo sviluppo delle malerbe in quanto raggiunge dimensioni notevoli (alt. 1 m, largh. 50-75 cm) pur rimanendo nell’insieme una pianta compatta di fusti e fogliame, quindi ombreggia il terreno in maniera pressoché totale.

Sedum acre (giallo) e Sedum spurium (rosa) (erba pignola, gallinella), fam. Crassulaceae. Ottime tappezzanti anche su sottili strati di terreno

Gypsophila

Anche il comune velo di sposa, o fiore della nebbia (Gypsophila paniculata) viene utilizzato per composizioni di fiori secchi in autunno-inverno. E’ una perenne con foglie piccole verde scuro o verde-grigio e fusti molto ramificati e rigidi sui quali in estate si forma una nuvola di piccoli fiori bianchi, semplici nella specie propriamente detta ma doppi nella varietà più diffusa in commercio, la ‘Bristol Fairy’.
La pianta desidera terreni sassosi e ricchi di calcare, in pieno sole. e raggiunge il metro di altezza. E’ un’ottima tappezzante nel senso che non lascia spazio alle malerbe, e l’effetto “fiorito” persiste a lungo, anche con fusti e fiori secchi. Per i giardini rocciosi vale invece la pena di prendere in considerazione Gypsophila repens, nome comune “nebbia strisciante”, erbacea perenne semi – sempreverde, prostrata, con rizomi sottili molto ramificati, che è veramente poco esigente sia per il tipo di terreno, sia per la disponibilità idrica.
Uno dei problemi maggiori delle erbacee perenni a cuscino, o tappezzanti basse, come appunto Gypsophila repens, Antennaria, Cotula, Lysimachia nummularia, Duchesnea, ecc. è che spesso diventano un ottimo substrato per semi di tutti i tipi, soprattutto di annuali.
Infatti il velo di umidità conservata tra le foglioline, la protezione dall’insolazione diretta, e la mitigazione degli eccessi termici creano un microclima adatto alla germinazione. Così si trovano ben presto infestate di malerbe se non si provvede con regolari interventi di diserbo manuale.

Geranium, fam. Geraniaceae. Perenne compatta tappezzante, ideale per soffocare le erbacee

Geranium

Le specie appartenenti al genere Geranium (più di 300, in verità) non hanno molto a che vedere col geranio dei davanzali e dei balconi tirolesi, che è un Pelargonium, anche se entrambi appartengono alla grande famiglia delle Geraniacee. Comunque solo alcune delle 300 specie di Geranium, tutte delle regioni temperate, hanno uno sviluppo rapido e rigoglioso e possono essere piantate con successo per tappezzare grandi superfici. In particolare la “sanguinaria” (G. sanguineum) e il geranio crestato (G. macrorrhizum).
Il primo, dai fiori rosa porpora intenso, fiorisce ripetutamente fino a settembre formando con le foglie verdi scure un cuscino alto fino a 30 cm e largo anche 50 cm. G. macrorrhizum ha fiori rosa più chiaro e foglie leggermente pelose, profondamente lobate. Come la sanguinaria preferisce il pieno sole o la mezz’ombra, ma resiste maggiormente al freddo. Si adattano a qualsiasi tipo di terreno, purché ben drenato. Il geranio di cui si è appena parlato, come pure molte altre erbacee perenni amanti delle sistemazioni in mezz’ombra, sopportano, chi più chi meno, anche l’ombra totale. Richiedono però molto più tempo per raggiungere le dimensioni definitive, e comunque fanno molta fatica a fiorire. Quindi, se si vogliono tappezzare con queste piante superfici in ombra, ad esempio perché esse sono adatte al clima ed al terreno dei luogo, occorrerà restringere notevolmente i sesti d’impianto. Ciò innanzitutto affinché le malerbe ed il muschio non soffochino le nostre piante, ma anche per ottenere un effetto estetico definitivo migliore e più rapidamente.

Heuchera
Una tappezzante un po’ particolare è Heuchera sanguinea (nome comune “campane di corallo”) perché si sviluppa molto lentamente ed il suo cuscino di foglie non ha mai un bell’aspetto. Inoltre non sopporta i terreni asciutti, tanto meno in inverno. Tuttavia è molto nota grazie alla sua lunghissima fioritura, dai primi di giugno alla fine di settembre (a volte anche oltre), soprattutto come verde cimiteriale. I fiori si conservano a lungo anche essiccati.

