ophrys  holoserica
Ophrys holoserica. Fiore tipico a sepali e petali rosa carico

Il genere Ophrys comprende una cinquantina di specie distribuite soprattutto nelle regioni mediterranee; le specie con le caratteristiche ancestrali sono reperibili nelle parti orientali del Mediterraneo per cui si presume che sia questo il centro d’origine e di diffusione del gruppo. Il labello di Ophrys rappresenta un fenomeno del tutto singolare in quanto imita la forma, i colori e la pelosità delle femmine di alcuni insetti; i maschi, così attirati e ingannati, effettuano una pseudo-copulazione che li mette in contatto con il polline. L’impollinazione incrociata è in tal modo assicurata. Tratteremo qui di seguito la sezione Fluciflorae Reic. fil. che appartiene al genere Ophrys e ne costituisce la sezione più vasta.

Caratteristiche del fiore
Labello sempre trilobato con o senza gibbosità alla base;
Sepali laterali esterni patenti (a 90° con l’asse del fiore), il centrale quasi sempre ricoprente il ginostemio.

Ophrys holoserica Greuter
Sinonimi: Ophrys fuciflora Moench; Ophrys arachnites (L) Richard.
È un’orchidea capostipite. Gli autori sono divisi non tanto sulla denominazione, ormai universalmente accettata di O. holoserica o holosericea, quanto sul numero e sulla classificazione delle eventuali sottospecie. Ad esempio il botanico Sundermann, considera 10 ssp. e diverse varietà; l’Inglese Huxley pure 10 ssp. ma non le stesse di Sundermann, l’Italiano Del Prete 6 ssp. solo per l’Italia, il Tedesco Bauman 5 ssp. per l’intera Europa; l’Olandese Landwer 4 ssp. in tutto.
Come al solito grandissima confusione; le disparità di vedute per quanto riguarda le classificazioni sono dovute principalmente alla estrema varietà della specie; esistono individui che differiscono in qualche particolare dalla specie tipica e che si trovano in notevole numero in località ben circoscritte e che mantengono le loro caratteristiche devianti, costantemente nel tempo; questo stato di cose ha portato ad una grande quantità di sinonimi, di suddivisioni, di varietà molto spesso di dubbio valore tassonomico. Secondo la moda del momento, o della scuola botanica, alcune sottospecie sono considerate di volta in volta come specie autonome o come sottospecie. Sundermann ad esempio appartiene alla scuola ‘tutte sottospecie’ spingendo questa sua scelta in modo a volte esagerato e chiaramente partigiano; il Bauman e il Landwer, al contrario, appartengono alla scuola ‘tutte specie’; da parte nostra, non sapendo che pesci pigliare, indicheremo di volta in volta i vari possibili sinonimi utilizzando la classificazione di Del Prete quasi per intero non per assoluta e piena convinzione, ma perché ci sembra il più equilibrato e un po’ per campanilismo italico.

Ophrys holoserica Greuter ssp. holoserica Greuter.
Sinonimo: Ophrys fuciflora Moench.
È la specie tipica; la pianta è alta da 10 a 40 cm con infiorescenza lassa e con pochi fiori (2/6) di medie dimensioni; a volte però si ritrovano individui, specie quelli di taglia maggiore, che possono avere anche 10/ 14 fiori.
I sepali sono larghi, arrotondati, di colore bianco o rosa più o meno carico, con venatura centrale verde. I petali sono piccoli, quasi triangolari, spesso di colore viola-rosato, ma anche bruni, verdastri, rosei o biancastri. Il labello, di colore brunastro, e intero, vellutato, disteso, aperto, a volte di forma allungata coi bordi ripiegati. Le gibbosità sono sempre presenti, a volte poco, a volte molto pronunciate. Gli individui con gibbosità molto pronunciate e con labello ripiegato, sono spesso confusi con la specie Ophrys scolopax che alcuni autori considerano come una sua sottospecie.
Lo specchio è molto variabile con disegni complessi bordati di bianco-giallastro.
L’apicola è molto sviluppata, a volte tripartita, rivolta in avanti.
Areale: quasi tutta l’Europa. In Italia la specie è ubiquitaria, dalla costa fino a 1200/1300 m s.l.m., Sicilia e Sardegna comprese.
Fioritura: aprile/giugno.

ophrys  holoserica
Ophrys holoserica. Esemplare con gibbosità pronunciate e labello stretto simile a O. scolopax

