Nessuna pianta di montagna è tanta parte della vita degli alpigiani come il Rododendro.
Lèon Marret

Pianta in piena fioritura di R. ferrugineum

Nomi comuni:
Rododendro, Rosa delle Alpi.

Appartiene alla interessante famiglia delle Ericacee. Il nome scientifico del genere è di derivazione greca; Rhodos, Rosa e Dendron, albero, mentre il nome specifico, ferrugineum, fa riferimento al colore ruggine della pagina inferiore delle sue foglie.
E' originario dell'Asia orientale, del Giappone e della Cina da dove fu importato in Europa agli inizi del 1700. Arbusto legnoso, sempreverde e molto ramificato, forma densi cespugli tondeggianti che possono raggiungere il metro di altezza.

Le caratteristiche
Le foglie sono coriacee, opposte, da ovali a lanceolate e revolute verso l'interno, di colore verde brillante sulla pagina superiore e rosso rugginose su quella inferiore.
I fiori a corolla imbutiforme di un bel colore rosso carminio, compaiono disposti in racemi di 3-8 in giugno-luglio. Per svilupparsi, ai fiori occorrono due anni, in questo lungo periodo le gemme sono particolarmente sensibili alle gelate. Ecco perché alla specie occorrono ambienti dove l'innevamento prolungato può offrire una buona protezione. I frutti sono capsule oblunghe con molti semi. E' specie spontanea di alta montagna dell'Europa centro meridionale, Alpi e Pirenei, dove predilige i suoli acidi. In Italia è presente sull'arco alpino occidentale, oltre i limiti della vegetazione arborea, nella fascia tra questa e le praterie di vetta.

Particolare dei fiori

Sugli Appennini il suo status è quello di "relitto glaciale" limitato a pochissime stazioni di crinale del settore emiliano, la più importante delle quali si trova sul versante settentrionale delle due cime di Libro Aperto, a metri 1937 di quota, la quale rappresenta il limite meridionale di espansione delle specie. Sulle Alpi centro-orientali è presente il Rhododendron hirsutum, il comune Rododendro peloso, molto simile al ferrugineum ma con foglie lucenti su tutte due le pagine e caratterizzato da ruvidi peli che ricoprono tutta la pianta. Una specie molto interessante è Rhododendron ponticum, originario dell'Asia minore, molto conosciuto ed usato dai vivaisti come portainnesto con altre specie asiatiche, per la creazione di nuovi incroci e varietà. Questo rododendro non è ritrovabile allo stato spontaneo, ma vi sono prove certe della sua presenza nell'Europa meridionale durante il periodo interglaciale Riss-Würm, 130.000 anni fa. Anche le ben conosciute Azalee, coltivate in centinaia di varietà ornamentali, appartengono al genere Rhododendron.

Le proprietà
Il rododendro è considerato pianta velenosa per la presenza, nei fiori e nelle foglie, di principi tossici quali l'arbutina, l'aricolina e la roxantina, particolarmente attivi durante il periodo vegetativo della pianta, da aprile a settembre. I sintomi sono; vomito, vertigini e delirio, che pur non essendo mortali richiedono però cure specialistiche. Per le proprietà diuretiche, antireumatiche e antidolorifiche la pianta è molto usata in omeopatia.