Il vero inquinamento ambientale risulta oggi difficilmente definibile e quantificabile, così come i danni da esso prodotti. Aria, acqua e suolo, soprattutto nei territori antropizzati e/o industrializzati, vengono in qualche modo interessati dai principali fattori che lo determinano spesso mascherando, sommando o sinergizzandone i singoli effetti. Tutte le piante presenti finiscono per esserne negativamente influenzate sia nei giardini che nel verde urbano possono anche subire danni, assimilabili a vere e proprie malattie. Non si intravedono soluzioni al problema, almeno a breve termine, perché esistono interferenze e mascheramenti con i vari fattori ambientali ed antropici da sempre influenti sulla vegetazione ed anche perché le conoscenze del problema appaiono ancora limitate, così come gli studi su di esso effettuati. 

Molti sono i tipi di danni che si notano sulla vegetazione, i cui sintomi macroscopici non corrispondono a quelli prodotti dalle più comuni e frequenti manifestazioni fitopatologiche, pur presentando in alcuni casi una certa similitudine. Questi sintomi rappresentano non tanto l'effetto di un fattore inquinante o tossico, ma quello di due, tre o di un complesso di fattori, ormai presenti nell'ambiente in numero sempre più elevato ed in quantità sempre più consistente. Il concetto di ambiente è molto vasto, infatti esso comprende oltre ai vari organismi che lo popolano, sia l'aria, che l'acqua ed il suolo nella loro massima complessità ed in tutte le loro manifestazioni ed interazioni. Ognuno di questi elementi fondamentali ha subito nel tempo delle considerevoli trasformazioni, a causa delle immissioni di sostanze ma anche delle mutate condizioni fisico-agronomiche ed ambientali che pure hanno influito molto negativamente sulle funzioni vitali delle piante.

Enormi quantità di emissioni gassose sono state addizionate all'aria che tutti gli organismi viventi respirano e con cui vengono continuamente in contatto con le proprie superfici epidermiche più o meno delicate. Anche l'acqua, che tutti gli organismi viventi assorbono e che rappresenta per essi il massimo componente, viene miscelata a sostanze nocive di ogni genere che ne hanno fortemente alterata la composizione, tanto che il suolo, considerato da sempre come il più grande filtro purificatore, è ora solo parzialmente in grado di assolvere alla sua importante funzione. Lo stesso suolo, su moltissimi tratti territoriali, presenta una composizione alterata, a causa del deposito continuo degli stessi materiali nocivi contenuti nell'aria e nell'acqua, oltre alle tante sostanze che in esso vengono incorporate e che sono costituite in gran parte dai residui liquidi o solidi rappresentati dagli scarti delle tante attività umane. In questo bel quadro ambientale, vivono purtroppo tutti gli organismi animali, uomo compreso, con tutti i loro problemi di ordine fisico-sanitario, ma che solo in piccola parte le scienze mediche conoscono in modo approfondito. Nello stesso quadro ambientale, mischiate all'uomo, a questo punto quasi impotente ma sempre devastante, ed agli altri animali convivono anche le piante, esigenti una condizione ambientale più confacente e meno debilitante di quella attualmente rilevabile. Cercheremo di descrivere, in questa nota, i sintomi dei danni che vengono prodotti alle piante dai principali inquinanti e di capire il loro comportamento nel nuovo contesto ambientale in cui l'uomo le costringe a vivere; di capire inoltre il loro ruolo mitigatore delle avverse condizioni ambientali; il loro adattamento alle attuali situazioni di vita non più favorevoli allo sviluppo animale; il loro ruolo di sensore ambientale e di monitoraggio nei confronti delle attuali condizioni di vivibilità; il loro grado ancora scarsamente conosciuto di sensibilità specifica agli inquinanti ambientali, al fine di graduare una possibile scelta per le nuove piantagioni da programmare.