Hieracium
Lo “sparviero aureo” (Hieracium aurantiacum) si è rivelato una tappezzante d’eccezione, in grado di ricoprire rapidamente con le sue rosette di foglie verdi e pelose grandi superfici. Infatti produce stoloni sia superficiali che sotterranei. Conosciuta come pianta infestante, rustica, prospera al sole in terreni ben drenati, sabbiosi e debolmente acidi – ad esempio sabbia silicea. I capolini rosso-arancio, riuniti in gruppi di 3-9 al termine di fusti alti anche 35 cm, compaiono ripetutamente da maggio a settembre. Si moltiplica facilmente anche per seme, oltre che per divisione. Resiste nelle Alpi fino a 1500-2000 m di altitudine.

Hosta
Tutte le specie di Hosta sono perenni cespitose, coltivate soprattutto per il fogliame ornamentale, molto vigorose, ma non sono vere e proprie tappezzanti. Una loro caratteristica degna di nota è comunque la formazione di una zolla molto compatta con molte radici – perciò le piante si possono trapiantare anche nella tarda primavera. Poi, al di sopra della zolla, si forma in breve tempo una fitta rosetta di foglie che impedisce alle malerbe di spuntare. Sopportano bene posizioni di pieno sole, mezz’ombra e ombra totale (anche se all’ombra non riescono a fiorire). Tutte queste qualità permettono di impiegare le funkie (questo il nome comune) come tappezzanti, comunque mai per grandi superfici. Esse hanno infatti un grande nemico nelle lumache, che pasteggiano lautamente con i giovani e teneri germogli in primavera, rovinando le piante a volte in maniera irrecuperabile per l’intera stagione. In ogni caso le specie di Hosta (circa 40) amano terreni non troppo asciutti, tendenzialmente acidi o subacidi.
Quasi tutte le specie che vengono coltivate hanno una varietà in cui le foglie sono marginate di bianco o di giallo, e sono queste le più richieste ad esempio H. fortunei ‘Aureomarginata e H. undulata ‘Albo marginata. Tuttavia anche le specie a foglia verde sono molto belle, perché le foglie sono in gradazione di verde che vanno dal grigio-blu scuro al verde glauco e al verde chiaro. I fiori, infine, possono essere bianchi, viola chiaro, azzurro o viola scuro.

Lysimachia
Lysimachia nummularia, erba quattrina o quattrinella, della famiglia delle Primulacee. E’ una perenne prostrata, con fusti radicati striscianti, con coppie di piccole foglie verde chiaro, quasi giallo-verdi, rotonde, che sembrano monetine. Come tutte le specie dei genere Lvsimachia si espande velocemente su terreni umidi, cosicché è adatta a tappezzzare grandi superfici (tabella 1).
I fiori sono isolati, a coppetta, larghi fino a 2 cm, giallo oro. Come tutte le erbacee dal fiore giallo oro, preferisce posizioni al sole o in leggera ombra. Una particolarità botanica è che le piante sono assolutamente prive di peli.
Esiste anche una specie a portamento eretto, L. punctata, con foglie verdi coperte da un tomento grigio; alta fino a 30-60 cm con infiorescenze gialle a spiga prospera nelle zone umide, anche paludose, dove il suo rizoma carnoso conquista in. breve tempo nuovi spazi. E’ adatta quindi per le rive di un laghetto, lungo un ruscello o accanto ad una fontana da giardino.

Mazus
Altra perenne tappezzante per zone umide, da consigliare però solo agli amatori o per raccolte botaniche, è Mazus, famiglia delle Scrophulariaee. E una pianta molto carina, piccola (altezza 5-10 cm), purtroppo non molto resistente alle basse temperature invernali, che ricopre a tappeto i substrati acidi o subacidi. freschi e privi di calcare in posizioni riparate di pieno sole o mezz’ombra.I fiori sono tubulosli e isolati, rosa – violacei o viola, con labbri bianchi prominenti, punteggiati di rosso e giallo in primavera: proprio dei bei fiori. Va protetta in inverno con residui vegetali (come aghi di abete rosso), e riseminata in primavera dove il freddo l’ha indebolita o eliminata.

