Per migliorare la costituzione del terreno si usano specifici prodotti che nel caso dei difetti fisico-meccanici si chiamano "ammendanti" e nel caso delle caratteristiche chimiche "correttivi". Entrambi si incorporano al terreno con una fresatura superficiale prima della semina.

Difetti fisico-meccanici
I principali difetti che riguardano la struttura del terreno sono l'eccessiva compattezza presente nei suoli argillosi o l'eccessiva scioltezza e permeabilità tipica dei suoli sabbiosi. L'ammendante più valido adatto a migliorare sia terreni pesanti che leggeri è rappresentato dalla sostanza organica contenuta in diversi prodotti: stallatico, terricci e composte, humus, torba, ecc.; un suo apporto regolare e generoso contribuisce a diminuire la compattezza del suolo e ad incrementare la quantità di elementi nutritivi assimilabili dall'apparato radicale delle piantine. Quindi nei terreni argillosi migliora la permeabilità mentre in quelli sabbiosi e leggeri trattiene l'acqua impedendole di penetrare rapidamente negli strati inferiori. Quando il sottosuolo presenta una struttura contraria a quella della superficie, è possibile intervenire con un rimescolamento degli strati.
Se questo non è realizzabile, occorre aggiungere specifici ammendanti. Per i terreni sabbiosi si incorpora torba (per 1.000 mq ne occorrono circa 2-3 mc) che serve per aumentare la ritenzione idrica e quindi a trattenere gli elementi nutritivi. Dove invece occorre diminuire la compattezza e rendere la struttura più permeabile e porosa si aggiunge sabbia di fiume non calcarea (circa 10-20 mc ogni 1.000 mq). I terreni argillosi possono anche essere migliorati con l'aggiunta di vari materiali inerti. Molto validi sono quelli di origine vulcanica come la pomice e la vulcanite (lapillo vulcanico); presentano elevate caratteristiche di porosità, leggerezza e ritenzione idrica.

Correzione delle caratteristiche chimiche
In questo caso il difetto del terreno consiste in un errato valore del suo pH che può essere troppo basso (terreno acido) o alto (terreno alcalino). In entrambi i casi alcune sostanze nutritive non riescono ad essere utilizzate dalle piante. Perciò è bene intervenire con opportuni correttivi.
Per ridurre l'acidità si deve incorporare calcio o calcare che è possibile trovare in vari prodotti: calce agricola (circa 2-5 q per 1.000 mq), carbonato di calcio, calce magra, calce viva (prima di distribuirla sul terreno è necessario trasformarla in calce spenta lasciando i mucchietti per qualche giorno all'azione dell'umidità dell'aria), marna o argilla calcarea, ossido di calcio.
Per ridurre l'alcalinità si apporta letame insieme a prodotti inorganici: gesso agrario (solfato di calcio; la dose è di 1-1,5 q ogni 1.000 mq) e zolfo (è reperibile sotto forma di solfato ferroso o di alluminio; per 1.000 mq occorrono circa 50-100 kg). Dopo la loro distribuzione è opportuno irrigare abbondantemente.