Molto è già stato scritto sulle piante tappezzanti: caratteristiche, specie, modo di utilizzo, e così via. Ci pare comunque un argomento di estrema importanza che merita di essere portato avanti, anche alla luce di alcune recenti esperienze fatte dall'Università di Bologna. Inoltre, parlando con diverse categorie di operatori del verde, produttori, progettisti, personale impiegato alla gestione del verde urbano, privato e pubblico, ci sí è resi conto di come ancora poca chiarezza e molta curiosità si abbia al riguardo.

Quando si utilizza il termine di "piante tappezzanti" non si parla di una specifica categoria botanica, bensì di una caratteristica comune a diverse piante arbustive, sarmentose (rampicanti e striscianti) ed erbacee perenni di svilupparsi più in larghezza che in altezza, fino a coprire completamente la superficie del terreno.
Ciò comporta una serie di vantaggi notevoli per l'ambiente in cui queste piante vengono collocate, tanto maggiore quanto più questo è fortemente antropizzato.
La complessità dei fattori ambientali, specie di quelli fitotossici, esistenti nell'ambiente urbano rende infatti sempre più difficile la vita delle piante.

La prova sperimentale è avvenuta realizzando tre particelle, suddivise in cinque file, con diversa pacciamatura, a loro volta parcellizzate in otto riquadri in cui sono state messe a dimora le singole specie saggiate

Euonymus fortunei "Sliver Queen" è un piccolo arbusto molto grazioso, il cui accrescimento non si è però dimostrato molto veloce. Se ne consiglia l'uso in vasche o contenitori o, se in piena terra, utilizzando la pacciamatura ed un numero elevato di piante al metro quadrato

I vantaggi che possiamo ricavare dall'oculato impiego delle tappezzanti sono molteplici: l'atmosfera umida prodotta sotto chioma non viene sostituita dall'aria inquinata e si mantiene quindi un buon microclima a livello del terreno; le erbe infestanti, superato il primo periodo di impianto, non ricevono luce sufficiente per svilupparsi; infine, l'effetto estetico conclusivo è quello di un tappeto verde pressoché continuo e compatto che innalza, di fatto e a livello psicologico, la qualità di vita delle nostre città.
La domanda di verde, anche da parte dei cittadini italiani sta infatti aumentando non soltanto in termini quantitativi ma anche, e soprattutto, in senso qualitativo, anche se spesso alla domanda non corrisponde poi il dovuto rispetto delle aree verdi messe a disposizione della collettività.

Hedera helix 'Hiberníca' dopo due anni dall'impíanto è in pieno rigoglio vegetativo

Molto decorativo il colore delle foglie di Hedera helix 'Hiberníca', durante l'inverno

Il portamento un po' disordinato di Coronilla, unito alla sua capacità di scoprire in pochi mesi il terreno ne rende interessante l'impiego su ampie superfici, come ad esempio le scarpate

Durante l'inverno l'aspetto delle piante di Coronilla è assai triste: i lunghi steli si spogliano completamente. Nella primavera successiva la pianta ne genererà del nuovi più fitti e rigogliosi, quelli secchi vecchi, si "sbricioleranno", effettuando una buona pacciamatura naturale

La maggiore attenzione dei ricercatori e dei tecnici nei confronti sia delle specie da impiegarsi, sia delle strutture dell'arredo a verde, dall'aiuola spartitraffico, al parco urbano, che si è venuta a determinare in questi ultimi anni nasce da queste premesse. In questi anni si assiste, infatti, ad una evoluzione del giardinaggio e della paesaggistica: i costi sempre maggiori della manodopera rendono indispensabile una semplificazione delle operazioni colturali, senza compromettere necessariamente l'effetto globale dell'area verde. Similmente a quanto è accaduto già da alcuni lustri in altri Paesi del Centro Europa, anche in Italia si stanno progettando impianti semplici nella realizzazione e nel mantenimento.
In questo contesto molti Enti pubblici e produttori iniziano ad estendere l'impiego di specie tappezzanti.
Molte di queste piante presentano la caratteristica di svilupparsi rapidamente, occupando completamente il terreno a loro disposizione, anche solo dopo il primo anno di impianto; molte altre invece tendono a concrescere per i primi anni con le malerbe e solo dopo sapiente, paziente ed onerosa pulizia a carico di manodopera specializzata, per i primi trequattro anni si ottiene l'effetto estetico desiderato.

