Erica carnea 'Eileen Porter”

Il genere Erica, della famiglia delle Erícacee, comprende oltre 500 specie, in gran parte originarie dell'Africa Meridionale, non rustiche nei nostri climi. Sono invece quasi tutte rustiche quelle che crescono spontanee nell'Europa meridionale e occidentale, dalle coste atlantiche fino alla Scozia e alla Norvegia.

Specie tipiche della macchia mediterranea, molto amate e coltivate in Inghilterra e in Germania, sono Erica carnea, alta 20-25 cm e fiorita in gennaio-febbraio, E. mediterranea ed E. terminalis, che raggiungono invece i 3 metri, la prima fiorita da marzo a maggio e la seconda da giugno a settembre, tutte adatte al terreni calcarei. E. arborea, in fiore da marzo a maggio, profumata ed alta anche 5-6 metri, E. multiflora, fiorita in estate, non più alta di un metro e mezzo, E. scoparia, che raggiunge i 3 metri, crescono invece in terreni acidi, come le eriche «inglesi», a fioritura estiva, quali E. cinerea, E. tetralix ed E. vagans, alte da 20 a 60 cm a seconda della varietà, presenti anche in Spagna, Francia e Portogallo.

Rustiche e acidofile sono anche Calluna vulgaris, specie caratteristica delle nostre brughiere strettamente imparentata con le eriche, e le sue numerose cultivar, fiorite da luglio a novembre ed oltre e non più alte di 80 centimetri.

Sono tutte, si è detto, rustiche, a parte E. mediterranea ed E. vagans, che possono a volte risentire dei freddi intensi. Si piantano in posizioni soleggiate in primavera o in autunno, in terreni ben drenati ed equilibrati, composti da terra da giardino, torba e sabbia in parti uguali.

Erica cinerea 'C.D. Eason'

All'impianto e ad ogni ripresa vegetativa le si concima con farina d'ossa, e dai momento che le radici tendono ad essere superficiali, le si protegge dal disseccamento durante la stagione estiva con una pacciamatura di torba sminuzzata e frequenti annaffiature.

Le eriche non richiedono potatura, se non per eliminare le infiorescenze appassite, tagliandole alla base, in primavera per le specie a fioritura estiva ed appena incominciano a seccarsi per quelle a fioritura invernale è primaverile. Le eriche di dimensioni maggiori vanno però cimate, per evitare che si allunghino troppo e si spoglino in basso.

Tra le specie delicate sono particolarmente decorative E. gracilis ed E. hyemalis: la prima, originaria del Sud – Africa è un grazioso arbusto di 30-40 cm di altezza e larghezza, dai fiori rosa violetto da settembre a dicembre, molto usata come pianta a breve durata per aiuole e bordure e in vaso da balcone o appartamento; la seconda, di origini incerte, ma probabilmente ibrido orticolo, raggiunge i 60 cm di altezza e i 30 cm di diametro e si ricopre di campanelle bianche sfumate di rosa in inverno. Le si coltiva in vasi larghi 15 cm, in terra composta da 2/3 di torba e 1/3 di sabbia, in ambienti luminosi e aerati, alla temperatura di 5°C. Si annaffiano abbondantemente tutto l'anno, si concimano durante la bella stagione ogni 15-20 giorni con concime liquido ternario, si rinvasano e quindi si portano all'aperto in primavera. Si eliminano le infiorescenze man mano che sfioriscono e si accorcia un poco tutta la vegetazione, Come la maggior parte delle piante allevate sotto vetro, possono essere infestate da cocciniglie.

Le eriche possono essere propagate facilmente da talea: nelle specie rustiche si prelevano da luglio a ottobre gli ultimi 3-5 centimetri dei germogli laterali, che si mettono a radicare in ambiente molto umido, in terriccio composto da 2/3 di sabbia e 1/3 di torba. Si pongono all'esterno appena radicate, in vasetti o piantate in aiuola, finché, quando hanno raggiunto una decina di centimetri di altezza, si trapiantano a dimora. Nelle specie delicate si prelevano invece talee di 2-3 centimetri in marzo e le si fa radicare in un miscuglio di torba, sabbia e cocci, alla temperatura di 15°-16°, sotto copertura di materiale plastico o ricorrendo alla nebulizzazione. A radicazione avvenuta si trapiantano in vasetti, che vengono portati all'aperto solamente in primavera.