I testi di geobotanica – la scienza che studia la distribuzione delle piante sul nostro pianeta – sono corredati da cartine in cui è mostrata, mediante l'uso del colori, la diffusione nei continenti dei vari gruppi sistematici che costituiscono il regno vegetale. La parte del leone viene fatta dalle Graminacee, note peri loro usi alimentari, che coprono praticamente tutta la Terra, ma subito dopo si fanno luce diverse famiglie ben conosciute peri il loro valore ornamentale. Tra queste le Ericacee, per le quali è più semplice ricordare i luoghi dove esse non allignano: le terre polari a nord dell'America, l'interno della Groenlandia, gran parte del Madagascar e dell'Australia.

Oxydendron arboreum

Gaultheria shallon

Il nome e le caratteristiche delle Ericacee furono definite dal grande botanico francese Antoine Laurent de Jussieu (1748-1836), professore al Jardin des Plantes di Parigi. Costituita da ben 103 generi e circa 3.350 specie, la famiglia si è conquistata una fama notevolissima grazie a due suoi generi importantissimi: Rhododendron ed Erica, il primo con circa 1.200 specie, il secondo con più di 500. Quanto più grande è una famiglia, tanto maggiori sono le difficoltà che si presentano nella descrizione delle caratteristiche comuni a tutto il gruppo.
Infatti, se prendiamo in considerazione gli aspetti morfologici delle infiorescenze, potremo notare che esse sono molto variabili, spaziando fra il tipo a fiore semplice, quello a racemo od ombrella, oppure a grappolo. Il fiore è normalmente bisessuale, mentre il calice è costituito da 4-5 sepali fusi alla base; la corolla possiede 4-5 petali (talvolta di più nei rododendri) anch'essi uniti fra loro cosa da formare una sorta di tubo o sacca.

Zenobia pulverulenta

Ancor più interessante è l'osservazione di altri particolari che ci forniranno preziosi suggerimenti riguardo alla coltivazione. In primo luogo sappiamo che le Ericacee sono generalmente arbusti o rampicanti, le cui foglie, spesso sempreverdi, sono semplici e in diversi generi sono ridotte ad aghi come quelli delle conifere, mostrando così di essersi adattate ad ambienti asciutti e secchi (Erica, Calluna, Cassiope, ecc.). Inoltre, quasi tutte le Ericacee provengono da habitat con suolo acido, mentre la loro crescita è in parte determinata dalla presenza sull'apparato radicale di micorrize fungine.

Lyonia mariana

Pernettya ciliata

Le Ericacee arboree
Per quanto riguarda gli usi, le Ericacee, pur non offrendo molto sotto il profilo alimentare (a parte il genere Vaccinium, con mirtilli di varia natura), costituiscono invece un punto di riferimento basilare per la realizzazione di giardini, non solo con i generi più noti (Rhododendron, Erica, Calluna, Kalmia, Enklanthus) ma anche con una miriade di specie poco conosciute ed utilizzate. Tra i generi che possono fornirci esemplari di una certa altezza – a metà strada fra gli arbusti e gli alberi – abbiamo in primo luogo Oxydendron arboreum, caducifoglia che in coltivazione raggiunge i 10 metri d'altezza, contro i 20 del suo habitat originario, gli U.S.A. sud-orientali. Ben conosciuta in America, da noi fatica ad imporsi, anche se molti suoi aspetti risultano attraenti: fusto snello e spesso arcuato, con una bella corteccia rossa fessurata e ricche infiorescenze a pannocchia, lunghe 1525 cm, che si aprono in piena estate.

Non molto dissimile è Arbutus andrachne, il corbezzolo greco che presenta notevoli analogie con il nostro Arbutus unedo, una delle specie tipiche della vegetazione mediterranea. Arbutus andrachne è un alberello (12, metri al massimo) sempreverde che si riconosce per il fatto di avere foglie con margini spesso interi, mentre quelli di Arbutus unedo sono sempre seghettati. Splendido è il tronco, ricoperto negli esemplari più vecchi da una corteccia che si sfalda mostrando un brillante colore rosso-mattone.