Rosa chinensis, "La Fee", risulta molto vigorosa e particolarmente decorativa per i molteplici fiori a mazzetti che durano dalla primavera all'autunno, sostituiti in inverno da bacche rosse che spiccano sulle piante senza foglie

Ciò significa che bisogna conoscere le caratteristiche di ornamentalità e di sviluppo delle specie utilizzate e avere a disposizione manodopera qualificata.
Da quanto sopra detto i vantaggi e gli svantaggi dell'impiego delle tappezzanti sono evidenti: da un lato la notevole riduzione di alcuni lavori molto onerosi, sia in termini di tempo, sia di denaro, come ad esempio l'eliminazione delle erbe infestanti, dopo i primi anni di impianto; dall'altro il costo iniziale elevato, la necessità di personale preparato e la conoscenza delle caratteristiche delle specie e delle soluzioni tecniche adeguate per evitare errori di progettazione e di gestione. Bisogna assolutamente evitare ad esempio la competizione trofica con altre piante, quali arbusti insistenti sulla stessa area, e la sopraffazione che alcune specie tappezzanti vigorose, come Hedera o Lamíum, esercitano sulle altre piante esistenti e, per altre specie, evitare aree con fallanze, a superficie con copertura non uniforme, dovute spesso a piante non idonee per la zona pedoclimatica, o per mancate cure colturali.
Molto importante risulta anche l'utilizzo di tecniche agronomiche specifiche, quali in particolare la pacciamatura o la lavorazione del terreno. Queste tecniche devono essere sperimentate al fine di un contenimento dei costi di gestione del verde pubblico e sono state anch'esse oggetto di sperimentazione da parte della Cattedra di Paesaggistica Parchi e Giardini e dell'Azienda Sperimentale Agraria, sezione Parchi e Giardini, dell'Università di Bologna. Infatti, è spesso necessario associare alle giovani piante, almeno nel periodo immediatamente successivo all'impianto, materiali pacciamanti opportunamente scelti.

