In queste pagine ci riferiamo in modo più specifico al cosiddetto «Fusarium blight» o, meglio, al «Summer patch» ed al «Necrotic ring spot», termini anglosassoni con cui si identifica una serie di affezioni dell'erba che interessano, in particolare, il genere Poa spp. Pur avendo infatti riscontrato una certa sintomatologia in tappeti erbosi contenenti festuche, loietti ed agrostidi, si può affermare che, in questo caso, la dannosità sia alquanto contenuta. Tra le poe, la specie Poa pratensis (Kentucky bluegrass) e la specie Poa annua (annual bluegrass), sono risultate in assoluto le più sensibili. Ciò va inteso considerando in ogni caso come esistano alcune varietà in grado di resistere, o meglio, tollerare, più o meno la malattia e di cui si parlerà in seguito.

Le cause
Gli agenti causali del fenomeno sono riferibili a due diverse specie fungine, rispettivamente identificabili come Phialophora graminicola e Leptosphaeria Korrae , comprendenti organismi particolarmente attivi in presenza di temperature da calde a medie (28-20°C), indifferentemente con umidità od in condizioni di clima secco. Praticamente, la loro presenza è riscontrabile a partire dalla tarda primavera sino all'autunno, specie se non vengono effettuate le operazioni necessarie per un sostanziale contenimento.
La sensibilità delle poe va correlata, almeno in teoria, a stati di stress coincidenti con la dormienza estiva e con squilibri idrici (eccessi o carenze), nutrizionali, nonché con pratiche colturali esasperate (tagli ad altezze inferiori di 1,8 centimetri). In pratica, ho avuto modo di osservare come nonostante numerose attenzioni prestate in tal senso, i funghi considerati posseggano ugualmente un potenziale infettivo notevole. Ciò soprattutto in tappeti erbosi particolarmente infeltriti.

La sintomatologia
La sintomatologia è alquanto aspecifica. Si assiste in genere ad arrossamenti repentini di singole chiazze d'erba, dapprima di piccole dimensioni, in seguito confluenti fino a determinare uno stato di estremo degrado del prato. Talvolta si notano alcune singolari conformazioni simili ad occhi (frog eye) che tuttavia non costituiscono , un sicuro carattere diagnostico. E’ comunque rilevabile come la sintomatologia descritta culmini inevitabilmente con il parziale o completo disseccamento dell'erba anche se non è raro assistere ad una ripresa della stessa in tempi più o meno lunghi.
La malattia diviene in molti casi esiziale per la dimostrata sovrapposizione a fenomeni causati da peronosporacee (Pythyum spp.) già descritti nel corso di un precedente articolo. In tali casi la sintomatologia diviene estremamente aspecifica comprendendo al contempo caratteri difficilmente attribuibili ad un singolo agente di malattia.
A ciò si aggiunga l'assodata capacità da parte di altri organismi fungini (Fusarium, Collethotricum, Curvularia, Rhizoctonia) di subentrare in successione causando un declino più rapido.

La lotta
La lotta può essere condotta come sempre a vari livelli. Nel caso specifico in oggetto, si è dimostrato senza dubbio più valida la prevenzione, rispetto ad una terapia che solo raramente produce effetti significativi e comunque tali da renderla consigliabile. La scelta varietale rappresenta un momento imprescindibile per contenere sensibilmente un eventuale futuro sviluppo di «Fusarium blight» su tappeti erbosi realizzati in Poa pratense (pura o in miscuglio).
Si eviti di utilizzare le varietà «Entopper», «Fylking», «Geronimo», «Merion» che hanno evidenziato una certa suscettibilità alla malattia. Contrariamente, rientrano tra le cuitivar tolleranti la «Baron» e la «Parade» che pur non avendo caratteri estetici eccezionali, divengono comunque proponibili soprattutto per impieghi sportivi e su grosse superfici. Ad esempio l'impiego di quest'ultime essenze può trovare logica rispondenza nel miglioramento qualitativo di numerosi percorsi golfistici nazionali che hanno evidenziato una grande sensibilità alla chiazzatura estiva. Un secondo livello d'interventi preventivi deve riguardare la pratica agronomica, comprendendo tutta la serie degli interventi di scarifica o verticut volti all'arieggiamento del prato. Come si è detto in precedenza, l'asporto del feltro costituisce sicuramente un'operazione preventiva vera e propria nei riguardi di Phialophora e Leptosphaeria. E così l'apporto bilanciato di elementi nutritivi specie se azotati o potassici, ed un impiego razionale dell'acqua d'irrigazione. In pratica si dovrebbero evitare tutte le condizioni di stress per l'erba che in tale stato diviene estremamente recettiva.

Lotta chimica
Per quanto riguarda la lotta chimica, essa è attuabile impiegando un formulato commerciale a base di propiconazolo (Tilt) secondo il dosaggio di 40 cc/100 metri quadrati distribuiti in 10 litri di acqua. Va detto che di norma sono richiesti numerosi trattamenti difficilmente quantificabili se non in forma generica. Ciò soprattutto considerando l'estrema variabilità delle situazioni.
In ultima, sempre nell'ambito degli interventi chimici, mi sembra importante sottolineare la necessità di disinfettare le macchine impiegate per i tagli usando il medesimo prodotto prima o dopo ogni intervento.
Allo scopo si usi tranquillamente il già descritto Tilt diluendo 4 cc in 1 litro di acqua e bagnando abbondantemente gli elementi falcianti nonché le parti strutturali adiacenti.