E’ carbone vegetale, lo stesso prodotto per secoli dai carbonai attraverso la pirolisi, la combustione in assenza di ossigeno. Negli ultimi anni la ricerca sulla terra preta di alcune civiltà precolombiane, una terra nera mischiata al carbone vegetale, che reso fertili piccoli angolo di Amazzonia, ha contribuito a formare una nuova visione del carbone vegetale. Questa tecnologia potrebbe portare tre grandi vantaggi.
1. Energia – Durante la pirolisi di qualsiasi biomassa (scarti agricoli, potature e anche escrementi animali), si sviluppa un gas, che produce energia termica.
2. Fertilizzazione – Lo scarto della pirolisi, è il biochar. I terreni dove viene distribuito, richiedono minori quantità di fertilizzanti. Inoltre, per la sua capacità di trattenere grandi quantità di acqua, richiede anche minori irrigazioni.
3. Sequestro della CO2 – Il 90% dell’anidride carbonica contenuta nella biomassa originale resta nel biochar per secoli, forse per millenni. Il procedimento potrebbe essere usato per sottrarre l’anidride carbonica dall’atmosfera.

 

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