Va osservato, innanzitutto, che i fiori delle euforbie hanno una morfologia completamente diversa da quella delle cactacee; essi sono piccoli, assai poco appariscenti e usualmente di colore giallo verdastro. Quello che il profano molte volte scambia per un fiore semplice è, in realtà, una infiorescenza avente un'architettura assai complessa, formata da numerosi fiorellini unisessuati ed estremamente semplici.

   

Tale infiorescenza, denominata ciazio, può essere ermafrodita – costituita, cioè, da fiorellini di ambo i sessi – oppure esclusivamente femminile o esclusivamente maschile. In quest'ultimo caso (ciazii monosessuali) si osserva di solito diecía, vale a dire che le infiorescenze femminili e maschili sono portate da individui diversi; in questo caso, per poter avere semi, è necessario disporre di piante di sesso diverso che fioriscano contemporaneamente.
In un ciazio maschile si distinguono cinque gruppi di fiorellini; ciascuno di essi è nudo ed è formato da un peduncolo sul quale si erge il filamento con l'antera (stame). li confine fra peduncolo e filamento è contrassegnato da una lieve strozzatura. Ogni gruppo di fiorellini nasce dall'ascella di una minuscola brattea dal lobo sfrangiato e ripiegato verso l'interno (foglia involucrale o brattea interghiandolare); queste cinque brattee sono connate alla base e costituiscono, tutte insieme, una sorta di guaina, il cosiddetto involucro.

   

Fra le brattee interghiandolari sono localizzate cinque (talora quattro) ghiandole mellifere, la cui funzione è, ovviamente, quella di attrarre gli insetti pronubi (mosche e formiche). Forma, dimensioni e disposizione di queste ghiandole variano da specie a specie; esse costituiscono quindi un indicatore tassonomico di elevato valore. Nella maggior parte dei casi, tali ghiandole sono sferoidali od ovoidali, piccole e di colore giallastro, verdastro o rossastro.

La struttura di un ciazio femminile è completamente analoga a quella di un ciazio maschile: al posto dei cinque gruppi di fiori maschili si trovano cinque fiorellini femminili singoli, anch'essi nudi e costituiti da un peduncolo che sorregge un ovario tricarpellare provvisto di tre stili.
Nei ciazii ermafroditi, al centro si trova un unico fiore femminile che è circondato da cinque gruppi di fiori maschili. La struttura dei fiori è identica a quella descritta sopra per i ciazii unisessuati.
Da notare che, per evitare la autofecondazione, i ciazii ermafroditi sono proterogini; il fiore femminile esce, cioè, dall'involucro e dispiega i suoi stigmi ricettivi prima che compaiano i fiori maschili. Avvenuta l'impollinazione, il peduncolo del fiore femminile subisce un allungamento che porta il frutto a sporgere oltre l'involucro che, così, non costituisce un ostacolo alla dispersione dei semi.
Nella maggior parte delle euforbie malgasce e anche in alcune euforbie africane, i ciazii sono racchiusi, oltre che dall'involucro, anche da particolari brattee, i cosiddetti ciatofílli, i quali, essendo spesso vivacemente colorati, assumono la funzione vessillifera e conferiscono al ciazio l'aspetto di un normale fiore attinomorfo.

   

Quando mancano i ciatofilli, i ciazii nudi si raggruppano in numero solitamente di tre e compaiono in gran numero alle estremità delle ramificazioni che sembrano portare cappucci colorati. Oppure – è il caso di alcune euforbie americane (ad es., Euphorbia antisyphilitica ed Euphorbia cereiformis) – le ghiandole si "provvedono" di appendici colorate petaliformi in modo da simulare un piccolo fiore singolo.In alternativa, le ghiandole si prolungano in appendici dalla forma bizzarra e, talora, dai colori vistosi per rendere il ciazio appariscente.

 

Il frutto delle euforbie è una capsula a tre logge (cocchi), ciascuna contenente un seme, legnosa a maturità e deiscente con elasticità lungo la nervatura dorsale. L'apertura della capsula, accompagnata da un crepitio caratteristico, avviene a scatto, per cui i semi vengono proiettati lontano. Chi li volesse raccogliere deve, pertanto, avvolgere i ciazii con una rete leggera a maglie sufficientemente fitte.
I semi, grandi, hanno per lo più un guscio crostaceo e sono provvisti di abbondante albume ricco di sostanze proteiche e di olio. L'embrione è assile con radichetta superiore.