La prova sperimentale
Da quanto sopra esposto risulta fondamentale una buona conoscenza di base delle specie che vengono scelte per essere utilizzate in ambiente urbano.
Ciò riguarda l'ornamentalità e il portamento delle piante, nonché le loro esigenze ambientali e le caratteristiche comportamentali durante le varie fasi di crescita.
La ricerca svolta è stata eseguita a Malborghetto di Ferrara, in un campo sperimentale messo cortesemente a disposizione dalla Fondazione Navarra.
Per la prova sono state scelte le seguenti specie: Coronilla varia, Euonymus fortunei "Silver Queen", Hedera helix "Hibernica", Hypericum calycinum, Jasminum nudiflorum, Rosa chinensis "La Fee", Symphoricarpos x chenaultii "Hancock", Vinca minor. Si tratta di cinque specie arbustive, una sarmentosa e due erbacee perenni.
La scelta è caduta su queste specie e varietà, eliofile o indifferenti, per le loro caratteristiche ornamentali e perché largamente impiegate nel verde urbano, in particolare nel Nord Europa.
Sono piante che, per portamento e habitus sono utilizzabili in luoghi diversi, come scarpate, aiuole spartitraffico, piste ciclabili, giardini, ecc.: l'osservazione di queste caratteristiche, oltre a quelle di ornamentalità potranno essere di aiuto per una giusta scelta del sito in cui potranno venire messe a dimora.
Scopo della ricerca è stata l'osservazione delle interazioni delle piante con variabili, quali la pacciamatura e l'irrigazione, per verificare le caratteristiche di sviluppo, di copertura del terreno e di resistenza agli agenti patogeni delle singole specie nelle condizioni pedoclimatiche della pianura padana orientale.
Infatti, se per queste specie esiste una vasta esperienza estera di utilizzo, meno conosciuto è il loro comportamento nelle nostre Regioni, che per caratteristiche pedoclimatiche si differenziano notevolmente da quelle del Nord Europa, area geografica elettiva per l'uso di piante tappezzanti.
L'impianto è avvenuto nel maggio 1990, in terreno di medio impasto tendenzialmente sabbioso, con esposizione di pieno sole. Per quanto riguarda i sistemi di pacciamatura utilizzati, sono stati scelti il PVC nero, il cippato, il geotessile bianco a cui si è aggiunto uno strato di pochi centimetri di cippato.
Contemporaneamente sono state studiate parcelle in cui si è mantenuto il terreno lavorato periodicamente e altre il cui terreno non è mai stato lavorato per tutto il periodo della prova, precisamente per due anni e mezzo. Sono stati scelti questi tipi di pacciamatura per le caratteristiche positive di contenimento delle malerbe, desunte da esperienze italiane ed estere, nonché da bibliografia, ma anche perché comportano dei costi di investimento diversi e caratteristiche estetiche differenti, che possono, in base al tipo di risposta delle piante tappezzanti, far propendere per la scelta dell'uno o dell'altro tipo di pacciamatura a seconda del luogo scelto per la collocazione delle specie vegetali. La distanza di impianto delle specie saggiate è stata diversificata in base alle singole caratteristiche vegetazionali e, anche per queste, dai dati desunti dalla bibliografia consultata.
Per Hypericum calicinum, Vinca minor, Coronilla emerus, Rosa chinensis "La Fee" sono state messe a dimora 13 piante al metro quadrato, per Hedera helix "Hibernica" e Symphoricarpos x Chenaultii "Hancock", 2,5 piante al metro quadrato, e per Jasminum nudiflorum ed Euonymus fortuneí "Silver Queen" 4,5 piante al metro quadrato.
In questa prima prova sperimentale si è fatta la scelta di dotare le singole parcelle di impianto di irrigazione a goccia poiché, come per il tappeto erboso, la maggioranza di queste piante necessita di irrigazioni costanti e regolari, in particolare nelle prime fasi di impianto e poi nei periodi siccitosi.
Si tratta di una scelta che aggrava il costo di impianto delle tappezzanti, ma che sicuramente accelera il processo di "copertura" totale del terreno, diminuendo più in fretta gli oneri di manutenzione.

Questa piccola pervinca (Vinca minor) è tra le piante tappezzanti di piccola taglia più amate dagli operatori del verde, sia per le caratteristiche ornamentali, sia per la sua capacità di ricoprire il terreno, anche in condizioni di poca luce

L'iperico, dai luminosi fiori, gialli e dalle foglie sempreverdi, può subire danni alle foglie causati da patogeni fungini come la Ruggine: ciò fa perdere durante l'inverno una delle sue caratteristiche estetiche più importanti

Le specie studiate
Diamo ora uno sguardo alle caratteristiche delle specie utilizzate e alle risposte ottenute durante la prova sperimentale.
I dati raccolti riguardano il tipo di sviluppo di ogni singola specie e/o varietà (a cuscino, tappezzante, ricadente, etc.), il grado di copertura delle tappezzanti nelle diverse fasi vegetative, valutato con il metodo Gounot (Gounot, 1969), la competizione con le erbe infestanti in presenza o meno di pacciamatura, la velocità di crescita, l'epoca di fioritura.

