Tappeto erboso: muschi ed alghe ospiti sgraditi

Veri e propri agenti di degrado e decadimento del tappeto erboso. La loro presenza è sempre negativa ma risulta particolarmente sgradita in impianti di pregio come i greens golfistici od i prati rnamentali.

Maria Teresa Salomoni


Sicuramente tra i meno desiderati, spesso muschi ed alghe divengono, al contrario, ospiti preferenziali del nostro tappeto erboso. La loro presenza, genericamente negativa, va considerata inaccettabile soprattutto in impianti di pregio quali i greens golfistici od i prati ornamentali ad elevato valore estetico. In tal senso, muschi ed alghe rappresentano dei veri e propri agenti di degrado e di decadimento progressivo del tappeto erboso.

Il degrado dei prati
Facilmente intuibile è infatti la riduzione sensibile della giocabilità di superfici tagliate molto basse, dovuta ad una più o meno estesa irregolarità delle stesse (presenza di cuscinetti di muschio). Altrettanto comprensibile è inoltre il semplice degrado estetico del prato ornamentale legato, più spesso, alla formazione di croste nerastre o di mucillagine. Si consideri ancora la competizione naturale che si instaura tra le essenze del tappeto erboso e gli organismi infestanti che stiamo considerando. E' soprattutto il muschio che diviene particolarmente aggressivo nel colonizzare un substrato disponibile, sia esso un suolo privo di coltura, sia un prato già insediato. In tappeti erbosi tagliati molto bassi (3-5 mm), si assiste, in parecchi casi, ad un suo progressivo sviluppo culminante con il "soffocamento" parziale o totale dell'erba.
Diviene a questo punto molto difficile e spesso improponibile il recupero del prato, se si prescinde da interventi drastici, generalmente molto costosi. La sostituzione di porzioni di tappeto erboso infestate dal muschio mediante collatura può rivelarsi proponibile solo nel breve periodo. Alla lunga, la potenzialità vegetativa del muschio renderà del tutto inutile l'intervento. E' in quest'ottica che si prospetta un'azione decisamente preventiva volta a scoraggiare o perlomeno contenere il fenomeno. La prevenzione va attuata sulla base di un'analisi di fattori che influenzano più o meno direttamente l'insorgenza del muschio. Tra essi un ruolo primario spetta all'umidità ed al contenuto idrico del terreno.

Le cause
Tappeti erbosi realizzati su substrati poco drenati e per questo interessati da frequenti ristagni idrici, compattati per intenso calpestio, sono destinati, prima o poi, ad essere invasi dal muschio. Così irrigazioni troppo ravvicinate e abbondanti, tagli molto bassi, divengono spesso ulteriori fattori di sviluppo. Grosse infestazioni sono tipiche di tappeti erbosi diradati, infeltriti, in condizioni di stress iponutrizionale (carenza di elementi nutritivi), impiantati su terreni ad alto contenuto argilloso, aventi pH inferiore a 6 e superiore a 7.
Va detto inoltre che tappeti erbosi ombreggiati sono molto più sensibili all'aggressione del muschio rispetto ad impianti realizzati in esposizioni soleggiate. In ogni caso, ho potuto constatare, in più occasioni, come la grande adattabilità dei muschi consenta loro di insediarsi nei substrati e nelle situazioni più diversi. Gli stessi greens, realizzati in sabbia silicea e torba (percentuali generiche: 70% sabbia, 30% torba) per uno spessore di circa 30 cm, non sono esenti da intestazioni che peraltro, a onor del vero, rimangono spesso circoscritte a zone limitate.
Considerazioni analoghe a quanto sin qui evidenziato possono essere fatte per le alghe. Esiste semmai una sostanziale differenza riguardo agli apporti di elementi fertilizzanti ed alla loro influenza nel determinarne l'insorgenza.
Quest'ultime sono infatti favorevolmente influenzate da eccessi nutrizionali, soprattutto azotati.

La prevenzione
Venendo alle pratiche proponibili per il controllo di entrambi gli organismi infestanti, si consigliano due linee d'intervento diversificate, basate rispettivamente su criteri preventivi e terapeutici. Utili alla prevenzione si sono dimostrate tutte quelle operazioni volte da un lato a favorire la normale vegetazione del tappeto erboso, dall'altro a creare tutta una serie di condizioni avverse all'ingresso di muschi ed alghe. Tra esse rientrano le pratiche di arieggiamento (verticut, carotatura, scarifica, spiking), gli interventi di correzione del suolo (soprattutto le sabbiature), le concimazioni equilibrate, meglio se effettuate sulla base di analisi del terreno.
Ma una vera e propria prevenzione va attuata a livello costruttivo, impiegando substrati ad alta percentuale di sabbia silicea e basso contenuto di materiali argillo-limosi. Lo spessore dello strato utilizzato è, in tal senso, fondamentale. Profondità inferiori ai 20 cm sono da ritenersi del tutto insufficienti. Per quanto riguarda la terapia, rimane attualmente proponibile l'apporto localizzato sulle chiazze di muschio di solfato ferroso diluito in acqua. Dosaggio: 7- 10 grammi metro i quadrato, in 0, 1 litri di acqua. Interventi cadenzati ogni 5-7 giorni sino al completo annerimento del muschio. E' fondamentale intervenire lontano dai periodi rivolto caldi e dalle gelate. L'apporto di azoto, nei periodi consentiti (primavera, inizio autunno), è sicuramente consigliabile. Usando concimi contenenti azoto a cessione rapida, (nitrico, ammoniacale), si apportino da 0,05 a 0,15 chilogrammi di azoto per 100 metri quadrati, ogni 15 giorni.
Per il controllo delle alghe, si è rivelato efficace, sempre in trattamenti localizzati, il principio attivo anticrittogamico clortalonil (nomi commerciali vari), al dosaggio di 1,5 grammi di formulato commerciale per litro di acqua, distribuiti su 10 metri quadrati di superficie.


Be Sociable, Share!
Fonte: Giardino Fiorito - Bertolini Alessandro