Gli inquinanti principali e le loro sorgenti
Alcuni inquinanti ambientali esistono da molto tempo, altri invece si sono dimostrati tali in epoche più recenti. In ogni caso, se escludiamo quelli di origine naturale, come le eruzioni vulcaniche, le attività microbiche producenti processi di decomposizione, i vari incendi di impianti forestali e di altri vegetali, gli aerosol marini, le emanazioni gassose degli organismi viventi, ecc., tutti gli altri sono il frutto di attività antropiche. Fra questi, i principali inquinanti fitotossici, più frequentemente presenti, soprattutto negli ambienti antropizzati sono: Anidride solforosa (SO2), composti del fluoro (HF, ecc.), Ozono (03), Ammoniaca (NH3), Etilene (C2H4), Ossidi di azoto (NO, N02 che complessivamente vengono indicati con NOX), Cloro (CI), Acido cloridrico (HCI), Nitrato di pressiacetile (PAN), particolati vari (polveri, metalli pesanti, aerosol acidi e marini, fitofarmaci), precipitazioni acide, ecc. Le principali sorgenti di questi inquinanti vanno ricercate nei residui immessi nell'atmosfera dalle attività industriali come le ceramiche, le tintorie, le vetrerie, le fonderie, ecc., dalle centrali termoelettriche, dai veicoli a motore, dalle fonti di riscaldamento, dagli inceneritori di rifiuti urbani. Si deve quindi ricordare che gli inquinanti, comunque prodotti, possono essere di natura gassosa o solida (polveri di varia natura). Inoltre, si possono ancora classificare in inquinanti primari se esplicano la loro attività fitotossica direttamente nello stato in cui vengono liberati ed inquinanti secondari quando derivano da reazioni chimiche tra quelli primari ed esplicano in questa nuova veste la loro funzione fitotossica. Purtroppo, il complesso degli inquinanti oggi rilevabile si presenta in quantità sempre maggiore e quindi diventa difficile determinare con certezza l'azione singola, sulla vegetazione, di ognuno dei vari elementi presenti. La loro azione viene spesso a sovrapporsi, a mascherarsi od a sinergizzarsi, a seguito delle frequenti compresenze. Pertanto, anche gli effetti sulla vegetazione, e quindi i sintomi che essi producono soprattutto sul fogliame, non sono certamente chiari come potrebbe succedere in presenza di un solo inquinante. Inoltre, la loro fitotossicità viene aumentata in funzione degli andamenti climatici e dei fattori ambientali avversi, nonché delle condizioni chimico-fisiche ed agronomiche del suolo in cui le piante sono situate. Al riguardo, capitano molti casi in cui il danno e quindi anche i sintomi prodotti da condizioni anormali di questo tipo vengono confusi o mascherati con quelli attribuiti agli stessi inquinanti. Da qui le più elevate difficoltà a livello di ricerca, che comunque deve essere proseguita e proprio per questi aspetti che ne aumentano la difficoltà di studio, deve essere maggiormente incentivata e sollecitata. Gli organismi preposti esistono, pertanto si tratta di indurli a questo, suggerendo obiettivi precisi e spronandoli a fornire, per quanto possibile, i risultati che la loro attività sperimentale deve produrre.

I sintomi fitotossici
Per quanto si è in grado di conoscere esaminando la bibliografia esistente ed extrapolando la principale sintomatologia prodotta dal complesso degli inquinanti mediamente presenti in ambiente antropizzato (soprattutto urbano), si può affermare che le piante presentano di norma sintomi alquanto atipici e spesso non si riesce, al solo esame di questi, a stabilire il singolo tipo di inquinante che li ha prodotti, anche perché in diversi casi questi sintomi si confondono con altri, attribuiti ad alterazioni ed a cause di natura alquanto diversa. I principali sintomi fitotossici riscontrabili sulle piante, con presenza generica e combinata di inquinanti, possono evidenziarsi specialmente sul fogliame, con le seguenti manifestazioni:

  • clorosi spesso accentuata e di tipo localizzato o marginale od internervale;

  • anomalie nello sviluppo, determinate da variazioni sull'aspetto fogliare, da caduta delle foglie (filloptosi), da riduzioni delle funzioni vitali quali la respirazione e la fotosintesi;

  • bruciature e necrosi dei lembi fogliari, dei germogli erbacei o dei fiori.

Nei lembi fogliari le necrosi sono quasi sempre di tipo marginale e possono interessarne parzialmente o totalmente la superficie.