Iberis e Nepeta
Alcune erbacee perenni possono essere usate al margine di aiuole a mò di siepette, per “contenere” lo sviluppo delle sorelle annuali o di altre perenni. Vanno quindi mantenute fitte con regolari interventi di potatura.
E’ il caso di Iberis sempervirens, una erbacea perenne semi-arbustiva, o di Nepeta, o erba gatta, rustica e a fioritura estiva, che vuole terreni umidi ma ben drenati, anche sabbiosi.
N. x faassenii è l’ibrido che si trova oggi in commercio, più vigoroso della specie spontanea (N. mussinii). Raggiunge i 30 cm di altezza e si allarga fino a 45 cm; produce profumati fiori color lavanda per tutta l’estate, ma per far ciò deve essere drasticamente raccorciata in primavera. Nella tradizione inglese questa perenne viene utilizzata come bordura per le rose, in sostituzione della lavanda dove quest’ultima non trovi le condizioni adatte per prosperare.

Phlox
Una erbacea perenne a cuscino poco conosciuta ma molto appariscente è Phlox subulata, sempreverde molto rustica; le foglie verdi aghiformi sembrano una zolla di prato che produce all’inizio dell’estate masse di fiori a stella bianchi, rosa, fuchsia, malva o violetti.
Va recisa dopo la fioritura per evitare che perda la forma a cuscino, e così facendo talvolta torna a fiorire prima dell’autunno, ma non più abbondantemente. E’ adatta a giardini rocciosi esposti al sole, su substrati asciutti o pietraie, o su pendii.

Dryas octopetala (camedrio alpino), fam. Rosaceae. Perenne prostrata sempreverde, copre in breve tempo grandi superfici. Molto resistente al freddo Physostegia virginiana (pianta obbediente), fam. Labiatae. E’ un’erbacea perenne di media altezza che forma rizomi striscianti, adatta a condizioni svariate, purché non troppo calde e asciutte. Copre rapidamente superfici anche estese, se riparata dal venti estivi

Physostegia

Tra le mie preferite, purtroppo ancora poco nota ai più, è la pianta obbediente Physostegia virginiana, rustica perenne eretta (altezza dai 60 ai 90 cm, a seconda delle varietà). Richiede sole e terreno fertile, con disponibilità d’acqua in estate. Allora produce da giugno all’autunno spighe di fiori a due labbra, bianchi, rosa o fuchsia, con piccoli steli dotati come di cardini, che permettono ai fiori di rimanere nella posizione in cui vengono mossi (ecco l’origine del nome comune).
I fusti che portano le spighe crescono molto fitti, tanto che inibiscono lo sviluppo di malerbe. Non bisogna però piantare aiuole troppo grandi di Physostegia, altrimenti i fusti alletteranno al primo giorno di vento o temporale.

Petrorhagia
Un’altra bella tappezzante per superfici non troppo estese è Petrorhagia saxifraga (sin. Tunica saxifraga), perenne a macchia con ciuffi di foglie simili a fili d’erba e una profusione di fiorellini rosa pallido con venature rosa scuro in estate. Prospera nei suoli poveri, sabbiosi e ben drenati, al sole e non ha bisogno di tagli per riformare ogni anno un bel cuscino, che ha l’aspetto di un grande ciuffo di festuca fiorito.

Potentilla
Noto per i suoi esponenti arbustivi, il genere Nepeta conta solo poche specie erbacee, che però possono rivelarsi valide tappezzanti. Rustiche, prosperano su terreni ben drenati e in pieno sole, ma i colori delle specie e varietà rosa, rosse e arancioni risultano più vivi se si riparano le piante dal sole più forte (del mattino e del mezzogiorno). P. nepalensis “Miss Willmott” è molto resistente anche alle basse temperature (fino a -15°) e copre il terreno abbastanza bene; non è molto longeva, ma riesce in genere a rinnovarsi sufficientemente in fretta sia per stoloni che per semina. Cresce fino a 40-50 cm, ma si accascia facilmente perché i fusti non sono molto rigidi.
Invece P. nitida è una fitta perenne, a tappeto che diventa alta solo 2,5-7 cm, ma si allarga fino a 25-30 cm. Fiorisce con difficoltà ed esige più cure della P. nepalensis.

Rudbeckia
Tra le erbacee perenni più alte, da taglio, è da ricordare come quasi – tappezzante anche Rudbeckia fulgida, che produce bellissimi capolini gialli a margherita con centro sporgente nero. Adatta lungo steccati o muretti, o a gruppi qua e là nel giardino, non ha uguali per creare delle macchie di colore in piena estate, sotto il sole o in leggera ombra. Similmente alla già citata Coreopsis ama i terreni ben drenati o leggermente umidi, dove raggiunge anche un metro di altezza. Alletta però volentieri, anche se meno della già ricordata Physostegia, o della invadentissima Tradescantia andersoniana.

