Si possono definire «erbe a foglia stretta», quelle specie infestanti appartenenti alla stessa famiglia – le Graminacee – delle specie pregiate impiegate per l'impianto di una superficie erbosa. Se questo insieme di infestanti viene indicato con il termine comune di pabio, la nomenciatura scientifica permette di individuare due grandi gruppi - le setarie e le digitarie – responsabili delle maggiori infestazioni su tappeti erbosi a partire da inizio estate e sino al tardo autunno.

Infestazione di pabio su tappeto erboso

Le infestanti
Caratteri essenziali di queste erbe: trattasi di piante annue – cioè esauriscono il loro ciclo vitale in un anno -   che germinano sul finire della primavera e muoiono prima dell'inverno, producono una grande quantità di seme e vegetano con cespi vigorosi e grossolani in prati sofferenti o comunque radi per varie cause, conferendo a quest'ultimi un aspetto irregolare. Non è raro in tal senso osservare, nel pieno dell'estate, prati invasi dal pabio, dove le specie pregiate rimaste rappresentano un'esigua minoranza. In queste situazioni, al sopraggiungere dell'inverno e alla morte conseguente delle infestanti, ritroveremo il nostro prato privo in gran parte di vegetazione. Quello che rimarrà sarà una serie di chiazze vuote in corrispondenza dei cespi morti di pabio che si manterranno in tale stato sino alla primavera successiva. Per evitare o per lo meno contenere tutto ciò si possono seguire alcuni criteri tecnici volti da una parte a prevenire la nascita delle infestanti, dall'altra a contenerne la diffusione e, in ultima, a rimediare i danni ripristinando al meglio le condizioni ottimali del prato.
La prima forma di prevenzione della nascita del pabio si attua attraverso il mantenimento costante e puntuale dell'erba. Come già sottolineato, le maggiori intestazioni riguardano tappeti erbosi degradati, più o meno radi e stentati per ragioni fisiologiche o patologiche o parassitarie e, spesso per una manutenzione insufficiente o inadeguata alle esigenze degli impianti. Nostro compito sarà quello di mantenere in equilibrio il complesso rapporto tra l'erba e l'ambiente in cui vegeta, apportando gli elementi nutritivi necessari al suo sviluppo, migliorando il terreno, dosando gli interventi anticrittogamici ed insetticidi, regimando le irrigazioni e, non ultima, evitando qualunque stress legato all'uso improprio di macchine ed attrezzature.

Il modo classico di prevenire la germinazione o meglio, in questo caso, lo sviluppo dei semi germinati, rimane comunque quello del diserbo chimico effettuabile con prodotti in grado di devitalizzare il seme dopo la germinazione e di essere al contempo selettivo per l'erba adulta e già insediata. In questo modo, impiegando i prodotti su tappeti erbosi di almeno un anno di età, saremo in grado di prevenire la loro infestazione senza turbare lo stato ottimale dell'erba. Errore tra i più grossolani sarebbe quello di applicare il diserbo al momento della semina o dell'impianto mediante zolle del nostro prato. I prodotti non essendo selettivi in questa fase, agirebbero sia sulle infestanti che sulle specie pregiate.
Un altro accorgimento molto importante riguarda l'epoca d'impiego dei prodotti. Considerando che la loro attività nel terreno persiste in genere per circa due mesi (alcuni anche quattro-cinque mesi), è meglio posizionare la distribuzione con largo anticipo sull'epoca di germinazione del pabio, epoca legata alle condizioni climatiche locali ed ai caratteri intrinseci dei semi. In ogni caso rimane sempre preferibile l'esecuzione di un secondo trattamento a distanza di due mesi dal primo.
Va detto inoltre che spesso, nonostante le applicazioni vengano eseguite correttamente, si riscontrano alti livelli d'infestazione. Ciò può essere dovuto all'alto contenuto di sostanza organica nel nostro terreno che causa in pratica l'inattivazione dell'erbicida.

Tappeto erboso degradato da malattia e
successivamente infestato da digitaria

I prodotti utilizzabili
Veniamo ora ai prodotti impiegabil:  registrati per l'impiego su tappeti erbosi sono formulati commerciali contenenti il Chlorthai Dimethyl ed il Trifluralin anche se esistono altri prodotti dotati di maggiore persistenza e di attività altrettanto valida. Considerando che questi principi attivi sono degradabili velocemente in presenza di luce dovremo provvedere al loro interramento nel minor tempo possibile dopo la distribuzione. In pratica, una volta distribuiti sul tappeto (si adoperi una quantità di acqua di 6-10 litri per cento metri quadrati in cui andrà diluita la quantità di prodotto prescritta in etichetta) i prodotti verranno incorporati nel terreno mediante un'abbondante irrigazione volta, al contempo a posizionarli nei primi centimetri di profondità dove esplicheranno la loro migliore attività sui semi delle infestanti.
Per la distribuzione su piccole superfici la pompa a spalla rimane come sempre lo strumento più idoneo. Infine, nel caso in cui il nostro diserbo anti-pabio non andasse a buon fine, rimane soltanto il ripristino del tappeto erboso alla morte delle infestanti, operando cospicue risemine seguite da terricciature, previa pulizia del terreno dai cespi di setarie e digitarie che, anche se devitalizzate, potrebbero ostacolare la nascita regolare dell'erba.