Più diffusi dei tappeti artificiali, i campi in erba naturale sono i preferiti dai calciatori, ma la loro manutenzione è costosa e deve tenere conto dei cambiamenti climatici e dell’intensa attività che vi si svolge. I campi in erba artificiale hanno un costo di realizzazione superiore ma la manutenzione ha un’incidenza più bassa 

I campi da calcio con erba naturale sono ancora di gran lunga i più diffusi e sono preferiti dalla maggior parte degli attuali giocatori professionisti, la cui formazione ha concorso a dare loro la percezione di gioco su una superficie “viva”, capace di emettere l’inconfondibile profumo dell’erba. Anche i problemi di queste superfici sono di natura biologica e, come tali, diversi e soggettivi da campo a campo. La manutenzione dei campi in erba naturale deve infatti tenere conto del deterioramento causato da:

– una fruizione troppo intensa, in quanto la stagione calcistica, in pratica, non ha interruzione nell’arco dell’anno e si giocano più partite durante la stessa settimana anche in condizioni climatiche avverse. Difficilmente, quindi, viene rispettato il carico massimo che, nel nord Italia dovrebbe essere di 6-10 ore/settimana nei mesi autunno-invernali e 15-20 ore/settimana nei mesi primaverili-estivi;

carenze nutrizionali o di illuminazione per coperture eccessive, ed anche danni per attacchi delle malattie tipiche dei tappeti.

Questi problemi comportano pesanti interventi di manutenzione che arrivano al rifacimento totale o parziale del tappeto con la tecnica della rinzollatura, anche più volte all’anno.

I tappeti sintetici, invece, non risentono della fruizione intensa per cui si può andare anche oltre le 70 ore di gioco settimanali, senza avere problemi, né di illuminazione né di carenze nutrizionali né di attacchi parassitari. La manutenzione quindi ha una bassa incidenza, anche se deve comunque essere praticata.

Campi con erba naturale

Nell’eseguire la manutenzione occorre conciliare le esigenze del calendario sportivo con la capacità di resistenza del tappeto che, specie nel periodo invernaleprimaverile, risente delle avverse condizioni climatiche.

Gli interventi manutentivi riguardano:

– il taglio dell’erba. L’altezza di taglio è compresa tra 25 e 35 mm, mentre la frequenza è legata al periodo vegetativo, per cui si fanno, mediamente, due tagli a settimana nel periodo di massimo rigoglio, mentre in quello invernale la frequenza viene ridotta;

– la fertilizzazione. Gli interventi mediamente sono 4-6 nel corso dell’anno;

– i trattamenti. Normalmente hanno una bassa frequenza. Diverso è il discorso in caso di comparsa di malattie;

– la sfeltratura e carotatura. L’asportazione del feltro è fatta una volta all’anno anche se vi possono essere frequenze maggiori. La carotatura si rende necessaria per eliminare l’eccessiva compattezza del terreno. Si fanno da 1 a 4 interventi all’anno in relazione allo stato del suolo e alla capacità drenante. Per ridurre l’impatto sul calendario sportivo vengono anche impiegate foratrici a getto d’acqua;

-il top-dressing. Questa operazione è indispensabile non solo dopo un intervento di carotatura ma anche per mantenere la permeabilità del suolo e ridurre la formazione di feltro. La distribuzione di sabbia mista a sostanza organica viene normalmente effettuata in primavera e in autunno;

– la pulizia. Consiste nell’asportazione dei corpi estranei (carta, mozziconi, foglie ecc.);

l’irrigazione. Nel periodo estivo la frequenza è di 1-2 interventi a settimana.

I costi di manutenzione sono molto variabili: da 30.000-40.000 euro a 100.000-150.000 euro all’anno. Quando poi si deve rifare la rinzollatura il costo della stessa è dell’ordine dei 150.000-200.000 euro.