Saponaria ocymoides (saponaria di roccia), fam. Caryophyllaceae. Forma un bel tappeto verde anche quando non è fiorita

Saponaria

Tornando a parlare di perenni a cuscino, un’ottima specie per giardini rocciosi molto caldi è Saponaria ocymoides, la saponaria di roccia, alta al massimo 20 cm, habitus strisciante o ricadente. Ha bisogno di molto poco per allietare lo sguardo con la ricchissima fioritura di stelline rosa: poca terra, possibilmente asciutta, e una pietra o un pendio arido su cui appoggiare il proprio cuscino di foglie pelose.

Sedum
Ma il re delle erbacee perenni tappezzanti su roccia è notoriamente il Sedum, ricchissimo di specie e varietà, tra le quali interessanti sono soprattutto le sempreverdi. Il più noto è S. acre, l’erba pignola, facile da trovare anche spontanea su terreni sabbiosi, vecchi muri a secco, comunque sempre in pieno sole. Le piccole foglie verdi chiare e grassottine hanno un sapore piccante, ed i fusti striscianti si coprono di fiorellini a stella piccoli e giallini in giugno-luglio. Preferisce substrati calcarei.
Il genere Sedum comprende tante e tali specie, annuali e perenni, che ha dovuto essere diviso in sezioni raggruppanti quelle con caratteristiche comuni. Ad esempio, alla sezione Aizoon appartengono specie con rizomi ingrossati, che sostituiscono ogni anno la parte aerea. Il colore dei fiori è sempre giallo. Un noto esponente di questa sezione è Sedum fioriferum “Weihenstephaner Gold”, selezionato appunto nel noto Istituto bavarese, dai fiori giallo oro, diventa un po’ più alto di S. acre (10 cm) ed ha foglie verdi scure, lanceolate o ovali, su fusti striscianti o parzialmente eretti.
Alla sezione Eusedum fanno capo il già citato S. acre, S. album dal fiore bianco, S. spathulifolium dal fiore rosso-grigio e S. spurium che si copre di stelline rosa tra luglio ed agosto. Tutte specie che crescono “a tappeto” ed hanno fusti striscianti permanenti, mentre gli organi sotterranei non sono ingrossati.
Differente da tutti è poi S. spectabile, appartenente alla sezione Telephium, le cui specie sono caratterizzate dal fatto di avere radice ingrossata, ma non rizomatosa, e fiori bianchi, rosa, rossi o verdi, ma mai gialli. S. spectabile non può essere definito una tappezzante vera e propria, perché diventa alto 60 cm e produce fusti eretti con foglie grandi a spatola. I bei fiori rosa molto grandi, a ombrella, all’inizio dell’autunno vengono spesso visitati dalle farfalle. Teme più di ogni altro Sedum gli attacchi di afidi prima della fioritura.
Per una trattazione più particolareggiata di questo genere così ricco ed interessante si rimanda alle pubblicazioni specifiche.

Solidago
Poco apprezzata come pianta ornamentale in quanto cresce spontanea lungo i fossi, la ferrovia, o come flora ruderale al margine delle nostre città, Solidago virgaurea è una perenne di valore in quanto porta il colore dorato dell’estate fin nell’autunno. Non si combina facilmente con altre perenni, perché tende in genere a soffocare i vicini, però non è infestante come la sua vigoria vegetativa potrebbe far credere, in quanto raramente si riproduce per seme, ama i terreni asciutti, ma se non ha sufficiente disponibilità d’acqua viene volentieri attaccata dal mai bianco.

