Il tomento rende le foglie di Geranium cinereum d'un colore grigio-argenteo, più evidente con la siccità, tanto da giustificarne il nome. Cresce facilmente su terreno soleggiato e ghiaioso e fiorisce in giugno. Si moltiplica per talea infossa in sabbia

Nel Parco Naz. d'Abruzzo G. cinereum inizia a fiorire a fine maggio e lo si ritrova anche in altre zone appenniniche e nei Pirenei. Adatto a giardini umidi e soleggiati

Chi non ricorda la favola di Esopo in cui la gru, grazie al suo lungo becco si irride della volpe invitata al banchetto le cui pietanze erano però contenute in anfore dal lungo collo? Ecco, la sagoma del cranio e del becco della gru è identica a quella del carpello dei gerani che contiene i semi e i pappi sericei; ed è con la parola greca, 'geranos' (gru) che è stato nomenclato questo genere.
Siccome poi, nel parlar corrente per gerani si intendono quelli che botanicamente sono dei 'pelargoni', è bene sapere che anche in essi il carpello è simile al becco di un'altro uccello dei ciconidi, la cicogna, il cui nome in greco è 'pelargos'.
Geranium sono endemici anche della nostra flora e di quella delle terre temperate di tutto il mondo, mentre Pelargonium sono quasi tutti originari del Sud-Africa. Geranium si trovano nei nostri prati, come la comunissima 'erba roberta' (G. robertianum) o il simile Geranium molle, dai petali rosamalva, che punteggia certi prati naturali o le prode un po' ombrose, così negletto dinanzi a tanti altri fiori ma che non è raro si faccia notare per la sua grazia quando si affaccia tra le foglie, fatto più grande e vistoso dall'essere cresciuto un po' all'ombra. 0 come il Geranium tuberosum dei prati del Sud Europea che già in marzo-aprile punteggia di numerosi ciuffi di fiori rosa-lilla i campi.
E, ancora, Geranium cinereum dei prati appenninici, dalle grandi corolle rosa-porporine, che si macchiano di un'unghiata marrone scuro nella sottospecie, G. cinereum subcaulescens.

La varietà 'Ballerina' di G. cinereum mostra al centro della corolla l'unghiatura marrone e la tinta magenta-intenso tipiche della subspecie 'subcaulescens' che cresce nei Balcani.

Geranium molle ha la grazia semplice dei fiori di campo, simile all'erba roberta, se ne distingue per i fiori più grandi

Gli inglesi ne han fatto delle star
I giardinieri inglesi hanno attinto a man bassa tra le tante specie sia europee che asiatiche, attratti dalla facilità di coltura e dalla ricca e prolungata fioritura oltre che dal fogliame sempre elegante, spesso così bello da farsi ammirare di per sé come accade in G. maderense che prima di gettare la fontana del gran ciuffo di fiori rosalilla forma un compatto e leggero cuscino di foglie pentalobate, finemente e profondamente incise, glauche, di grande effetto sia in giardino che in vaso. Esistono quasi 400 specie di Geranium che crescono in luoghi aridi, freschi, boschi, pascoli, paludi, macerie delle zone temperate, sicché non è difficile trovare tra di esse quelle più adatte al nostro clima e al suolo del nostro giardino.

Geranium tuberosum è in fiore già a fine marzo in Sicilia come mostra questo esemplare in un campo di carote. La pianta scompare in maggio per risvegliarsi in tardo autunno dopo le piogge grazie al rizoma tuberoso

Geranium sylvaticum, qui a Kew nella rara forma 'Album', dai fiori candidi che si dispiegano da boccioli rosati. t specie che può vivere al sole o all'ombra

Per climi freddi
Tra Geranium per climi freddi e da aiuola, ossia di taglia oltre i 30 cm, troviamo Geranium grandiflorum, che più correttamente si dovrebbe chiamare G. himalayense essendo originario del Sikkim, specie arbustiva a portamento espanso che forma cespugli tra i 30 e i 50 cm, larghi altrettanto, con foglie pentalobate, dai fiori azzurro-porpora larghi 4-5 cm che appaiono in giugno-luglio. Il Geranium pratense originario dell'Europa settentrionale, alto fino a 90 cm e largo sui 60, anch'esso a foglie divise profondamente in 5 o 7 lobi, dai fiori azzurri o azzurro-violetto con venature cremisi, larghi sui 4 cm che sbocciano in piena estate rifiorendo fino a settembre.
Ne esistono diverse varietà tra cui 'Album' a fiore candido, 'Mrs Kendall Clark' a fiori celeste, 'Flore Pleno' a fiori doppi, azzurri. Tra queste due specie, l'europea e l'asiatica, il connubio è stato facile e ne sono venute fuori tante belle varietà che hanno i pregi di entrambi i genitori.
Ecco così 'Johnson's blue' d'un amabile blu-violaceo con venature scure, basso di taglia, sui 30 cm, che fiorisce già a fine maggio. Ecco il 'Pienum' modesto anch'esso, dai fiori d'un elegante color malva.