Campi con erba artificiale

Mentre l‘investimento per realizzare un campo in erba artificiale è circa il doppio rispetto a quello in erba naturale, cioè dell’ordine di 300.000-500.000 euro, la manutenzione ha un’incidenza decisamente più bassa rispetto a quella dei campi tradizionali.

Per mantenere in modo corretto il manto artificiale occorre:

– non gettare sigarette accese, bengala e qualsiasi tipo di prodotto infiammabile;

– non lanciare oggetti contendenti o appuntiti;

– non impiegare gesso o vernici spray per la marcatura del campo;

– non ostruire i canali di drenaggio;

– non utilizzare tacchetti di alluminio o scarpe chiodate;

– non transitare, specie nelle ore calde, con veicoli pesanti (superiori a 500 kg/m2) e non fare sostare sul manto bagnato veicoli il cui carico superi i 3-4.000 kg/m2;

– evitare l’utilizzo diverso da quello del gioco quali manifestazioni e concerti;

– evitare che i gas di scarico di qualsiasi veicolo vadano direttamente sull’erba;

– bagnare regolarmente per lavare le fibre ed evitare l’accumulo di sporcizia, nonché mantenere la temperatura al suolo non troppo elevata

– tenere pulito il campo, asportando cartacce,mozziconi di sigarette e rifiuti di ogni tipo;

– non fumare ed evitare i fuochi artificiali;

– non posizionare teloni sul campo durante i periodi di gelo.

La rimozione di foglie, cartacce ecc., può essere fatta con macchine soffiatrici, oppure con macchine spazzolatrici trainate o semoventi. Per evitare la rimozione dell’intasamento dei granuli in gomma, le spazzole devono essere appropriate, così come il loro uso. In particolare la spazzola deve essere in fibre sintetiche con lunghezza minima di 65 mm. Occorre controllare la posizione in modo che le fibre sfiorino l’erba senza intaccare lo strato intasante. In ogni caso è bene evitare il trattamento quando la temperatura ambiente supera i 35°C. I migliori risultati si ottengono operando trasversalmente, in quanto le fibre si alzano e gli intasamenti si distribuiscono in modo uniforme.

Periodicamente, occorre apportare sabbia e granulato, in modo da mantenere gli intasamenti stabili. Intervenendo con macchine appropriate l’operazione dura circa un’ora.

Attenzione particolare va posta alle “macchie”. Quelle a base d’acqua possono essere provocate da vari ingredienti, quali caffè e cioccolato, succhi di frutta e gelato, acido e alcool, ecc. La loro eliminazione è relativamente semplice. Occorre anzitutto intervenire con macchine spazzolatici per eliminare i residui e poi lavare con acqua e sapone (eventualmente con ammoniaca al 3%), procedendo poi con risciacqui ed asciugatura. Le macchie più resistenti sono quelle a base oleosa, quali quelle prodotte dalle perdite di olio lubrificante, da vernici o da catrame. Dopo avere rimosso il residuo occorre intervenire con appositi detergenti, così come per la rimozione delle gomme da masticare. La neve non provoca danni al tappeto sintetico. Se si rende necessaria la rimozione si interviene con  spazzolatrice rotativa, in presenza di neve soffice e  pale gommate, in presenza di neve umida, mentre gli eventuali residui di neve,vanno eliminati con sale antigelo in dose ridotta.

L’irrigazione del tappeto, oltre che per la pulitura, si rende necessaria per abbassarne la temperatura nei periodi più caldi. Rispetto all’erba naturale, il tappeto sintetico ha una maggiore temperatura dell’ordine del 30-45% in superficie. Anche con l’irrigazione un campo con erba artificiale avrà sempre una temperatura superiore, tuttavia l’intervento irriguo consente di ridurne sensibilmente il livello.

L’articolo è un estratto da Mondo Macchina – on line, il PDF completo

Autore: Pietro Piccarolo

L’Autore ringrazia Mondoturf di Mondo per il materiale fornito.