Nella classe degli aracnidi, questi piccoli organismi dannosi sono tutti compresi nella sottoclasse degli acari, unica dotata di caratteristiche fitofaghe e quindi di notevole importanza, per quanto concerne forme di dannosità verso le piante coltivate.
Gli acari hanno la caratteristica di riprodursi prevalentemente per via sessuale, mediante la deposizione di notevoli quantità di uova. Esse possono presentarsi lisce o rugose ed il loro colore in genere è bianco-opaco, rosso, arancio od anche verde.
La forma generalmente rotondeggiante, sferica più o meno schiacciata ai poli, liscia o peduncolata, fino ad assomigliare ad una cipolla (Panonychus ulmi).
Le forme larvali che da esse schiudono, possiedono tre paia di zampe e subiscono la metamorfosi, passando mediante varie mute, attraverso i tre stadi principali di larva, ninfa e adulto.
Gli adulti, anch'essi di colore variabile dal giallo, al verde, al rosso, possiedono sempre quattro paia di zampe, a differenza degli insetti che ne hanno soltanto tre.
Il numero delle generazioni che essi possono compiere in un anno è vario, ma sempre elevato, tanto da rendere le intestazioni rapide e pericolose.
Gli apparati boccali degli acari, sono di tipo particolare e sono costituiti da due paia di appendici boccali (i cheliceri ed i pedipalpi), atte a prendere, perforare e lacerare. Con questi apparati, gli acari si nutrono, producendo ai vegetali deperimenti generali, anche consistenti, a causa della continua sottrazione di linfa ed iniezione di enzimi.
I deperimenti possono presentarsi di elevata intensità ed essere accompagnati in vari casi da proliferazioni abnormi dei tessuti (particolarmente nella famiglia degli Eriofidi).
Complessivamente, gli acari fitofagi si possono raggruppare nelle famiglie dei Tetranichidi, Tarsonemidi, Tenuipalpidi, Eriofidi ed Acaridi. Tralasciando per il momento le due ultime famiglie che per le caratteristiche di aggressione dell'ospite, meritano trattazione a parte e più particolareggiata (gli Acaridi particolarmente dannosi sui bulbi, gli Eriofidi per la produzione in genere di caratteristiche proliferazioni), si considerano in questa nota, le altre famiglie la cui caratteristica principale è di produrre sugli ospiti dei sintomi piuttosto comuni e facilmente identificabili.
Essi si riscontrano sulla vegetazione e consistono soprattutto in decolorazioni fogliari, grigio-giallastre, del tutto simili ad uno strato polveroso, con presenza di vari residui ragnatelosi riscontrabili sulle pagine inferiori. Le foglie infestate possono cadere anticipatamente o guastarsi ed anche i fiori possono risultare danneggiati (es. famiglia Tetranichidi). Si possono anche notare sulla giovane vegetazione, presenze di foglie piccole e de. formate, a volte inspessite ed arrotolate ai bordi; nelle lamine si possono notare arricciamenti, increspature e bollosità, mentre nelle piante da fiore si possono verificare difficoltà nelle schiusure dei bocci fiorali (es. famiglia Tarsonemidi).

I più dannosi
Tra gli acari appartenenti alle famiglie più rappresentate e dannose, già sopra citate, vanno ricordate le seguenti specie:

Fam. Tetranichidi:

ragno rosso comune
(Tetranychus urticae)

ragno giallo della vite
(Eotetranychus carpini), oltre ai meno frequenti: Oligonychus bicolor, Tetranycopsis horridus, Panonychus citri, Bryobia kissophila, Eurytetranychus latus ed Eotetranychus populi

ragno rosso dei fruttiferi
(Panonychus ulmi)

ragnetto verde delle conifere
(Oligonychus ununguis)

ragno giallo del tiglio
(Eotetranychus tiliarius)

Fam. Tarsonemidi: Acaro pallido del ciclamino (Steneotarsonemus pallidus), oltre a Polyphagotarsonemus latus, Tarsonemus tepidariorum e Stenoatarsonemus laticeps.

Fam. Tenuipalpidi: Brevipalpus phoenicis e Tenuipalpus cactorum.
Inoltre, bisogna anche ricordare che fra gli acari esistono alcune famiglie con caratteristiche predatrici sia verso altri acari fitofagi che verso insetti.
Questi organismi devono essere rispettati e possibilmente salvaguardati, tenendone in debito conto nell'attuazione di ogni piano di difesa. Tra queste famiglie, considerate utili a tutti gli effetti, vanno ricordati i Fitoseidi, Stigmeidi, Bdellidi, Anistidi, Trombididi, Cheiletidi, ecc.

Principali specie di piante aggredite (ospiti)
Le principali specie di piante coltivate nei parchi, giardini ed interni, a cui possono derivare danni particolari da qualche specie di acaro o ragnetto delle citate famiglie Tetranichidi, Tarsonemidi, Tenuipalpidi e sulle quali si possono riscontrare alcuni dei sintomi sopra descritti, vengono riportate di seguito al nome specifico del loro acaro fitofago.