Ophrys holoserica Greuter ssp. parvimaculata Landwer
Sinonimo: O. fuciflora Moench ssp. parvimaculata O. & E. Danesh.
È quasi universalmente considerata come effettiva ssp. della O. holoserica; i botanici dissenzienti, che sono una ristretta minoranza, considerano la parvimaculata solo una forma locale della specie tipica. La pianta è piccola ma con aspetto robusto, di 15/35 cm; la spiga è lassa con pochi fiori (2/6) di dimensioni medio/grandi. Differisce dalla specie tipica per diversi piccoli particolari che però messi tutti assieme, ne modificano di un bel po’ l’aspetto:
– i sepali sono più sottili, più slanciati, quasi sempre di colore verde/giallastro, raramente rosa carico;
– i petali sono pure di colore verde/giallastro con la base macchiata di rosa;
– il labello è più ampio, con gibbosità evidenti, ma non particolarmente sviluppate;
– il disegno è ridotto con forma vagamente somigliante ad una H molto stilizzata e compressa. Il particolare del disegno ridotto, è servito ad identificare la sottospecie; parvimaculata in latino significa appunto poco macchiata, con macchia piccola;
apicola ridotta, appuntita, a volte poco visibile, spesso rivolta in alto. Naturalmente esistono individui che non possiedono in toto tutti questi particolari divergenti; allora le cose si complicano un po’ e la classificazione diviene incerta.
Areale: Puglie; qualche segnalazione per il centro/sud Italia.
Fioritura: Aprile/ maggio.

Ophrys holoserica Greuter ssp. chestermanii J.J. Wood
È una nuova arrivata nella famiglia delle orchidee, essendo stata descritta e classificata da J.J. Wood solo nel 1982. La pianta è molto gracile di bassa statura (15/30 cm) con pochi fiori (2/4) di dimensioni molto grandi. I sepali sono chiari, di colore bianco/crema o appena rosati con una venatura centrale verde molto evidente. I petali sono sottili, appuntiti, di colore rosa, arancio o verde, coi bordi più chiari.
Il labello è molto sviluppato, aperto, dilatato molto peloso, di forma quadrangolare. Il suo colore è bruno scuro quasi nerastro, con gibbosità evidenti. Il disegno è molto ridotto, a forma di una H o di una U rovesciata.
A fiore perfettamente sbocciato i sepali e i petali hanno la tendenza di piegarsi all’indietro, in modo tale che il fiore sembra composto dal solo grande labello.
L’apicola è ben sviluppata ed è rivolta in avanti.
Areale: la sottospecie è molto rara ed è localizzata nella parte centro/meridionale della Sardegna.
Fioritura: aprile.
A nostro avviso la O. chestermanii è una delle più belle orchidee; il suo ritrovamento, anche per la sua rarità, è per noi fonte di grandi emozioni. L’orchidea è facilmente identificabile, non è possibile confonderla con altre; l’unica eventuale difficoltà si può presentare con individui con fiori di piccole dimensioni che per le altre caratteristiche morfologiche sono in tutto simili. Recentemente alcuni minori considerano la sottospecie come specie autonoma, ma la cosa è ancora prematura

Ophrys holoserica ssp. chestermanii
O. holoserica ssp.chestermanii. Molto sviluppato ed appariscente il labello di questa orchidea.
O. holoserica ssp.chestermanii
O. holoserica ssp.chestermanii. Si notano i sepali piegati all’indietro.

 

Ophrys holoserica Greuter ssp. gracilis O. & E. Danesh
Sinonimo: O. fuciflora Moench ssp. gracilis Buel & Altm.
Come si deduce dal nome della sottospecie gracilis si tratta appunto di una pianta di aspetto gracile con fiori generalmente più piccoli della specie tipica.
I sepali sono rosa più o meno carico o bianchi; il mediano è quasi sempre rivolto all’indietro. I petali sono triangolari, leggermente pelosi di colore rosa carico. Il labello è intero, bruno scuro con evidenti e pelose gibbosità; il disegno e ridotto a forma vagamente di una H, molto simile a quello della O. holoserica tipica.

Ophrys holoserica Greuter ssp. elatior Gumprect
Sinonimo: O. fuciflora Moench ssp. elatior Gumprect.
Altra sottospecie di dubbio valore tassonomico. Pianta generalmente di alta statura (30/50 cm) con molti fiori (8/12) a volte fino a 20. Le caratteristiche morfologiche dei fiori si discostano dalla tipicità solo per la colorazione dei petali e sepali che è quasi sempre rosa intenso o rosso/violaceo; lo specchio è ridotto ed è a forma di una H più o meno stilizzata.
La grande differenza con la specie tipica, oltre alla statura, prima esposta, che è servita ad indicare la sottospecie, (elatior significa appunto elevata, di grande statura); sta anche e soprattutto nell’epoca di fioritura.
Areale: Germania e molto raramente e con qualche dubbio nell’Italia settentrionale.
Fioritura: è più tardiva di 3 mesi rispetto alla specie tipica: luglio/agosto.

Ophrys  holoserica ssp. elatior
O. holoserica ssp. elatior. Molto simile alla tipica con colorazione rossastra o rosso/violacea dei sepali e petali.