La Scandinavia è solcata da un notevole numero di impetuosi fiumi, famosi per la pesca al salmone e per la loro bellezza. Lungo le rive di questi corsi d'acqua si trovano i "saliceti", costituiti da alberi che raggiungono al massimo i 10 m di altezza. Lungo la costa del Golfo di Botnia la vegetazione boreale è rappresentata dagli "alneti", formati da ontano bianco (Alnus incana) e da ontano comune (A. glutinosa).

Verso la Danimarca
Lasciata la regione boreale, ci avviciniamo lungo la fascia costiera meridionale, alla Danimarca. Quest'ultima, assieme alla costa meridionale della Svezia e della Norvegia, presenta una vegetazione di tipo atlantico dove prevalgono i boschi di latifoglie decidue e le brughiere planiziali. Qui la stagione invernale è meno rigida ed il periodo vegetativo dura 4-6 mesi. La copertura arborea è rappresentata da querceti, faggete e boschi misti di latifoglie. I querceti sono costituiti da due specie: la rovere (Quercus petrea) e la farnia (Q. robur); la prima si trova sui suoli più aridi ed acidi, mentre la farnia è più esigente richiedendo un clima più continentale e suoli più alcalini. Il sottobosco è molto ricco sia di specie erbacee che di muschi e felci.

Uno dei meravigliosi e pescosi dei
fiumi della Scandinavia

 

Olanda: una faggeta in
habitus primaverile

Queste foreste si presentano spesso pluristratificate e lo strato arboreo inferiore è costituito generalmente dalla betulla, in Norvegia, e dal sorbo, il salice ed il nocciolo in Svezia e Danimarca. Anche lo strato arbustivo è ricco di specie tra cui prevalgono il biancospino ed il sambuco. Nella Svezia meridionale sono molto diffuse le faggete, che costituiscono i querceti sui suoli più fondi e fertili purché non acquitrinosi. Questi boschi sono generalmente coetanei, a causa degli abbattimenti selettivi lungamente praticati, e piuttosto fitti, perciò il sottobosco, sia erbaceo che arbustivo, è assai ridotto.

Brughiere atlantiche
Dove le attività umane, abbattimenti e pascolamento del bestiame, hanno mantenuto il terreno sgombro da piante arboree, si sono formate le cosiddette "brughiere atlantiche" che si sviluppano sui suoli podzolici in Danimarca, nella zona costiera meridionale della Svezia, nella costa Sud-occidentale della Norvegia e nel Nord della Germania. La superficie di queste brughiere è andata diminuendo nell'ultimo secolo a causa dei cambiamenti avvenuti nelle pratiche agricole, come ad esempio la riduzione del pascolo e dei rimboschimenti. La loro vegetazione è costituita essenzialmente da arbusti nani tra cui domina il brugo (Calluna vulgaris) misto a mirtillo, mirtillo rosso, Erica cinerea, muschi e licheni. Nelle medesime zone, ma dove il suolo è costituito da torba, si formano vari tipi di torbiere ricche di Graminacee, muschi, sfagni, licheni ed arbusti nani oltre a specie erbacee tipiche dei suoli molto umidi come il giunco (Juncus), la Pinguicola, vari ranuncoli e carici (Carex).

Vegetazione centro-europea
Inoltrandoci ora attraverso la Danimarca meridionale e quindi la Germania, incontriamo una vegetazione di tipo centro-europeo caratterizzata dalla presenza di foreste di latifoglie decidue, dominate dal faggio, dalle querce e dal carpino bianco nelle zone pianeggianti, e di conifere, spesso miste a latifoglie, nelle zone montuose. Come è noto l'albero caratteristico di gran parte dell'Europa è il faggio che si spinge a Sud, attraverso la catena appenninica, fino alla Sicilia dove lo si ritrova sulle pendici dell'Etna. Spostandosi a Sud esso occupa via via fasce altitudinali sempre più elevate, ma in Danimarca ed in Germania cresce nelle zone pianeggianti e collinari dove forma vari tipi di faggete caratteristiche delle diverse situazioni pedoclimatiche e differenziate in base alla composizione floristica del sottobosco. Questi boschi sono generalmente coltivati a fustaia coetanea, mentre nell'Appennino è assai più frequente il governo a ceduo dovuto al secolare sfruttamento del legname a scopo combustibile da parte delle popolazioni indigene. Il faggio può associarsi al tasso, nella regione atlantica, all'abete bianco e all'acero montano, nell'Europa centro-occidentale e sulle Alpi, e con il Sorbo degli Uccellatori un po' ovunque.

