Fiori di Sedum spurium 'Roseum Superbum'
Fiori di Sedum spurium ‘Roseum Superbum’

In continua lotta per la sopravvivenza, le Crassulaceae, dette anche xerofite o succulente, hanno adottato strutture anatomiche e accorgimenti singolari per la ricerca, la conservazione e l’economizzazione dell’acqua: radici lunghe e robuste atte a infiltrarsi nelle fessure più profonde delle rocce ove è più probabile il ritrovamento dell’acqua, portamento basso, folto e prostrato per sfuggire all’azione asciugante dei forti venti, riduzione del numero degli stomi e ispessimenti cuticolari per evitare una eccessiva traspirazione, abbondanza di tessuti acquiferi quali magazzini d’acqua da cui attingere in casi di emergenza.

Varietà di Sempervivum arachnoideum Sempervivum tectorum

Le piante con queste caratteristiche peculiari sono soprattutto quelle che vivono nel deserto, ove è ben nota la scarsità d’acqua, ma ve ne sono anche in zone non desertiche, specialmente in alta montagna e nei luoghi aridi, come abbiamo su accennato. Nella nostra flora, i Sempervivum e i Sedum ne sono un tipico esempio. Essi vengono utilizzati, a scopo ornamentale, in giardini siccitosi e nelle roccaglie come eccellenti piante tappezzanti.

Fiori di Sempervivum tectorum Sedum album

Masse compatte di rosette fogliari
I semprevivi (gen. Sempervivum L.), così chiamati perché vivono sempre, qualunque sia la situazione ambientale, hanno foglie carnose, riunite in rosette dense, che formano una massa compatta in continua espansione. Le rosette si esauriscono dopo la fioritura, ma il loro posto viene presto occupato da altre. A parte i fiori, la decoratività è data anche dall’aspetto insolito del fogliame che, di colore verde, argentato o bruno-violaceo, resta tale in tutti i periodi dell’anno.

Sedum acre in fiore Sedum acre prima della fioritura

Ricordiamo due specie più comunemente coltivate: il Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum) e il Semprevivo dei tetti (Sempervivum tectorum).
Il primo, diffuso allo stato spontaneo sulle Alpi e sull’Appennino Centro-Settentrionaie, ha un caratteristico feltro ragnateloso che collega, a guisa di tela di ragno, gli apici delle foglie. I fiori, rosei, sbocciano da luglio ad agosto. Predilige substrati acidi o subacidi.
Vi sono varietà con rosette più grosse della forma tipica.
Il secondo, diffuso sulle Alpi e sull’Appennino Centro-Meridionale, su rocce calcaree, ha foglie con punta acuminata di color marrone, glabre sulle facce, cigliate ai margini. I fiori, rosei o purpurei, sbocciano da giugno ad agosto. Poiché spesso cresce sui tetti, da cui il nome, in passato si credeva che avesse la facoltà di fermare i fulmini.
Da questa credenza scaturì una legge dell’Imperatore Carlo Magno (742-814) che ordinava ai contadini e agli alpigiani di coltivare i semprevivi sui tetti delle loro case. Dei semprevivi vi sono numerosi ibridi sia naturali che artificiali, di cui non sempre è possibile risalire alle specie originarie. Si moltiplicano per divisione dei cespi o per rosette. Queste hanno facoltà di emettere radici in tempo più o meno breve.
I semprevivi hanno molteplici impieghi ornamentali: su muri, anfratti di rocce, alla base di grossi alberi, in vecchi tronchi cavi, in vasi o contenitori vari.

Ornamentali e ‘pepati’
I Sedum comunemente chiamati ‘borracine‘ per la loro somiglianza ai muschi, sono meno noti, ma meriterebbero più considerazione come piante adatte ai giardini rocciosi. Rustici e di facile coltura, richiedono, a parte qualche eccezione, terreni magri, sabbiosi, asciutti, calcarei, esposti al sole.
In terreni eccessivamente concimati e umidi vanno soggetti a marcescenza e così pure se innaffiati troppo abbondantemente.
Si moltiplicano per divisione dei cespi in autunno o in primavera con trapianto direttamente a dimora, oppure per porzioni di fusti che, molto facilmente, emettono radici.
Il più comune è la Borracina acre (Sedum acre) diffusa in tutta l’Italia in pianura e in montagna. È ornamentale sia per i fiori che per il fogliame persistente di un bel colore giallo-verde.

Sedum album a distanza ravvicinata Infiorescenza di Sedum rupestre

È inconfondibile per il sapore acre e piccante delle foglie per cui è anche chiamata Pepe dei muri.
Di statura bassa (4-10 cm), ha fusti striscianti, i fiori eretti, con foglie carnose, corte, ovoidi, spiralate, fittamente addensate. I fiori, gialli e a forma di stella, sbocciano da maggio a luglio.
La Pinocchiella o Erba pignola (Sedum album) si trova, come la specie precedente, in tutta l’Italia.
10-20 cm, ha fusti contorti, rossastri incurvati verso l’alto durante la fioritura, con foglie lineari ed ottuse, fiori bianchi, a volte screziati di rosa forma di stella, sbocciano in giugno-luglio.
La Borracina rupestre (Sedum rupestre), anch’essa presente in tutto il territorio nazionale, alta 20-30 cm fusti striscianti, i fioriferi eretti, foglie acute, a forma di lesina. I fiori gialli, stellati, sbocciano da maggio-luglio.

Varietà di Sedum kamtschaticum

Originaria del Caucaso è la Borracina caucasica (Sedum spurium) con fusti prostrati, rossi, i fioriferi eretti ed alti 15-20 cm, con foglie obovate e dentate all’apice. I fiori, sbocciano da giugno a settembre sono bianchi (var. ‘Album’), (var. ‘Coccineum’) e rosa (var. ‘Roseum Superbum’).
Dalla lontana Siberia, e precisa dalla penisola Kamchatka, proviene l’omonimo Sedum kamtschaticum. Alto 20-30 cm, ha fusti striscianti fioriferi eretti, con foglie oblungo-spatolate, glabre, dentate nella parte superiore. I fiori, giallo-aranciati, a stella, sbocciano in giugno-luglio. Forma dei bellissimi e densi tappeti fioriti.