La scelta errata del principio attivo, il dosaggio eccessivo od insufficiente, la scarsa o nulla conoscenza botanica delle graminacee da tappeto erboso e delle relative infestanti, sono solo alcune cause dell'insuccesso di un diserbo. Ad esse s'aggiunga l'impiego dei vari erbicidi senza alcuna considerazione per le caratteristiche d'applicazione dei singoli prodotti. Questo per sottolineare come il diserbo di un tappeto erboso deve essere affidato ad un esperto del settore o comunque a chi abbia maturato una certa pratica, sorretta da precise conoscenze; questo per evitare che un intervento erbicida si riveli in sintesi peggiore delle stesse infestanti.

Bellis perennis e Taraxacum officinalis, due delle infestanti più comuni

Un corretto diserbo
La lotta alle malerbe va indirizzata da una parte al contenimento delle infestanti graminacee prima della loro emergenza, dall'altra a quelle chiamate «a foglia larga» dopo la loro emergenza. Se nel primo caso l'approccio al problema diviene arduo soprattutto per la mancanza di erbicidi efficaci, nell'altro esiste, a disposizione del tecnico o dell'operatore, tutta una seria di sostanze impiegabili sulle diverse infestanti. Tali prodotti sono caratterizzati in genere dal fatto di essere sistemici, in grado cioè di penetrare all'interno delle malerbe sia attraverso le foglie che per via radicale, devitalizzandone le strutture di accrescimento e di riserva. Ciò ne favorisce l'applicazione, diluiti in acqua, per mezzo di barre irroratrici e pompe a spalla che garantiscano una bagnatura sufficiente e comunque omogenea dell'infestante. Sono inoltre dotati di una selettività da discreta ad ottima per le specie che, generalmente ed in varia percentuale, figurano in un tappeto erboso. Così si parla di selettività ottima dei diserbanti applicati su Poa, Festuca, Lolium, mentre qualche perplessità rimane per il loro impiego su Agrostis, in particolare su Agrostis tenuis e A. palustris rivelatesi in certi casi da moderatamente a mediamente sensibili. In tal senso, il diserbo di un tappeto contenente in varia misura delI'Agrostide, diviene spesso un intervento delicato.

Trifoglio, una delle maggiori infestanti dei tappeti erbosi

Norme pratiche
In ogni caso, vorrei fornire di seguito alcune norme di carattere pratico che, garantendo in assoluto l'esito del trattamento, ne costituiscono comunque il necessario presupposto.
Dettata dal buon senso e certamente intuibile, rimane imperativa l'applicazione del diserbo in assenza di vento, con attrezzature pulite, sufficientemente protetti (tuta, maschera, ecc.), evitando ogni contatto tra il prodotto e la chioma di piante circostanti. Per quanto riguarda la distribuzione si dovranno impiegare da 6 a 10 litri di acqua per 100 metri quadrati di superficie da trattare, in cui andrà diluita una quantità di formulato commerciale che, pur variando da prodotto a prodotto, in genere oscilla intorno ai 20-50 grammi, sempre per 100 metri quadrati di superficie. Accorgimenti particolari riguardano l'importanza di irrigare bene il tappeto prima del trattamento e di attendere in seguito l'asciugamento delle foglie che dopo l'intervento non dovranno essere bagnate per almeno 3-4 ore. Se in tale periodo dovesse verificarsi una pioggia, il diserbo risulterebbe almeno in parte compromesso. Inoltre consiglierei di eseguire il trattamento su infestanti ben sviluppate, in giornate con intensa luminosità e con temperature comprese tra i 15 ed i 25°C. Da ciò si desume come il periodo utile per il diserbo delle perennanti vada dalla primavera tarda ad inizio autunno evitando in ogni caso di intervenire durante i momenti di sofferenza per il tappeto quali possono essere i mesi estivi, con temperature elevate e pericolo di stress idrico. Anche la scelta del momento giornaliero diviene fondamentale; si tratti preferibilmente a metà mattinata o nel tardo pomeriggio, comunque sempre con buona illuminazione.

I prodotti da impiegare
Ufficialmente registrati e quindi impiegabili su tappeti erbosi sono alcuni principi attivi quali il 2,4 D, MCPA, Diclobenil, Dicamba, Mecoprop che coprono l'intero spettro delle annue-perenni a foglia larga. Esistono in commercio numerosi prodotti contenenti i principi attivi su indicati; ciò che varia è la loro percentuale nella formulazione e quindi il loro dosaggio. Per questo è indispensabile seguire scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta. Se si prescinde dal Diclobenil usato per il contenimento dei romici, gli altri erbicidi possono venire impiegati sulla quasi totalità delle infestanti a foglia larga fornendo ampi margini di garanzia, sia per il risultato che per la selettività verso le specie del tappeto erboso. Esistono comunque alcune controindicazioni: si eviti di usare il Dicamba e il 2,4 D su Agrostis durante i periodi molto caldi. Si eviti inoltre di diserbare un tappeto giovane, sia esso proveniente da seme che da trapianto di zolle; se proprio necessario si dovrà contenere il dosaggio e comunque affidarsi ad opportune prove su piccole superfici. Un'ultima considerazione peraltro logica: il diserbo localizzato è sempre preferibile rispetto ad interventi generalizzati specie, come spesso accade, quando le intestazioni sono, di per se stesse, limitate.