  • Tetranychus urticae: afelandra, aquilegia, asparagus, aspidistra, azalea e rododendro, begonia, bromeliacee, cactacee, camelia, coleo, crisantemo, croco, croton, dalia, dieffenbachia, dracaena, felci, ficus, fresia, fucsia, garofano, geranio, gerbera, giglio, gladiolo, ibisco, impatiens, iris, lillà, malvone, nasturzio, orchidea, ortensia, palma, passiflora, peperone, pervinca, pittosporo, primula, rosa, stella di Natale, strelitzia, viola, acero, gieditschia, ippocastano, robinia, tasso.

  • Panonychus ulmi: aralia, camelia, dalia, edera, ibisco, oleandro, pittosporo, rosa e rosacee da fiore, robinia, noce, salice, olmo ed ontano.

  • Oligonychus ununguis: abete, cedro, chemaeciparis, douglasia, cipresso, larice, sequoia, pino, taxodium, thuja.

  • Oligonychus bicolor leccio e quercia.

  • Tetranychus orridus: nocciolo.

  • Panonychus citri: cotoneaster, lauroceraso.

  • Bryobia kissophila: edera, zinnia.

  • Eotetranychus tiliarius: acero, ippocastano, salice, tiglio.

  • Eotetranychus populi: pioppo, salice.

  • Eotetranychus carpenti: anturio, geranio, strelitzia, ampelopsis.

  • Eurytetranychus latus: bosso.

  • Stenoatarsonemus pallidus: afelandra, aralia, begonia, bocca di leone, ciclamino, edera, geranio, gerbera, kalánchoe.

  • Polyphagotarsonemus latus: begonia, gerbera, glossinia, impatiens, kalanchoe, saintpaulia.

  • Tarsonemus tepidariorum: felci.

  • Steneotarsonemus laticeps: narciso, nerina

  • Brevipalpus phoenicis e Tenuipalpus cactorum: cactacee.

Orientamenti e tecniche di difesa
Come già citato, tutti questi acari fitofagi, possiedono diversi antagonisti in natura che devono essere salvaguardati in ogni piano di difesa, anche se di ordine modesto e di entità limitata. Anzi, questi antagonismi è bene vengano favoriti nel loro sviluppo, anche mediante una loro immissione diretta nell'ambiente.
Tra gli organismi antagonisti allo sviluppo dei ragnetti od acari, vanno ricordati il fungo Beauveria bassiana, mentre tra gli acari alcune specie delle famiglie Fytoseidi (Phytoseiulus persimilis e Typhlodromus italicus), Trombididi (Allothrombium fuliginosum), Stigmeidi (gen. Zetzellia ed Agisternus).
Tra gli insetti, alcuni Coleotteri coccinellidi (Stethorus punctillum) e Stafilinidi, Neurotteri crisopidi, Rincoti antocoridi e miridi, oltre a Ditteri cecidomidi ed altri.
Buoni risultati sono già stati ottenuti in vari casi con l'uso di Beauveria bassiana, Phytoseiulus persimilis e Stethorus punctillum.
Prima di compiere qualsiasi intervento di lotta chimica è bene anche tenere conto di eventuali temporali in arrivo che possono rarefare notevolmente, specie con pioggia insistente e battente, le popolazioni presenti.
A questo riguardo, anche le irrigazioni per aspersione con getti robusti durante le ore estive serali, specie su piante arbustive ed arboree, possono permettere di raggiungere simili risultati.
Per quanto concerne gli interventi di lotta chimica, occorre tener presente la capacità posseduta da molti acari di originare ceppi resistenti ai comuni acaricidi, con buona facilità. Essi andranno pertanto alternati nel loro uso, previo saggi su pochi esemplari, al fine di individuare eventuali fenomeni di fitotossicità. Inoltre, occorre rilevare che diversi prodotti antiparassitari sembrano avere una azione acarostimolante od acaroriproducente, pertanto il loro uso deve essere contenuto o addirittura abbandonato. Fra questi vanno ricordati molti ditiocarbammati e diversi piretroidi di sintesi.
I prodotti acaricidi devono essere impiegati prima della comparsa dei sintomi sul fogliame, evitando i momenti di presenza degli insetti pronubi ed evitando momenti in cui sia facile la contaminazione di luoghi civili, di persone, di animali o di prodotti alimentari.
Tra gli acaricidi più consigliabili allo, scopo, si ricordano dicofol, dicofol+tetradifon ed endosulfan particolarmente per i Tarsonemidi, dicofol e clorbenside in particolare per i Tenuipalpidi.
Per i Tetranichidi si possono ricordare propargite (Panonychus sp.); propargite, dicofol (Oligonychus sp., Eotetranychus sp.); azociclotin, dicofol (Tetranychus urticae).
In caso di presenza di uova svernanti di ragnetti sui rametti di piante arbustive ed arboree, può essere valido un intervento di fine inverno con olio bianco attivato.
Come già ricordato, questi prodotti vanno tutti impiegati per tempo, senza abusare negli interventi e nelle dosi di impiego, utilizzandoli solo in caso di vera necessità, dopo avere accertato la presenza effettiva del fitofago ed adottando la tecnica dell'alternanza nelle varie possibili utilizzazioni.