Il metodo di costruzione delle case di paglia risale alla fine dell’Ottocento. Dopo l’invenzione della macchina imballatrice, nel Nebraska (USA), stato povero di pietre e legnami per la costruzione, ma ricco di enormi pianure coltivate a grano, i primi coloni utilizzarono il loro materiale di scarto, il sottoprodotto del grano, la paglia, per costruire ricoveri provvisori, in attesa dell’arrivo delle carovane con i materiali da costruzione.  Col passare del tempo gli abitanti si accorsero che le loro case erano davvero confortevoli: dotate di ottimo isolamento termico sia per il caldo che per il freddo, e isolate acusticamente dal costante sibilo del vento. Da case provvisorie diventarono permanenti e molte di queste sono tuttora abitate ed in ottime condizioni. Questo metodo di costruzione prende il nome di “Nebraska” e si riferisce alle strutture autoportanti, dove sono le balle di paglia a sorreggere il peso del tetto. Successivamente le balle di paglia furono utilizzate come materiale di tamponamento per strutture portanti in legno. Questo è il metodo preferito dai moderni architetti, è più semplice da progettare in quanto si possono fare i calcoli su materiali più omogenei e conosciuti.
Esistono poi forme ibride fra i due metodi dove la struttura portante in legno viene compressa sui muri in paglia e collabora con questa nel portare i peso del tetto.
Nonostante il naturale scetticismo sulla durata e sulla tenuta delle pareti di paglia, molti sono gli studi specifici effettuati specialmente negli Stati Uniti e in Canada che dimostrano i grandi vantaggi degli edifici in balle di paglia ed empiricamente si contano una dozzina di case negli USA costruite più di cento anni fa e ancora resistenti e abitate e molte decine di migliaia costruite a partire dagli anni Ottanta in tutto il mondo. In Europa si è diffuso questo metodo grazie all’inglese Barbara Jones: è del 1994 la prima costruzione in paglia in Gran Bretagna e ad oggi se ne contano circa centinaio in tutto il Regno Unito e diverse centinaia in tutti i paesi d’Europa.

I VANTAGGI
Seguendo la filosofia della “Permacultura” (letteralmente “permanent culture” = modello di agricoltura e di stile di vita elaborato da Bill Mollison in Australia nel 1978, che insegna a progettare insediamenti umani con il minimo impatto sull’ecosistema, rispettando la natura e prendendosi cura della terra), le costruzioni in paglia sono completamente ecologiche, in quanto sfruttano il surplus di paglia prodotto dai campi per ottenere case molto efficienti. La paglia è lo stelo della pianta morta dei cereali (grano, orzo, segale, avena, ecc.). A differenza del fieno (che è invece l’erba verde essiccata), in essa non sono presenti né foglie né fiori né semi a generare il tipico “raffreddore da fieno”. La paglia ha una composizione chimica simile al legno e, se ben conservata e protetta, è di difficile deperimento. Fra le principali caratteristiche che rendono la paglia un ottimo materiale da costruzione c’è sicuramente l’isolamento termico: una parete di balle di paglia non intonacata dello spessore di 450 mm ha un valore di trasmittanza termica, K, di 0,13 W/m2K.   Con lo spessore dell’intonaco, il valore K si riduce ulteriormente ed è quindi notevolmente più basso di quello richiesto per norma di legge in Italia, che varia da 0,85 W/m2K a 0,44 W/m2K, a seconda della zona climatica di riferimento, e meno della metà dello 0,25 W/m2K previsto dalle ultime normative UE. E’ stato pertanto calcolato un notevole risparmio sul costo del riscaldamento, che può arrivare fino al 75% rispetto ad una casa tradizionale in mattoni e cemento. Con questo materiale si arriva facilmente ai parametri previsti per le case in classe A+.
Oltre all’efficienza energetica, il vantaggio economico è dato anche dai materiali da costruzione. Le balle di paglia possono costare in media 1,60 euro l’una, considerando anche il trasporto in cantiere (1,10 euro se prese presso gli agricoltori e trasportate a proprio carico). Calcolando che per una casa a due piani con tre camere da letto, possono essere usate sulle 520 balle, il totale ammonta a 830 euro, contro svariate migliaia di euro per il costo del laterizio convenzionale. Un altro vantaggio offerto dalle spesse pareti di paglia è quello di essere altamente fonoassorbenti. Infine, la paglia, essendo un materiale naturale e traspirante, a differenza di alcuni altri materiali da costruzione moderni, non emette sostanze nocive come la formaldeide e garantisce una migliore qualità dell’aria all’interno delle stanze, un ambiente sano e piacevole in cui vivere. In locali come bagno e cucina non si avranno efflorescenze e muffe grazie alla capacità all’intonaco in argilla di regolare il quantitativo d’umidità all’interno dell’ambiente abitato.

