Spesso assistiamo a mobilitazioni di cittadini in relazione alla caduta o alla sostituzione di qualche albero oppure per evitarne il taglio per un opera pubblica.
Manifestazioni del tutto accettabili, e tuttavia sarebbe necessario che la sensibilizzazione di questi episodi avvenisse con un’informazione adeguata rispetto alle problematiche che si presentano di volta in volta.
Partiamo dal problema principale, dal servizio giardini, verso cui  l’assessore in carica o di maggioranza diversa s’impegna, mediante un fondo, a costituire un servizio interno al comune. Potremmo chiederci, come si possa essere così ipocriti da non tenere conto  che coloro che formulano queste proposte sono poi gli stessi che hanno smantellato un servizio che fino ad alcuni anni fa, è stato insieme ad altre città il fiore all’occhiello italiano dell’arredo pubblico?
Quando si propone un organismo interno al Comune, che si avvarrà di volta in volta di esperti agronomi, urbanisti e paesaggisti per progettare la tipologia delle nostre alberature e del nostro arredo urbano in generale, è senz’altro utile e necessario, e ancora potremmo obiettare: perché non si fa precedere il tutto da un regolamento del Verde, che indichi le strategie da seguire e le regole da osservare sia per il privato che il pubblico?
Spesso sentiamo dire che la caduta di alcuni alberi impone subito la loro sostituzione e pertanto anche in questa situazione si chiedono fondi straordinari per queste operazioni, ma non sarebbe meglio per quanto è possibile intervenire prevenendo il danno come si dovrebbe fare in tutte le cose? Oppure quando si aprono le strade per le opere pubbliche, perché mai non si procede ad un esame preventivo attraverso un monitoraggio delle radici degli alberi interessati all‘opera? Sappiamo che esistono gli strumenti adatti,  e sappiamo anche che ci sono, ovviamente, dei costi maggiori.
Quando si protesta perché vengono sdradicati degli alberi, perché non ci si oppone maggiormente quando vengono fatte le operazioni di potature delle alberature stradali, operazioni frequentemente approssimative e irregolari, frutto di gare indette che badano più al risparmio che alla professionalità adeguata al rispetto delle stesse alberature.
Questo perché si preferisce un ambientalismo della domenica che faccia scalpore, invece di essere un impegno continuo come esige la natura per la sua difesa.
Nel lontano 2002 il bilancio del servizio giardini era di appena 20 miliardi per tutto il verde di Roma e solo gli alberi ne imponeva un fondo di almeno tre miliardi per i tre anni successivi.
Se pensiamo che questa responsabilità è stata ricoperta da un rappresentante dei verdi, ci viene da chiedersi: quando la fanno la battaglia ambientale? Se in tanti anni di governo non sono riusciti a realizzare le stesse proposte che avanzavano.
Ci si lamenta anche che, laddove avvengano le sostituzioni, esse avvengono con esemplari più giovani e pertanto con un aspetto paesaggistico diverso. Risponderemo allora che è vero ma anche che è un problema di costi e di tecnica vivaistica, perché per l’attecchimento ci vuole sia una tecnica adeguata sia una qualità del prodotto, e i cittadini devono impegnarsi altrettanto a pretendere affinché queste problematiche siano risolte correttamente.
Per quanto riguarda invece l’abbattimento di alcune piante, ci possono essere casi dettati dallo stato di necessità fitosanitaria, come quello del cancro colorato del platano; in questi casi  c’è bisogno ch,e anche se l’albero appare rigoglioso, debba essere abbattuto non solo lui ma anche quello più vicino che può essere stato contaminato dall’apparato radicale o da quello aereo e non può essere sostituito per legge dalla stessa varietà di platano se non si trova un clone diverso che sia capace di non essere attaccato dal contagio, ma per fare ciò c’è bisogno che la comunicazione del servizio giardini e i cittadini sia efficiente, continua e professionale attraverso la costituzione di uno sportello specifico che sappia rispondere a queste esigenze.
La ricerca in questo settore è fondamentale e ci vogliono anni per individuare nuove varietà e spesso questa motivazione spinge gli amministratori ad abbandonare qualsiasi intervento in questo campo, perché anche qui il politico tende ad attuare interventi che si possano evidenziare nel corso della sua azione amministrativa, e invece nel campo vegetale questo non coincide perché spesso anche la crescita non avviene nel corso di una nostra vita.
Su queste tematiche ci vogliono degli intenti condivisi affinché si riesca  a conseguire i risultati auspicati.
In alcune realtà sono stati sostituiti con i tigli e vedremo se la crescita di questi comporterà un risultato vicino a quello dei platani.
Un aspetto positivo che invece va sottolineato e stato quello di avere immesso le grate di salvaguardia della pianta e in qualche caso impedito che si parcheggiasse troppo vicino agli alberi, ma urge una manutenzione diversa che tenga conto che stiamo operando con una natura viva ed esige tutta la sensibilità e il rispetto.
Per quanto riguarda l’arredo urbano dobbiamo stare attenti che la salvaguardia del centro storico, importante ai fini turistici e più complessivi della cittadinanza, sia in egual misura anche nelle zone periferiche, affinché il riequilibrio non sia soltanto a parole e che la città nel suo insieme diventi un’attrazione complessiva.
La recente iniziativa a Roma promossa dalla sensibilità di Luca Zingaretti sugli alberi di Roma sia un ulteriore contributo al mondo vegetale e in particolare ai suoi stupendi alberi che sempre più arredano e valorizzano le nostre città.

Giovanni Li Volti Segretario Naz. Promoverde