Famiglia: Verbenaceae.
Duranta è il nome che Linneo ha attribuito ad una pianta Dicotiledone della famiglia delle Verbenacee, ancora nell'anno 1737, avendo, con ciò, intenzione di onorare, in modo durevole, la memoria di uno dei primi botanici italiani, Castore Durante, medico in Roma, nella quale città egli venne a morte nell'anno 1590.
Le duranta sono piante che Linneo conosceva dalla diretta coltivazione e figurano, infatti, con la specie D. plumierii, nelle colture da lui visitate sia dell'Hortus Kewensis sia del giardino botanico di Kew, allora diviso. Figurano pertanto in un elenco di piante redatto dall'Hili e pubblicato nell'anno 1768, e nel dizionario del Dicks, il quale ci parla di due diverse specie, una provvista di spine e l'altra del tutto inerme e ci dà, in una quindicina di righe, le notizie principali per la loro coltivazione, definendole come native delle regioni calde e pertanto necessitevoli della stufa per poterle conservare da noi durante l'inverno. Piante tropicali, o subtropicali, americane, esse fanno parte di una area geografica di distribuzione che si estende dalla punta della Florida (Key West) sino all'America centrale e meridionale (Indie Occidentali e Paesi del Messico sino al Brasile ed all'Argentina); e formano una decina, o anche meno, di specie, diverse delle quali trovano ancor oggi coltivazione in Europa (nelle nostre serre o nei giardini dell'area mediterranea, a clima più favorito) o nell'America settentrionale, nei giardini della Florida e della California, oppure nelle condizioni di un allevamento sotto vetri, in clima artificialmente reso consono alle necessità di calore di queste piante.

Caratteristiche morfologiche – Sono piante arbustive o arboree, glabre o lanose, spesso armate di spine ascellari, in alcune specie solide ed uncinate. Hanno foglie opposte o verticillate, intere o dentate. I loro fiori si riuniscono in lunghi racemi terminali oppure in brevi ascellari inflorescenze racemose. Hanno fiori piccoli, brevemente pedicellati assialmente di una piccola brattea. Vi è un lembo corollino di cinque lobi patenti, obliqui o di egual forma ed un tubo corollino usualmente ricurvo. Gli stami sono quattro e didinami. L'ovario è supero ed a quattro carpelli ciò che costituisce una anomalia nella famiglia nella quale il numero dei carpelli, dell'ovario, è usualmente di due; lo stilo porta uno stimma a quattro lobi. Il calice è persistente, anzi accrescente, venendo così ad avvolgere il frutto che è drupa sugosa contenente otto semi.

Interesse – Le duranta sono, come si comprende da quanto si è accennato, piante da coltivarsi in serra temperata, portandole all'aperto, in pien'aria, durante i mesi dal giugno al settembre, e ritirandole invece al finir dell'estate quando le notti comincino a farsi fredde. E pertanto richiedono di essere coltivate in vaso, o in grandi casse, per le forme arboree e sino a che ciò sia possibile. Si moltiplicano per talee da piantarsi a marzo in letto caldo, sotto campana di vetro. Avvenuto il radicamento, esse vengono invasate con terra leggera e sostanziosa, mescolata a terriccio di foglie ed a terriccio da letto caldo disfatto. Si coltivano, come si è detto, alcune specie; ricordiamo D. plumierli, specie delle Antille, con branche ramose che possono essere tanto armate quanto inermi; ha foglie ovali, cuneiformi, dentate, glabre, di lunga durata della sua fioritura perché essa comprende pressoché tutta la bella stagione; i suoi fiori blu o lillacini sono riuniti in sciolti racemi pannocchiuti, formati da dodici e più unità a lobi ciliati, a calici giallognoli; i frutti sono carnosi e di color giallo-aranciato; nella coltivazione se ne trovano attraentissime varietà sia a fiori bianchi, sia a fiori variegati. Altra bella specie è D. lorentzii a fiori in interrotti racemi terminali ed a frutti gialli: né da meno è D. stenostachya a fiori lilla, sempre piccolissimi, in sottili racemi penduli e frutti giallognoli. E, mentre quest'ultima è specie brasiliana, la D. lorentzii è pianta propria della flora argentina settentrionale.