Cotoneaster fortemente infestata da Tingidi.

Le piante preferite
Nei nostri parchi e nei giardini risulta piuttosto frequente notare questi insetti su alcune specie di piante, tra cui cotoneaster, piracanta, azalea, viburno, rododendro, platano, pioppo, salice, bosso, ecc. Su queste piante, essi producono decolorazioni fogliari anche molto spinte, dovute proprio alle punture che gli insetti provocano, infiggendo nelle giovani foglie il loro apparato boccale pungente-succhiatore e sottraendo linfa vitale, unitamente a clorofilla.
Queste decolorazioni, si riscontrano quasi esclusivamente nelle pagine superiori fogliari, soprattutto in prossimità delle nervature.
Nelle pagine opposte delle lamine, si ritrovano le varie forme degli insetti, molto evidenti soprattutto allo stadio di adulti che presentano in genere un corpo appiattito con il pronoto e le ali anteriori reticolati, semitrasparenti ed espanse lateralmente in forma più evidente (Corythucha calata e Stephanitis sp.) o meno evidente (Monosteira unicostata). Anche le forme giovanili (neanidi e ninfe) effettuano unitamente agli adulti citati, le ormai famose punture di nutrizione che si evidenziano anch'esse con depigmentazioni della pagina superiore fogliare. Nella pagina inferiore, in cui anch'esse vivono, si notano piccoli puntini nerastri che rappresentano, unitamente a quelli degli adulti, gli escrementi residui della loro nutrizione.

Adulto di Tingide (Stephanitis piri)
su pagina inferiore fogliare di cotoneaster.

Adulto di Tingide
(Corithucha ciliata), su porzione
di foglia di platano.

Lo svernamento
Lo svernamento di questi insetti, viene effettuato dagli adulti, che si nascondono spesso in numero elevato, nelle anfrattuosità delle cortecce delle piante aggredite, sotto le squame della corteccia (es. platano), tra le foglie secche cadute al suolo, nel suolo stesso o in altri ripari di tipo diverso, compresi i manufatti esistenti nei pressi delle piante.
Durante le prime fasi della ripresa vegetativa, gli adulti che hanno svernato, escono dai ricoveri e si portano sulla giovane vegetazione, ove depongono le uova, nella pagina inferiore fogliare, presso le nervature od alle loro biforcazioni. La schiusura delle uova avviene in forma piuttosto scalare e quindi troviamo gli insetti per lunghi periodi presenti sul fogliame, spesso compresenti nei vari stadi di sviluppo (adulti, ninfe e neanidi).

Ovature situate alla biforcazione delle nervature ed esuvie larvali su porzioni di foglia di platano.

Ammasso di neanidi di Tingide in varie età di sviluppo ed evidente formazione di escrementi.

Più generazioni
Essi possiedono da due a tre generazioni e tra le specie più frequentemente presenti, si ricordano Stephanitís piri su azalea, bosso, rododendro, pyracanta, cotoneaster, viburno ecc.; Monosteira unicostata su cotoneaster, rododendro, azalea; Corythucha ciliata su platano, broussonetia papirifera, frassino, tiglio. La loro diffusione risulta spesso consistente, tanto che sui cotoneaster ed ancora più su platano, si trovano in molti territori ed in forma evidente.

 

Notevole presenza di escrementi di Tingide (Stephanitis piri) nelle pagine inferiori fogliari di cotoneaster a testimonianza di una elevata attività dell'insetto.

 

Le varie generazioni (2-3), si evidenziano in prevalenza sul fogliame con fitti ammassi di neanidi rispettivamente nei mesi di maggio, luglio ed eventualmente agosto/settembre. La loro alimentazione può essere tanto consistente, da macchiare con gli escrementi nerastri gran parte della pagina inferiore fogliare, su cui si può insediare facilmente una densa formazione di fumaggine. Le foglie molto infestate, riducono notevolmente la loro attività fotosintetica, fino ad annullarla completamente nei casi più gravi, in cui appaiono depigmentate, ingialliscono precocemente, disseccano e possono cadere anticipatamente.
Inoltre, mediante questa fitta rete di punture che sono pur sempre tante piccole ferite, sembra che gli insetti citati, possano favorire la trasmissione di varie malattie di natura crittogamica, come ad esempio il seccume delle foglie del platano (Gloeosporium platani).

Elevata depigmentazione su pagine superipri fogliari di cotoneaster.

Depigmentazione fogliare su foglie di bosso, prodotte dall'azione
di nutrizione dei Tingidi.

 

La difesa
Anche questi insetti posseggono alcuni antagonisti che contribuiscono a frenare le infestazioni. Tra questi si ricordano il Rincote antocoride predatore, Orius laticollis per la Corythucha ciliata il Rincote miride, Stethoconus cyrtopeltis per Stephanitis piri, oltre ad alcuni altri antocoridi soprattutto per Monosteira unicostata.
Questi insetti antagonisti, non appaiono comunque in grado di contenere efficacemente gli attacchi da parte dei fitofagi tingidi citati, per cui in qualche caso si dovranno prendere altri provvedimenti per ridurre le diffusioni troppo elevate.
Premetto che dato il tipo di danno che apportano, questi insetti risultano quasi sempre sopportabili senza il ricorso ad alcun tipo di intervento.
Nel caso delle piante da giardino citate o delle piante arboree situate nel giardino o nei viali alberati, può essere in vari casi necessario il loro contenimento in quanto gli insetti possono deturpare l'aspetto ornamentale degli esemplari aggrediti od essere particolarmente fastidiosi per l'uomo che si viene a trovare per lunghi periodi sotto le piante.
Per le piante di ridotte dimensioni, il problema è risolvibile Senza particolari disagi, in quanto, prese le opportune precauzioni, l'insetto può essere contenuto con interventi a mezzo di insetticidi a bassa tossicità che vanno orientati particolarmente contro le giovani neanidi appena schiuse dalle uova.
Questo tipo di difesa deve essere eseguito possibilmente in prima generazione che per le poche specie citate si verifica orientativamente verso la fine di maggio. I prodotti utilizzabili, da distribuirsi con normalissime pompe da giardino nel caso di piccoli esemplari o con pompe a getto più lungo nel caso di alberi più alti, dovranno interessare tutta la chioma delle piante e soprattutto essere scelti tra quelli contenenti i seguenti principi attivi: malathion, diazinone, acephate, fenitrothion, piretrine naturali o di sintesi. Fra queste ultime, si possono ricordare deltametrina, permetrina, alfametrina, flucitrinate ecc.
Nel caso particolare delle piante di platano, si conosce un valido sistema di difesa, basato sulla tecnica dell'iniezione al tronco con insetticidi tipo acephate, in grado di essere traslocati e di uccidere l'insetto che punge le foglie anche pochi giorni dopo l'intervento. I risultati sono apparsi buoni, per l'efficacia contro l'insetto e per la riduzione notevole degli effetti negativi di natura ambientale che ogni intervento a tutta chioma, pur effettuato con le dovute precauzioni è inevitabilmente in grado di produrre nella maggior parte delle circostanze.