Stachys lanata (orecchia d’asino), fam. Labiatae. Si confonde col grigio della pavimentazione, mentre le spighe blu di Delphinium e il giallo di Coreopsis verticillata accendono i verdi scuri del fogliame sullo sfondo

Stachys

Il genere Stachys è tipico delle zone temperate, dove conta circa 200 specie diverse. Tutte hanno portamento eretto e infiorescenza a spirale, e prediligono terreni calcarei, asciutti in posizione soleggiata. Tappezzante si può definire la specie S. lanata (sin. S. olympica, S. byzantina), detta comunemente orecchia d’asino per le foglie ovali allungate, grigie e rivestite di una fitta peluria; molto vigorosa nello sviluppo, ricopre fittamente il terreno in modo che nessuna erbaccia riesca più a spuntare. Il fiore è rosa pallido, alto fino a 50 cm. Un tappeto ancor più fitto forma la varietà ‘Sílver Carpet’ appositamente selezionata, la quale però fiorisce a malapena.
Vale la pena di ricordare anche Stachys macrantha, perenne cespitosa a portamento eretto, alta circa 30 cm, con steli portanti spighe di fiori a cappuccio, rosa-viola, alti fino a 50 cm. Le sue foglie cordiformi, rugose ma tenere, formano una fitta copertura che non lascia passare le malerbe. Attira api, vespe & C. e non è molto longeva.

Allium e Thymus
Anche tra le aromatiche si possono trovare delle buone tappezzanti: è il caso dell’erba cipollina (Allium schoenoprasum  tab. 1), della già descritta Nepeta e dei profumatissimo timo (Thymus, fam. Labiate, da 300 a 400 specie). Questo genere costituito da arbusti nani o erbacee semi legnose, comprende alcune specie striscianti adatte come tappezzanti, che fioriscono abbondantemente. Ad esempio T. pseudolanuginosus, sempreverde, più per muretti e giardini rocciosi, forma un fitto tappeto di fusti e foglioline lanuginosi, verde-grigio, coperto in giugno – luglio di fiorellini rosa o violetti alti circa 10 cm.
T. serpyllum, il comune serpillo, è più rustico del precedente perché resiste anche agli inverni più rigidi, purché sia coltivato al sole su un terreno ben drenato, sabbioso, ma sufficientemente umido in estate. Fiori rosa scuro in agosto. A partire dalla specie propriamente detta sono state selezionate alcune varietà ornamentali, ad esempio T. s. ‘Albus’ a fiore bianco e T. s. ‘Splendens’ a fiore rosso intenso.

Veronica
Infine le veroniche: il genere Veronica ha un areale di diffusione molto ampio. Diverse specie sono originarie delle nostre regioni, e sono quindi resistenti alle basse temperature invernali. La maggior parte di esse è di natura erbacea, ma esistono anche alcune veroniche arbustive provenienti dalla Nuova Zelanda, raggruppate nel genere Hebe, recentemente costituito. Tra le specie erbacee perenni, alcune hanno un portamento “a tappeto”; vale la pena di ricordare V. filiformis, dal fitto fogliame verde chiaro, bassa (5-7 cm), fusti filiformi e sottili e fiorellini isolati azzurro cielo con venature blu. In situazioni favorevoli le piante diventano anche troppo rigogliose, invadendo le superfici vicine, anche se a prato. Anzi, sono considerate tra le più tenaci infestanti dei tappeti erbosi. Crescono comunque bene in terreni freschi, subacidi o acidi, non molto calcarei, formando tappeti sempreverdi che vivono a lungo.

Difese di equilibri
Nel giardino la natura ha dato alle erbacee perenni il compito di riempire ogni spazio, ravvivando in particolare pendii scoscesi, aridi muretti, fessure nei lastricati, angoli paludosi o acquatici, grazie alle molteplici capacità di adattamento ed alla varietà dei caratteri morfologici.
E’ un regno di piccoli soldati a difesa degli equilibri sia naturali che estetici; si ergono impavidi nel pieno sole, vigilano acquattati nell’ombra silenziosa, sonnecchiano pigramente fra sassi ed arbusti.
Le erbacee perenni sono le primedonne di qualsiasi giardino, costruito o naturale, roccioso o acquatico, al margine di un bosco di latifoglie o sotto conifere sempreverdi.
In breve: sono uno strumento indispensabile sia dell’arte dei giardino naturale, sia dell’architettura dei giardino dei dettami classici.

BIBLIOGRAFIA
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Alchele, Schwegler: Fiori delle Alpi – RIZZOLI Milano, 1988.
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Jelitto, Schacht, Fessler: Die Freiland Schmuckstauden – EGGEN ULMER VERLAG – Stoccarda, 1985.
Polunin, Oleg: Guida ai Fiori d’Europa – ZANICHELLI – Bologna, 1978.
Van Raalte, Dick: Bodendeckende Pflanzen PAUL PAREY – Berlino e Amburgo, 1978.