Vaccinum 'Earlyblue'

Leucothoë fontanesiana

 

 

Arbusti a foglie larghe
Nel gruppo delle piante più chiaramente arbustive – quelle cioè che toccano al massimo i tre metri d'altezza – possiamo operare una distinzione fra i generi con foglie larghe e quelli che invece le hanno aghiformi o squamiformi. Nella prima categoria, veramente insolita è Gaultheria shallon (60-100 cm), proveniente dall'America settentrionale, con foglie lunghe 10 cm e larghe 6-8: i suoi fiori biancorosati e urceolati (rigonfi come un orcio) sono raccolti in racemi penduli del diametro di 5-10 cm.
Con foglie più piccole (2 cm circa), ma con infiorescenze ancor più attraenti è Menziesia cilcalyx, un bellissimo arbusto di 30-100 cm originario del Giappone, dotato di ombrelle di 3-8 fiori (6-10 nella varietà naturale multiflora) portati da peduncoli ricoperti da una lunga e soffice peluria. Un po' più lunghe (2-7 cm) sono le foglie di Zenobia pulveruenta, una piante semi-sempreverde degli (U.S.A. sud-orientali che può arrivare al metro e più di altezza.

Agapetes serpens 'Alba'

Acrostaphylos densiflora

La caratteristica principale della specie risiede soprattutto nella sua "glaucescenza", ben visibile sia sui rametti, sia sulle foglie, che sembrano proprio impolverate. I bianchi fiori dolcemente profumati sono attaccati a lunghi peduncoli in grappoli e sono di forma ampiamente campanulata. Una certa rassomiglianza corre invece tra Lyonia mariana (150 cm d'altezza) e Leucothoe fontanesiana (2 metri), soprattutto per la forma delle foglie, oblungo-lanceolata per entrambe, e dei fiori, a corona cilindrico-urceolata: tuttavia, la prima specie è decidua, la seconda sempreverde.
Più conosciute sono le Pernettya, che tuttavia oggi sono state incluse dai botanici nel più ampio genere Caultheria: Pernettya calata (oggi: Caultheria myrsinoides) è un piccolo arbusto di una ventina di cm d'altezza, con bianchi fiori solitari e penduli alle ascelle delle foglie, che sono di dimensioni assai piccole.

Andromeda polifolia

Ledum palustre

Pure in questa stessa categoria dalle foglie larghe inseriamo i Vaccinium, piante dai mirtilli rossi, come Vaccinium vitisidaea (spontanea in Italia), dai bei frutti eduli, o neri come quelli di Vaccinium atrococcum, americano, con bei fiori tardo-primaverili dal colore bianco soffuso di rosa. li genere Vaccinium, ricco di ben 450 specie, ha offerto ai coltivatori l'opportunità di ottenere numerose cultivar, come Earliblue, dai lunghi fiori bianchi a corona tubuloso-urceolata.
Molto particolare è invece Agapates serpens (50-70 cm), di provenienza himalayana, con piccole foglie lanceolate e un po' arcuate, e curiose infiorescenze pendule ascellari, distribuite lungo il fusto. Ancora a foglia larga sono Arctostaphylos, come la californiana Arctostaphylos densiflora, arbusto procombente con piccoli racemi di fiorellini bianchi che si aprono all'inizio dell'estate.

Daboecia x 'William Buchanan'

Cassiope mertensiana 'Gracillis'

 

 

Gli arbusti aghiformi
Poi c'è un gruppo di piante con foglie assai strette e lineari: tipici rappresentanti sono Andromeda polifolia, specie di zone paludose soprattutto di ambienti acidi, e Ledum palustre, che presenta fiori assai diversi dalle altre Ericacee, avendo bianchi petali aperti e non racchiusi a tubo o a sacca.
Consideriamo infine le specie rassomiglianti alle comuni eriche, come Bruckenthalia spiculifolia, Cassiope selaginoides e Cassiope mertensiana, Daboecia: tutte con foglie piccolissime o addirittura squamiformi, queste piante possono costituire una valida alternativa a Erica e Calluna, soprattutto nei giardini rocciosi.