Le euforbie mamillonate
Sono quelle il cui fusto appare ricoperto di gibbosità di diversa forma, estensione e volume.
Spesso accade che lo sviluppo dei podarii non sia uniforme e che la parte superiore cresca di più di quella inferiore.
Ciò provoca una estroflessione dal fusto di una parte del podario che acquista una forma che ricorda un po' quella di un gancio o di un uncino.
Questa morfologia appare particolarmente evidente in Euphorbia fasciculata, Euphorbia hamata, Euphorbia tuberculata e altre. In euforbie di questo tipo le foglie sono disposte fittamente e, di conseguenza, non vi è intervallo fra i singoli podarli.

Quando invece la fillotassi è spirostica (la disposizione delle foglie è a spirale) i podarii assumono una forma pseudoesagonale allungata. (Euphorbia globosa, Euphorbia ramiglans,Euphorbia schoenlandii, ecc), mentre se la fillotassi è ortostichica (la disposizione delle foglie è secondo linee diritte) i podarii risultano di forma quadrangolare (Euphorbia mammillaris, Euphorbia stellaespina e altre).
Sulla parte superiore di questi tubercoli rimane a lungo evidente la cicatrice del lembo fogliare caduto e nelle loro ascelle sono localizzati gli apici vegetativi dal quali possono prendere origine o le ramificazioni o le gemme fiorali e le spine.

Le euforbie costolute
Sono quelle che di solito vengono scambiate per cactus, tanto grande è la loro somiglianza con questi.
Anche nelle euforbie l'origine delle costole è analoga a quella descritta per le cactacee; essa deriva, cioè, da un contemporaneo innalzamento e dalla fusione fra loro dei podarii, la cui disposizione deve ovviamente essere ortostichica.
Nelle euforbie costolute la demarcazione fra i singoli podarii è molto sfumata e talora è segnalata solo dalla presenza di spine.
Esattamente come avviene nei cactus, il numero delle costole è determinato dal tipo della fillotassi: due ortostichi portano a rami bicostoluti (piatti) come in Euphorbia antiquorum , tre ortostichi a rami di sezione triangolare (Euphorbia trigona, Euphorbia triangularis), quattro a fusti quadrangolari (Euphorbia cooperi, Euphorbia resinifera) e così via.

Le costole possono anche essere molte, come, ad es., in Euphorbia fimbriata, Euphorbia columnaris, Euphorbia horrida, Euphorbia polygona ed in parecchie altre.

Le euforbie a fusto liscio
Sono quelle in cui i podarli hanno subito un forte sviluppo in estensione ed uno scarsissimo sviluppo in spessore; di conseguenza, le superficie dei fusti appaiono lisce o quasi.
Questo tipo di euforbie è rappresentato, fra l'altro, da Euphorbia atropurpurea, Euphorbia balsamjfera, Euphorbia leucodendron, Euphorbia oncoclada, ecc.

Le euforbie caudiciformi
In queste si è verificata una enorme differenziazione fra gli organi deputati all'assimilazione e quelli che debbano assolvere alla funzione di deposito di acqua e di riserva di sostanze nutritive.
I primi sono temporanei, in quanto si sviluppano solo quando le condizioni climatico-ambientali sono favorevoli alla crescita della pianta (stagione delle piogge) e sono costituiti da una vegetazione erbacea, che si dissecca all'inizio della stagione asciutta una volta portata a termine la produzione dei semi. I secondi invece sono permanenti e costituiscono una porzione notevole del fusto, che si presenta parecchio ingrossata e che può trovarsi sopra (epigea) e sotto terra (ipogea). Fra le euforbiacee succulente che hanno adottato questa strategia per sopravvivere a condizioni di aridità e che non sono poche, si possono citare a mo' di esempio Euphorbia tuberosa (originaria della Provincia del Capo), Monadenium maius (dell'Africa centrale) e Jatropha podagrica (originaria del Nuovo Mondo), che è forse la euforbiacea caudiciforme più diffusa nelle collezioni e che è caratterizzata da grandi foglie lobate e lungamente picciuolate presenti sulla pianta dalla tarda primavera all'autunno.