A taglia ridotta
Per i giardini rocciosi, per le grancciotole, occorre cercare invece tra Geranium di taglia prostrata. Come nostro bel Geranium cinereum che cresce nel Parco Naz. d'Abruzzo dalle foglie un po' molli e pelosette reniforni e incise, dai fiori su corti! semi steli tanto da non alzarsi più di cm di un bel rosa pallido. Di esso esistono 3-4 varietà come 'Ballerina' rosa-lilla ad unghia marrone e venature scure, che si rivela un prezioso ornamento del rock-garden da giugno in poi. 0 il Geranium sanguineum, originario dell'Europa e dell'Asia, endemico in Italia, che forma fitti cuscinetti di foglie finemente incise e fiorisce a profusione in estate con larghe corolle cremisi-magenta.

Geranium pratense forma dei cespugliotti eleganti per compattezza e fogliame. Si ibrida facilmente e qui vediamo la varietà 'Mrs Kendall Clark', una delle migliori, d'un grigio periaceo soffuso di rosa

Il Geranium 'Johnsons Blue' è frutto dell'incrocio tra G. himalayense e G. pratense. Di portamento basso costituisce un ottimo cespuglietto per piccole aiuole o ciotole

Ne esistono due forme, la bianca e la rossoporpora, oltre alla varietà 'lancastriense' dai fiori più grandi, rosati venati di cremisi. Dall'Himalaya ci viene G. wallichianum non più alto di 20 cm che forma ampi cuscinetti prostrati e anche ricadenti per un'area di oltre 50 cm, dalle belle foglie sericee verde chiaro, profondamente dentate, su cui spiccano in luglio-agosto i fiori azzurro porpora, che nella var. 'Buxton's blue' sono azzurri con centro bianco.

Nei giardini al sud
Per i giardini del Meridione invece sono indicate certe specie che amano terreno asciutto e una temperatura invernale mite, come G. maderense, di cui si è detto, G. canali molto simile; o come G. atlanticum (sin. G. malviflorum) del Marocco e della Spagna, dalle radici tuberose e che è uno dei primi a fiorire verso aprile-maggio con fiori blu-lilla, così come G. tuberosum alto sui 20 cm originario delle zone più aride del Mediterraneo, dai fiori rosa. O G. rubescens che forma rosette di foglie palmate, vellutate, tra cui spuntano bassi fiori rosa-vivo vivacizzati dalle antere arancione.

Geranium sp. una delle tante varietà che si ottengono dall'ibridazione interspecifica. Racogliendo i semi di Geranium in coltivazione e riseminandoli è possibile ottenere delle forme nuove

Ecco una forma doppia di Geranium himalayense, la 'Birch Double', che ha conservato la grazia della specie senza appesantirsi troppo. Raccomandabile per i giardini che d'inverno si coprono di neve

Come coltivarli
Coltivarli non è difficile, anche se è difficile trovarli dai vivaisti. Nascono infatti facilmente dai semi, che si possono ordinare alla Thompson & Morgan di Ipswich. La semina va fatta in substrato di sabbia e torba, in cassetta, in primavera, ripicchettando in suolo ben drenato ed esposto al sole, o in semiombra se si è al Sud, ma mai all'ombra completa.

Geranium maderense, vuole terreno perfettamente drenato, posizione soleggiata e ricovero invernale: ma ripaga con un'imponente fioritura rosa. t facile a riprodurre da seme

A Wisley nel gran parco curato dalla R. H. S. sono pressoché infinite le specie orticole che si incontrano in fiore. Ecco la varietà 'Splendens' di Geranium sanguineum lancastriense, una deliziosa varietà manifestatasi in un giardino dell'Isola di Walney, che per di più d'autunno si tinge di rosso

G. cinereum, ad esempio, vuole pieno sole, mentre le specie alte necessitano di una leggera struttura di 2-3 cannacciole di bambù nascoste tra le foglie cui legare i fusti principali per evitare che il cespuglio si apra.
Esaurita la prima fioritura si recidono i rami esauriti per stimolare una seconda emissione di rami fioriferi. In autunno, si pota corto l'intero cespuglio per favorire un rafforzamento della pianta che presenterà una vegetazione più compatta in primavera. In autunno e primavera, poi, i vecchi cespugli possono dividersi, ottenendo nuove piante da ripiantare subito. Tra i nemici, attenzione alle lumache che possono in una notte distruggere i frutto di una semina ben riuscita.