SVANTAGGI
Fra i nemici della paglia come materiale da costruzione c’è l’acqua, il fuoco e il vento. Ma quando vengono rispettati alcuni accorgimenti questi elementi naturali non rappresentano un problema.
L’acqua può rappresentare un problema specialmente in fase di costruzione: occorre proteggere le balle di paglia sia in fase di stoccaggio, sia durante la costruzione, fino a che non sia terminata l’intonacatura. Le balle devono essere rialzate dal terreno e poggiare su fondazioni autodrenanti, che lascino fuoriuscire l’umidità che altrimenti tenderebbe a risalire in alto dal terreno. Il tetto deve avere uno spiovente ampio per proteggere al massimo le pareti dalla pioggia. E’ poi essenziale l’intonacatura a base di calce o di terra cruda per proteggere i muri di paglia ma che al tempo stesso permetta la traspirazione.
La paura di incendi è meno giustificata di quanto si creda: con un buon strato di intonaco, sia interno che esterno da 1,25 a 4,00 cm e con le corrette attenzioni per la copertura dei fili elettrici, come in una casa tradizionale del resto, i muri sono conformi alle norme di sicurezza contro gli incendi, e cioè sono classificati con mezz’ora di protezione contro il fuoco. Il pericolo principale per il fuoco è il cantiere di costruzione. In ogni caso, test specifici dimostrano che “un muro tamponato con balle di paglia è un assemblaggio molto più resistente al fuoco di un muro con strutture di legno utilizzando le stesse finiture”. Uno dei test più recenti è stato effettuato al centro di ricerca sui materiali per l’edilizia dell’Università di Braunschweig (Brunswick) in Germania con risultati sorprendenti: il muro campione ha resistito all’azione del fuoco per oltre 90 minuti, garantendo quindi una protezione assoluta.
Nei climi continentali come il nostro il vento non rappresenta una minaccia reale. Le pareti di paglia delle odierne costruzioni vengono ancorate saldamente con una legatura che collega il cordolo delle fondazioni al tetto formando corpo unico. Si possono utilizzare fili di metallo, cinghie sintetiche o tiranti di fibra di carbonio con bulloni infissi nelle fondazioni, il tutto ricoperto dall’intonacatura.

COSTRUZIONI IN ITALIA
In Italia la tecnica di costruzione in paglia è ancora molto giovane. La balla di paglia è stata introdotta in Altoadige come materiale di tamponamento nel 2003 per una casa che ha vinto il premio “Casa Clima 2003” www.archschwarz.com; www.atelierwernerschmidt.ch; nel 2004 è stata iniziata la prima casa in autocostruzione a Belfiore di Pramaggiore (Ve) (www.laboa.org). Attualmente l’architetto Schmidt sta costruendo la prima casa di tre piani in stile “Nebraska” in Italia con muri in balle di paglia autoportanti in alta Val Venosta (BZ).

 

Venerdì 21 novembre l’autore terrà un seminario sulle tecniche di costruzione in paglia a Bologna. Informazioni: maja.formazione@libero.it

 

Stefano Soldati