Vallata coltivata nella Norvegia meridionale

Una torbiera ricoperta di muschio

Nella Germania centro-settentrionale sono assai diffusi i boschi misti di querce, rovere e farnia, e carpino bianco (Carpinus betulus) con altre latifoglie quali il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), il tiglio (Tilia cordata) e l'acero montano (Acer pseudoplatanus). Come abbiamo già detto la rovere e la farnia si spingono fino alla Svezia, sulle coste meridionali del Baltico, dove spesso si associano con il sorbo e con il pioppo tremolo.
Nell'Europa centrale si ritrova anche il pino silvestre, il più diffuso pino europeo, che si spinge fino alle Alpi e all'Appennino Ligure e colonizza suoli sabbiosi e ghiaiosi. Altri importanti pini europei sono il pino nero, diffuso soprattutto in Austria, il pino cembro ed il pino mugo, che si trovano solo nelle regioni alpine. Altra conifera assai diffusa, come abbiamo visto, in Scandinavia, che si ritrova nella Germania settentrionale, è l'abete rosso che si spinge a Sud fino a colonizzare tutto l'arco alpino. Al di fuori di queste zone si trovano comunque molti boschi artificiali di abete rosso e nella Foresta Nera lo si ritrova a formare dei boschi misti con l'abete bianco. Quest'ultima associazione è ampiamente diffusa anche sulle Alpi.
Nelle zone più umide ed in quelle fluviali, dalla Pianura Padana fino alla Scandinavia meridionale, si trovano boschi di ontano comune ed ontano bianco associati a salici, pioppi, frassini ed olmo campestre. Salici e pioppi possono, in varie zone dell'Europa centrale, prevalere sulle altre specie e formare delle boscaglie sui greti dei fiumi.

Torbiere, brughiere e praterie
Nella Germania settentrionale e in Danimarca si trovano ancora le torbiere, le "torbiere alte", costituite da collinette e depressioni, e le brughiere. Le prime sono popolate, ai margini più asciutti, da pino silvestre e Calluna vulgaris, mentre le parti più umide ospitano varie specie di carici, sfagni, drosere e pennacchi (Eriophorum) che si associano tra loro in vari modi a seconda delle caratteristiche locali del suolo. Le brughiere differiscono da quelle più nordiche per la presenza della ginestra dei carbonai. Esse si formano generalmente in seguito alla distruzione dei boschi climax, faggete e boschi misti di faggio e querce su suoli sabbiosi, e si mantengono per opera del pascolamento che impedisce la ricomparsa del bosco. In queste brughiere si trovano varie graminacee (Festuca ovina, Agrostis capillaris, ecc.), mirtillo, brugo, ginepro e ginestra dei carbonai. Sempre in Germania si trovano poi le cosiddette "brughiere erbose", situate nelle zone montuose, che abbondano di Graminacee e giunchi, misti a brugo, alcune caratterizzate dalla presenza del Nardus strieta altre da quella della ginestra alata (Chamaespartium sagíttale). Infine, in tutto il centro-Europa e fino alla penisola dello Jutland (Danimarca) sono diffuse le praterie mantenute dall'uomo per gli animali che occupano vaste aree pianeggianti. Le poche praterie naturali si trovano negli ambienti alpini, nelle zone palustri, sui suoli salini, oppure dove l'aridità molto accentuata permette unicamente la formazione di steppe. In queste dominano Graminacee varie, a seconda delle condizioni pedologiche e climatiche, alle quali di volta in volta si associano altre piante erbacee quali i ranuncoli, Dianthus, Potentilla, Gentiana, Taraxacum officinalis, Achillea, Trifolium, eccetera.

Una veduta delle Alpi (in primo piano un pino mugo e sullo sfondo le praterie pascolate

Lümeburger Heide (Germania): una vastissima brughiera ed ericacee,
ginepro e graminacee

Si giunge così alle Alpi che separano la regione centro-europea da quella mediterranea. Quest'ultima, che si differenzia completamente da tutte quelle descritte in questo articolo , è caratterizzata dalla presenza di alberi sempreverdi e di specie in grado di sopportare lunghe e calde estati siccitose, cambia cioè, in queste zone, il fattore limitante principale che, come abbiamo visto, era stato fin qui l'intenso freddo invernale. Nella Germania meridionale, dove ormai si giunge ai piedi della catena alpina, s'incontra nuovamente la vegetazione di tipo boreale che abbiamo già descritto e che sulle Alpi assume un carattere azonale per la presenza di numerose specie endemiche derivanti da specie rifugiatesi su queste montagne nel corso delle modificazioni climatiche succedutesi in Europa nei secoli.