Coronilla varia: appartiene alla famiglia delle Leguminose, ed è un arbusto rustico, dal portamento "a cuscino", con grappoli di fiori violacei. Questa specie ha mostrato, già pochi mesi dopo l'impianto, una ottima attitudine alla copertura grazie ad una attività vegetativa molto rigogliosa: lunghi steli prostrati tendono a produrre dai nodi, una volta a contatto con il terreno, nuove piantine, colonizzando in fretta il terreno sottostante. Alla luce dei risultati ottenuti, a parità di condizioni ambientali e colturali, si può quindi diminuire il numero di piantine al metro quadrato, rispetto a quello utilizzato in questa prova.
Ad un anno dall'impianto la coronilla presentava una copertura vegetale quasi del 100% senza che si evidenziassero rilevanti differenze nelle parcelle e nelle file diversamente pacciamate, con terreno non lavorato e lavorato. Ciò ci porta a dire che è possibile rinunciare ai costi di impianto della pacciamatura, naturalmente se questa specie viene impiegata lungo scarpate o simili luoghi, dove la presenza di alcune malerbe nei primi mesi dopo la messa a dimora è tollerabile. D'altra parte la coronilia è comunque una specie le cui caratteristiche estetiche durante i mesi invernali vengono meno: la parte aerea (foglie e steli) si presenta infatti totalmente secca, con scarsissimo valore ornamentale, rendendola inadatta alle aree urbane quali aiuole, bordermixed, ecc.

Euonymus fortunei "Silver Queen": è un piccolo arbusto, dal portamento compatto, sempreverde, le cui foglie variegate di bianco panna lo rendono molto luminoso, in particolare se utilizzato in zone non colpite direttamente dal sole. Come la specie, questa varietà presenta la caratteristica di formare stoloni che producono, a partire dai nodi, nuove piantine. Contrariamente a quanto si legge in bibliografia o a quanto visto realizzato da alcuni Colleghi in diverse città d'Italia, questa specie, tra quelle saggiate, ha presentato una minore attitudine alla copertura e alla competizione con le erbe infestanti, certamente anche perché preferisce terreni più acidi rispetto a quello in cui sono state messe a dimora le piante della ricerca.
Ciò ci porta a dire che è necessario utilizzare un sesto di impianto più fitto rispetto a quello della prova, con l'utilizzo di pacciamatura per ottenere un buon effetto tappezzante in breve tempo, per poter sfruttare le caratteristiche ornamentali di questa pianta in aiuole lungo percorsi pedonali e ciclabili, in giardini o parchi. Certamente comunque la migliore funzione di arredo la esplica in piccole aree o in contenitori e vasche.

Tra gli arbusti con lunghi stelí adatti a ricoprire muri o scarpate è certamente da ricordare il gelsomino d'inverno, Jasminum nudiflorum, che con i suoi fiori gialli invernali è tra le prime specie che ci annunciano la primavera

Hedera Helix "Hibernica": è una pianta sarmentosa sempreverde, particolarmente apprezzata per le foglie larghe che durante i mesi freddi diventano di un bel colore rosso bronzo.
In genere molto veloce nella crescita, questa edera, a un anno dall'impianto, ha mostrato un comportamento piuttosto differenziato in base al tipo di pacciamatura utilizzata. Infatti sul cippato e sul geotessile la copertura vegetale è stata poco più del 50%, mentre sul "lavorato" e sul "non lavorato" la copertura si presentava attorno al 70%. Le piante della prova hanno dimostrato una buona capacità di copertura solo dopo due anni dall'impianto. Adatta per ricoprire scarpate o zone sotto gruppi di alberi, può essere utilizzata con ottimo successo per ricoprire pareti verticali usate come schermo visivo.

Hypericum calicinum: della famiglia delle Guttiferae, è una pianta perenne sempreverde di piccola taglia, con grandi fiori giallo oro. E' considerata un'ottima pianta tappezzante, in particolare per luoghi asciutti e ombreggiati, come ampie aiuole sotto gruppi, di alberi. I risultati della nostra prova, invece, non sono stati troppo favorevoli a questa specie largamente sfruttata nel Nord Europa ed in Italia, infatti è tra le specie che hanno dimostrato una scarsa attitudine alla copertura e alla competizione con le erbe infestanti, risentendo forse dell'esposizione in pieno sole. Le piante hanno manifestato la migliore attitudine alla copertura soprattutto nelle file "lavorate"; una buona copertura si è avuta anche con cippato e PVC.
Si sono inoltre verificati degli attacchi di ruggine che hanno peggiorato l'ornamentalità di Hypericum soprattutto durante i mesi invernali. Le piante infatti si presentavano con foglie secche e non verdi e rigogliose, come dovrebbero essere per caratteristiche intrinseche della specie.

