La famiglia delle Agavaceae che, insieme con quella delle Taccaceae, costituisce l'ordine delle Agavales, viene oggi suddivisa in sei sottofamiglie: I. Yuccoideae, li. Cordylinoideae, III. Dracaenoideae, IV. Nolinoideae, V. Agavoideae e VI. Doryanthoideae. Non tutti i loro rappresentanti, alcuni dei quali sono sia piante d'appartamento sia ornamentali da giardino molto note, soddisfano alla definizione di succulente; pertanto in questa sede si farà cenno solamente a queste ultime.

Aiuola con Dasylirion, Cactaceae e palme all'Orto Botanico di Roma.

Nella sottofamiglia delle Yuccoldeae, oltre alle familiari Yucca, che caratterizzano la vegetazione xerofila della fascia centro-settentrionale dei continente americano ma che non sono propriamente succulente, troviamo due generi di succulente dioiche e cioè i rizoma strisciante molto ramificato oppure provviste di un fusto breve, ramificato già a pochi centimetri dalla base. Le foglie, coriacee o carnose, rigide o flessibili, possono essere piatte, a sezione semicircolare o addirittura ripiegate su se stesse a formare un cono; la loro epidermide è frequentemente ornamentata con macchie e fasce trasversali di colore più chiaro e si conoscono anche forme le cui foglie hanno il margine giallo (S. trifasciata fa. laurentii). I fiori, bianchi o verdastri, che – almeno nei nostri climi – non vengono prodotti con regolarità, sono riuniti in spighe o pannocchie che nascono all'ascella delle foglie e sono deliziosamente profumati. Hanno anch'essi l'ovario supero e i tepali sono concresciuti a formare un tubo. I frutti sono delle bacche carnose che contengono semi grossi, sferici.

Tra le più famose
Le Dracaenoideae, a cui appartiene il notissimo "tronchetto della felicità", non comprendono specie succulente, ma non si può fare a meno di ricordarne una delle più famose, il cosiddetto "Albero dei Drago" (Dracaena draco) delle Isole Canarie, la cui linfa è di color rosso sangue e che in età avanzata assume dimensioni imponenti.
Di una certa notorietà godono anche le centroamericane Nolinoideae (chi non ha mai sentito parlare della "pianta mangiafumo"?), piante dioiche dotate di un fusto tipicamente ingrossato alla base (caudice) che funge da organo di riserva. Due sono i generi inclusi in questa sottofamiglia, il monotipico Calibanus (con l'unica specie C. hookeri) e Nolina (sin. Beaucarnea) con cinque specie (bigelovii, gracilis, longifolia, recurvata e stricta).

Esemplare di Dracaena draco con frutti all'Orto Botanico di Cagliari.

Calibanus hookeri presenta un fusto emisferico che a maturità (ci vogliono non pochi anni!) può raggiungere un diametro di poco inferiore al mezzo metro ed un'altezza di 20-30 cm. Questo caudice, che è protetto da una spessa corteccia sugherosa e abbondantemente fessurata e che spesso ne produce altri ramificandosi alla base (si racconta di esemplari che in natura hanno raggiunto in questo modo le dimensioni di un'automobile di media cilindrata!), entra in vegetazione a primavera emettendo foglie rigide, esili, simili a fili d'erba, lunghe fino a 25 cm. 1 rami fioriferi sono delle spighe lunghe 50-60 cm che portano numerosi fiorellini a forma di stella a cinque punte con ovario supero.
Nolina sono caratterizzate da fusti aventi tipicamente la forma di una bottiglia panciuta con diametro alla base che supera abbondantemente il mezzo metro e un'altezza variabile fra 2 e 6 m (la pianta mangiafumo, Nolina recurvata, è la specie che raggiunge le dimensioni maggiori). Il fusto, coperto da una spessa corteccia ruvida, porta alla sua estremità poche e brevi ramificazioni da cui spuntano le foglie, lunghe (fino a 2 m), strette (circa 2,5 cm), lineari e con i margini ruvidi, che terminano a punta. L'aspetto della chioma ricorda quello dello zampillo di una fontana. Le infiorescenze (se ne sono misurate di 2 m di lunghezza), in pannocchie terminali, hanno la leggerezza di un piumino e durano oltre un mese. I singoli fiorellini sono di color giallo pallido o biancastro e hanno 5 o 6 tepali lunghi circa 6 mm.
 

Esemplare di Furcraea presente nella Collezione Municipale delle Succulente di Zurigo.

Agavoideae succulente
Oltre ad Agave, i generi con specie succulente della sottofamiglia delle Agavoideae sono Beschorneria, Furcraea e Manfreda.

Beschorneria, diffuso in Messico, comprende sette specie di piante succulente, perenni, tappezzanti. Le foglie, disposte a rosetta, sono lineari o lanceolate, carnoso-coriacee, flaccide, con carenatura centrale carnosa; sull'epidermide spiccano delle striature grigio chiaro e i loro margini sono finemente denticolati. Lo scapo fiorale, diritto o ricurvo, è rivestito di ampie brattee papiracee di color rosso più o meno intenso ed assai vivace. L'inflorescenza, a grappolo o a pannocchia, è formata da fiori lungamente picciuolati, penduli, di forma tubolare, con tepali di color verdastro o rossastro. Per chi dispone di spazio in clima mite, Beschorneria sono piante ornamentali di sicuro effetto.

Il genere Furcraea, presente in Messico, negli altri paesi dell'America centrale e nelle Isole Caribiche con una decina di specie, comprende piante assai simili alle Agave. Esse possono essere acauli o dotate di un fusto molto breve. Le foglie, disposte a ciuffo o a rosetta alla sommità dei fusto (quando presente), sono lanceolate con i margini finemente denticolati o spinosi; la loro nervatura centrale è assai carnosa e gli conferisce una pronunciata carenatura. L'infiorescenza terminale, è costituita da una pannocchia piramidale di dimensioni notevoli (da 3 a 8 m di altezza). I fiori, in gruppi da 1 a 3, sono lungamente picciuolati e penduli e spuntano all'ascella di brattee. Essi hanno forma a campana e sono formati da 6 tepali, verdi all'esterno e bianchi all'interno. Oltre ai fiori lo scapo fioraie porta anche numerose pianticelle avventizie.

Manfreda, una volta ritenuta un semplice sottogenere di Agave, se ne differenzia per la disposizione solitaria dei fiori lungo lo scapo e per la presenza di un tubero o di un bulbo sotterranei. Le foglie, disposte a rosetta, sono inermi, carnose, spesso annuali. L'inflorescenza consiste in una spiga di lunghezza compresa fra 60 e 180 cm. La corolla, simpetala, ha la forma di un lungo tubo e spesso è deliziosamente profumata; il suo colore varia dal giallo al verde, al rosso, al bruno al (quasi) nero passando per una ricca gamma di tonalità intermedie.
La pianta è autofertile e le rosette sono monocarpiche; la sopravvivenza è tuttavia assicurata dal bulbo-tubero in grado di formare nuove rosette al momento della ripresa vegetativa. Di tutte le Agavaceae, le più raccomandabili quali succulente da appartamento e da collezione, sono sicuramente – oltre a Sansevieria – le Manfreda.
Fra le Doryanthoideae non vi sono specie succulente.