Jasminum Nudiflorum: Oleacea, è un arbusto tra i più belli a fioritura invernale. I suoi fiori, di un bel giallo brillante, appaiono da novembre a febbraio sul nudi rami verdi, vigorosi ed angolosi. E' considerata una delle piante più idonee per nascondere muri e ricoprire scarpate, grazie ai suoi lunghi rami arcuati. Nei primi anni di impianto non raggiunge una copertura del terreno uniforme e sufficiente a competere con le malerbe, per cui è necessaria la pacciamatura. Lungo le scarpate ottimale risulta il PVC, che è quello che ha dimostrato per il gelsomino la migliore competizione alle malerbe nella nostra prova e che abbina a questo risultato il minor costo di acquisto.

Rosa chinensis "La Fee": è un arbusto particolarmente interessante per le caratteristiche ornamentali dei suoi fiori a mazzetti che durano molto a lungo e, durante l'inverno, per la presenza di abbondanti bacche rosse. Come molte rose può presentare alcuni attacchi parassitari come ruggine e oidio, mai tali da compromettere seriamente l'aspetto estetico delle piante, come è risultato dalle nostra prova sperimentale. Queste piante possono essere messe a dimora con sesti di impianto più larghi di quelli da noi utilizzati, anche se minore sarà la competizione, nei primi anni dopo l'impianto, con le malerbe.

Symphoricarpos X Chenaultii "Hancock": questa Caprifoliacea è una delle varietà arbustive tappezzanti più impiegate nel Nord Europa ovunque: nelle aiuole spartitraffico, sotto alberi, nei bordermixed, ecc. E' una varietà nana molto rustica che produce bacche bianco rosate persistenti durante l'inverno. Nei nostri climi si comporta spesso come una specie semipersistente,' mantenendo buona parte delle foglie durante la stagione fredda, le quali assumono un colore verde bronzo.
Grazie alla presenza di lunghi steli arcuati, che raggiungono il metro di altezza, il Simphoricarpos è in grado di raggiungere una copertura del 100% già dopo il primo anno di impianto. Alla luce dei risultati ottenuti, si può affermare che, come per la coronilia, la rosa e la vinca, che prenderemo in esame qui di seguito, si possono diminuire il numero di piante al metro quadrato in fase di impianto, rispetto a quelle utilizzate nella prova.

Vinca minor: con il suo fogliame persistente e i bei fiori violaazzurro è una delle piante tappezzanti erbacee perenni più amate. Presenta un portamento prostrato, strisciante, che tende a soffocare le infestanti fin dalle prime fasi vegetative.
Questa pervinca, più piccola rispetto alla Vinca major, è però più veloce a crescere e più resistente al freddo. Anche se è meglio utilizzarla nelle zone ombreggiate, dà ottimi risultati anche al sole, purché venga irrigata. Se ne sconsiglia l'impiego in zone prospicienti ad arterie stradali molto frequentate, per alcuni problemi legati all'inquinamento.

Conclusioni
Da queste brevi note emerge un quadro confortevole per l'impiego alternativo delle piante tappezzanti nell'arredo verde, a vantaggio della presenza "verde" rispetto ai manufatti. E' possibile anche scegliere tra tante specie e varietà, per rendere personali, senza dimenticare il prioritario aspetto tecnico, le realizzazioni verdi. L'analisi delle specie sopra elencate può aggiungere un tassello per una migliore utilizzazione delle piante tappezzanti, e un tentativo per far capire come le stesse devono essere studiate nelle nostre zone in piccole aree di prova, prima di essere usate in larga scala, per essere certi che rispondano alle esigenze che, in fase progettuale, ci si prefigge.

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